Perchè sempre più uomini amano il sesso anale? Ecco le risposte

Avete una relazione stabile e piacevole. State da mesi o forse anni, con quel ragazzo speciale che vi ama, si prende cura di voi e vi fa sentire le donne più belle del mondo. Fino a quando non arriva la domanda che cambia tutto. La richiesta di fare sesso anale che in fondo non è niente di straordinario. Ciò non significa che il tuo ragazzo sia strano, abbia gusti esotici o tendenze omosessuali. La realtà è semplice, a molti uomini piace il sesso anale. La domanda di milioni di persone è: perché? Cosa trova l’uomo di così attraente nell’usare un orifizio che è biologicamente creato per essere un’uscita, e non un ingresso?

L’argomento è piuttosto delicato e molte ragazze non osano affrontarlo, e lo circondano di tabù e mistero. Per chiarire un po’ i loro dubbi, ci siamo assunti il ​​compito di chiedere a diversi uomini la loro opinione al riguardo e cercheremo di dare una visione chiara e semplice di tale esperienza. Per leggere i motivi per cui i mschi amano il sesso anale, dovreste lasciare da parte tutti i paradigmi. Le ragioni risulteranno più che ovvie di quanto pensiate:  Sensazione di potere. Gli uomini amano sentirsi potenti, è parte del loro ego maschile. Sappiamo che può sembrare un po’ macho e territoriale, piuttosto retrogrado, ma è la realtà. Attraverso il sesso anale controllano la situazione e stare sopra una donna per entrare dentro di lei, li fa sentire i re del mondo. Inoltre, la soddisfazione sessuale è interamente nelle mani femminili, poiché non c’è da stimolare alcuna parte aggiuntiva; questo indica che la donna si sta completamente fidando del piacere provocato al compagno. Un uomo ama l’idea di penetrare da dietro e di essere in grado di stimolare tutti i terminali nervosi che sono lì, portando la ragazza a un climax che non hai mai provato prima. Se ha successo, avrà ottenuto l’equivalente di una medaglia d’oro nel test più difficile.

Senso di fiducia. Il fatto che tu, donna, gli permetta di accedere a una parte così intima e inaccessibile gli parla di un’eccessiva fiducia nella sua persona. E non solo per quanto riguarda il piacere, ma anche per la sicurezza di entrare nei tuoi angoli più profondi. Quando accetti di provare, stai dicendo che riponi tutta la tua fiducia in lui, in quanto saprà apprezzare e prendere cura di quella parte intima del tuo corpo. Per gli uomini è un voto di massima stima. È qualcosa di nuovo. Il sesso vaginale è fantastico, per non dire altro, ma dopo pochi anni diventa normale, anche di routine. Diventa la norma. Quindi quando appare la possibilità del sesso anale, quello che un uomo vede è come una nuova avventura, e si eccita come un bambino con un nuovo giocattolo. Non è che il gelato al cioccolato smetta di piacergli, è che vogliono anche provare la vaniglia e gustarla. Il sesso anale è eccitante quanto avere un rapporto a tre o usare giocattoli esotici. Rappresenta questa parte bizzarra che tutti vogliono avere a disposizione. E se fanno divertire anche tu, donna, beh … è come il paradiso. Amare il sedere. Quante volte avete catturato un uomo muovendo maliziosamente il sedere. Innumerevoli. Gli uomini amano le redini e, se hanno l’opportunità di stare vicino e dentro di loro, è come se vincessero la lotteria.

È molto stretto. E questo è uno dei motivi principali. Potete essere bravissime quanto volete nel fare esercizi di Kegel e contrarre la vagina, ma la verità è che l’ano è un posto dove nulla o nessuno è entrato. I muscoli sono intatti e le pareti sono strette. È una fantasia che potrebbe non sembrare attraente per il sesso femminile, ma per loro (i maschi) è una meraviglia. Assicurano che la sensazione sia indescrivibile e molto più piacevole rispetto al sesso vaginale. Sappiamo che queste ragioni non renderanno più attraente la cosa per te, donna, ma possono darti un’idea del perché i ragazzi sono ossessionati dal sesso anale. Ora, se decidi di provarlo, ti suggeriamo di farlo con un partner con cui hai molto tempo a disposizione, possiedi comunicazioni eccellenti e ti fidi più di chiunque altro. L’esperienza può essere piacevole, ma richiede pazienza e impegno da entrambe le parti. Il sesso anale non dovrebbe far male, ma hai bisogno di molto tempo preliminare per raggiungere il piacere. Se provi dolore, torna al gioco precedente per rilassarti, perché questa pratica dovrebbe essere gradevole per entrambi. Ricorda che la comunicazione è essenziale quando fai sesso, specialmente se stai per entrare in una parte così intima del suo corpo, uomo. E sempre, sempre, anche se non puoi rimanere incinta, fai usare il preservativo!

È davvero importante avere il pene grande durante un rapporto sessuale?

Spesso su giornali, riviste, ma anche e soprattutto in internet, leggiamo articoli, curiosità, servizi di sessuologia che trattano se sia meglio un pene enorme, normale o decisamente piccolo. Insomma, le dimensioni tra le lenzuola, contano davvero?
Ebbene sì, un uomo è maggiormente attraente anche grazie alla sua taglia così come per l’altezza o la sua muscolatura. Non sono tanto io a dirlo quanto l’Università canadese di Ottawa, che dopo un sondaggio su donne di diversa età è risultato essere quasi determinante avere un pene “ben visibile”. Per quanto riguarda il mio modestissimo parere, devo puntualizzare che l’importanza della dimensione del fallo inizia realmente a contare per le donne dai 40 ai 50 anni, mentre per le ragazze, magari innamorate, la cosa primaria è la dolcezza e il trasporto e la passione che il partner esplica nel rapporto. L’amore prima di tutto. Il resto è un qualcosa di più. Ah, beata gioventù!

Per le più anziane, ormai avvezze alla penetrazione, le dimensioni contano in primis per una maggiore intesa erotica e per una sensazione quasi selvaggia di sentirsi possedute da un vero stallone. Quindi, è facile intuire che ognuna di queste categorie ha i propri riferimenti e i propri gusti in merito alla taglia del loro “sventrapapere”. Okay, ma qual è la dimensione ottimale per non sfigurare mai? A svelare l’arcano è uno studio portato a termine dal King’s College of London, che dopo aver studiato oltre 15mila verghe sparse in tutto il mondo, ha sentenziato che lo standard più condiviso sono 13,14 cm di lunghezza. C’è da dire, comunque, come già accennato sopra che l’importanza delle misure cresce in modo proporzionale all’età della donna. Le giovani, non danno così tanta rilevanza alle dimensioni del membro del compagno; a loro basta amare ed essere ricambiate. Col passar degli anni la tendenza cambia. Eh, se cambia!

Tra i 40 e i 50anni molte si accorgono che il sesso può svincolarsi dall’amore, come sovente accade. Solitamente, dopo un divorzio o una rottura di un rapporto durato anni, la donna è pronta, prima di riaffacciarsi al mondo dell’ attaccamento, a instaurare storie di sesso ed è in questi frangenti che il valore delle dimensioni del fallo comincia ad avere un grande valore, soprattutto a livello di mero piacere fisico distaccato dal godimento amoroso. Qui, subentra anche il lato esperienza in quanto con una età più matura certi tabù vengono cancellati e si cerca solo il godimento allo stato puro. C’è però, chi ha paura di un pene molto grande, perchè abituata a quello del marito o del fidanzato, e a livello psicologico il rapporto può apparire addirittura pericoloso. Chi, per esempio, si bagna difficilmente, avendo scarsa lubrificazione, ha molta difficoltà a lasciarsi andare del tutto e vive quel membro così lungo con timore. Altre, al contrario, pensando un po’ all’antica “grande cazzo, grande scopata”, sono attratte in maniera totale. Molte signore, a conferma di quanto sopra, vanno proprio alla ricerca di maschi con peni enormi anche per sentirsi a loro volta più femmine. ” Se riesco ad accontentare uno stallone così, posso permettermi di tutto”, molto spesso pensano. Insomma, associano simili rapporti ad una sorta di potere sessuale.

Guai però accantonare il sesso femminile che vira per il romanticismo, e che ad un fallo mostruoso preferisce lo sguardo ammiccante, il sorriso provocatore, una cena a lume di candela. Il sesso diventa solo la ciliegina sulla torta. E se la candela è ben proporzionata tanto meglio. Ma le dimensioni servono se sapute usare. Senza il minimo di erotismo, senza partecipazione, attenzione verso la partner, quei centimetri in più sono solo un’inutile peso. E, considerando che una vagina è lunga, in media, sette cm, un fallo da 8 a 10cm, può assicurare una penetrazione e un godimento più che sufficiente.

Qui finisce la prima parte. La seconda e ultima parte la completerò quando avrò più tempo.

Perchè gli uomini non amano “indossare” il preservativo? Ecco le risposte

Senza ombra di dubbio, a un gran numero di ragazze, è successo di trovarsi in difficoltà con il proprio compagno nel momento fatidico di “indossare” il preservativo, quando costui ha glissato spudoratamente la situazione tentando di penetrare la partner come Dio l’ha fatto. Talvolta, noi uomini, mostriamo un vero disgusto, anche se non lo esprimiamo verbalmente, nel fare sesso con il condom e il nostro disappunto è così palese da essere facilmente intuibile. Un approfondito studio di una università americana pubblicato a fine 2017, ha confermato, con dati attendibili, quanto sopra: solo un terzo degli uomini americani usa il profilattico durante un rapporto sessuale completo. Da noi, la questione risulta ancor più lapalissiana: solo un uomo su cinque si mette il condom prima di un rapporto vaginale. Il sesso femminile e non, si chiede il perchè di tale rifiuto, cos’è che infastidisce tanto il sesso maschile nell’infilarsi questa sottile pellicola.

Beh, che dire, le risposte in fondo sono sempre le stesse: ” Il preservativo toglie ogni contatto vaginale”; “Non sopporto niente sul mio pene”; “Lo odio, perchè non mi sembra un vero rapporto”; ” Lei e io non godiamo come vorremmo”…E fin qui ci siamo. Se, però, andiamo ad analizzare le conseguenze che possono scaturire dal non uso del condom, come malattie veneree, gravidanze inattese e via dicendo, capiamo che quanto affermato sopra dai sigg. uomini sono solo grandi cazzate. Che l’uomo goda dell’eventualità di ammalarsi? Che sia totalmente indifferente alla possibilità di “appestare” altre persone? Non credo sia arrivato a tanto quindi, sicuramente, c’è ben altro dietro. Infatti, varie ricerche hanno riportato certune verità su questi “spericolati” del sesso: ” Non lo uso perchè poi non riesco a venire”; “Ogni volta che lo metto poi si sfila e ho paura di metterla incinta”; “Con quello sul pene, alla fine mi si affloscia”; ” Al solo pensiero di metterlo  non mi si drizza”; ” Vado sempre con donne pulitissime come me, quindi non ho bisogno di infilarlo”.  E la lista di stronzate potrebbe continuare per pagine e pagine.

Personalmente, dopo certe dichiarazioni, credo che il rifiuto del preservativo nasconda varie ansie da prestazione insite nell’uomo. E, in particolar modo, nelle dimensioni del condom stesso. A supporto del mio pensiero, coincideva l’osservazione della Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti commestibili e dei farmaci, che sosteneva che i preservativi dovevano avere una lunghezza almeno di 16,9 centimetri. Insomma, per la FDA l’idea primaria era che i contraccettivi fossero sufficientemente lunghi per adattarsi ad ogni tipo di pene e che la parte in eccesso rimanesse come arrotolata. Poi, una nuova ricerca sulla lunghezza media dei falli in erezione risultò essere di 14,5 centimetri, quasi 3 cm in meno della lunghezza di un profilattico. A questo punto l’errore macroscopico dei produttori di preservativi, potrebbe spiegare, ma non completamente, l’odio dell’uomo verso questa membrana; fastidio per chi ha un pene normale…diciamo.

Attualmente nel mondo, per ovviare al problema, sono state create 56 misure diverse di preservativi. Svelato, dunque, il dilemma che affligge il genere maschile prima di indossare il condom? Basta solo che l’uomo abbia il suo preservativo su misura? Difficile dirlo, anche perchè la mente di noi maschietti è un universo ancora tutto da scoprire… O coprire, con il Condom!

Il mio pensiero sul mondo femminile. La donna, diversa e complementare

Le donne e gli uomini, diversi e complementari, eppure per tanto tempo il concetto della complementarietà è stato trascurato o equivocato nel senso della sudditanza del femminile al maschile. Le cose non stanno così le donne sono diverse dagli uomini e ciò è la meraviglia della creazione.

Ecco il punto di vista maschile sulla diversità donna, ovviamente è il mio e non è obbligarioriamente da condividire, ma forse… Forse non spiacerá.

Strega o indovina.

Ci sono varie ipotesi quando una donna intuisce qualcosa, che ella venga fatta passare per l’una o per l’altra.

Sapete in che momento le donne iniziano a diventare delle veggenti?

Quando hanno partorito.

Cosa succede alla madre nella prima fase di vita del bambino, cosa fa ? Indovina, predice.

Quando il neonato ancora non parla, Lei pensa: ” Gli dolgono le gengive o la gola, ha qualche linea di febbre o il raffreddore.” Inizia a indovinare e a predire fino a che, ogni volta, intuisce con maggiore frequenza e certezza: questo lo chiamano il sesto senso della donna.

Competitività e cooperazione.

L’uomo per sua natura antropologica è competitivo. Quando va a guadagnarsi da vivere, rivaleggia ovviamente per il cibo, per la casa, per il territorio. La donna cerca di collaborare, accumulando, per prevenire momenti di secche.

L’antropologia ci spiega che ella sceglie il maschio più potente, per sua personale protezione. E se in origine le donne hanno cercato riparo nei maschi forti e coraggiosi, oggi trovano conforto e sostegno in un compagno più intelligente ed equilibrato. Cosa ammira di più una donna in un uomo? Nel passato era la forza fisica che ella non aveva, attualmente la donna apprezza l’intelligenza ed il potere, ma chi segue proteggendo i piccoli è la donna, che indubbiamente chiede aiuto al suo compagno, alle amiche, alle tate etc., ma lei è la coordinatrice naturale della vita familiare.

Multifunzionale e focale.

Chi soprintende in casa, chi sistema gli armadi, chi distribuisce i soldi: le donne. Questo perché loro hanno un potere immenso e unico: possono telefonare mentre apparecchiano la tavola, sgridare i bimbi, ascoltare consigli pratici alla radio … tutto allo stesso tempo.

Noi, in cambio, siamo focali. Ci danno il bambino tra le braccia e da lì non ci muoviamo o non sappiamo cosa fare … o meglio non facciamo nulla di più: “Non vedi che sono molto impegnato col bimbo?”.

Visuale e uditiva.

Sapete perché le donne cambiano frequentemente pettinatura ogni volta, si imbellettano di continuo e usano una camminata sensuale? Perché l’uomo è visivo.

Dall’altra parte la donna è uditiva, e quando comincia a ascoltare una canzone romantica non è la prima a sospirare e a fare cuoricini in aria?

L’uomo che ella ama può essere grasso, tozzo o addirittura violento e aggressivo, ma se dice la cosa giusta al momento giusto, lei cade devotamente ai piedi.

Condizionato o incondizionato. L’espressione più sublime dell’amore è quando la madre ama senza imporre delle limitazioni, carenze o condotte, per molto aberrante che sia quello che ha commesso suo figlio. È amore incondizionato, ama senza porre limitazione alcuna. Il padre pone, invece, dei confini da non oltrepassare. Ma è importante porre condizioni ai figli? Sì, perché la vita è piena di vincoli.

Se l’essere umano è amato incondizionatamente otteniamo un individuo che vuole ricevere tutto e subito, senza dare niente in cambio. Quindi, la mamma mette tutto il suo amore incondizionato e totale, e il padre impone condizioni così da trovare un equilibrio perfetto.

Può sorgere allora il problema in relazione alla distribuzione di amore? Alla madre single, perché deve imparare ad amare incondizionatamente e condizionatamente.

Forza o resistenza.

Due domande specifiche: chi ha maggiore capacità di soffrire, e chi ha una maggiore capacità di perdono? Le donne.

La resistenza al dolore fisico, al dispiacere, è naturale nel gentil sesso e anche la loro resistenza si manifesta in altri campi. Per esempio, durante la seconda guerra mondiale negli Stati Uniti, le donne sostituivano gli uomini nelle attività di produzione e i tassi di rendimento salivano ai massimi storici; lpeloso resistenza alla fatica dimostrava il nuovo potere delle donne che stava avanzando.

Alla fine del canapo una donna è donna e l’uomo è uomo. Dobbiamo, però, ben capire che, sì, siamo diversi, ma alla fine quel che conta è che Lei possa essere, per il suo lui, sempre più donna.

Donne relegate a piè di pagina dall’uomo, ma che la storia ha rivalutato. Una carrellata di eroine dal grande potere

La storia dell’universo femminile richiede una prospettiva globale. C’è molto di più della regina Elisabetta I o di Susan B. Anthony. Abbiamo bisogno di riportare l’attenzione storica verso la lezione di donne famose secondo un raggruppamento per i più ampi raggruppamenti di donne di potere: le madri e le anziane dei clan femminili, sacerdotesse, potere non evidente e talvolta neppure riconosciuto: le anziane dei clan femminili, le sacerdotesse, le indovine, le guaritrici e le delle altre arti e professioni femminili.

Queste sfere di potere femminile variano molto da cultura a cultura. Alcune di loro, in particolare quelle con vocazioni spirituali, conservano gli aspetti dell’ autodeterminazione, anche nelle società che insistono sulla subordinazione formale della femmina al maschio, in uno spazio privato o pubblico che sia. C’è una sorprendente interazione tra guida spirituale e politica delle donne, soprattutto in molte società indigene.

Sto pensando alla sciamano Evenki Olga che era sia capo che leader religioso del suo villaggio siberiano circa un secolo fa, e delle machis del Cile, sciamane che sono profondamente coinvolte nello sforzo della sovranità Mapuche( donne che tuttora riescono con la sola forza dello sguardo a sottomettere la volontà dei loro uomini). Ma questa sovrapposizione si verifica anche in contesti imperiali, come quando l’ anziana mikogami (sciamana) Himiko

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Sciamana Himico

fu scelta per governare i regni di Wa durante un periodo di anarchia militare, ristabilendo la pace in Giappone.

Sacerdotesse o indovine hanno spesso dato origine ai movimenti di liberazione: Nehanda Nyakasikana in the Shona, nella rivolta contro la colonizzazione inglese dello Zimbabwe; María Candelaria nella rivolta Maya contro gli spagnoli ( da solo col machete riuscì a mettere in fuga 11 soldati spagnoli armati fino ai denti).Toypurina nella rivolta Gabrieleño nel sud della California.

Nel 1791, la vecchia sacerdotessa Cécile Fatiman ha inaugurato la rivoluzione haitiana contro la schiavitù in una cerimonia vudù nel Bois Caiman. Ancor prima, la Veleda Veggente è stata la forza guida dietro l’insurrezione Batavi degli europei tribali contro Roma, e Dahia al-Kahina la sacerdotessa ha portato la resistenza berbera alla conquista araba del Nord Africa. E Gudit Isat (Giuditta del Fuoco), che rovesciò l’impero axumita nel X secolo e in Etiopia fu ricordata anche come leader religioso.

Spesso questa leadership femminile non si basa su un’ autorità istituzionalizzata, ma attraverso il riconoscimento del potere personale. La veggente e guerriera Apache Lozen, è ricordata per il suo atto di coraggio e la sua capacità di chiaroveggente per aver fatto da guida al suo popolo scortandolo fuori dal pericolo mentre si fronteggiavano gli eserciti Anglo-americani e Messicani.

Granuaile Ní Mhaille (Grainne O ‘Mailley) abbattè il monopolio assoluto maschile delle imprese militari e marinare e divenne, grazie alla sua flotta pirata, la regina senza corona “She-King” della costa del Connemara in Irlanda, e il flagello della Marina britannica nel 1500. L’audacia femminile ha, in molte società, tenuto semplicemente a difendere la libertà personale e l’autodeterminazione, ritagliandosi lo spazio per agire a dispetto dei vincoli patriarcali, per diventare quello che gli inglesi definiscono «una donna dedita al solo suo comandamento».

Agodice ha praticato la medicina, nell’Atene classica, travestita da uomo, rischiando la pena di morte poiché allora nessuna donna poteva svolgere il ruolo di medico. Circa duemila anni dopo, Miranda Stuart ha usato la stessa strategia per ottenere il suo MD come dottor James Barry, ed è divenuta Chirurgo Capo della Marina britannica. Il suo sotterfugio non è stato scoperto fino alla sua morte, anche se lei si avvicinò molto a rivelare la sua identità dopo essere stata ferita in duello.

Questo percorso di adozione di mentite spoglie maschili è stato seguito da numerose avventuriere, tra cui Carmen Robles che divenne un colonnello dell’Esercito Rivoluzionario Messicano, ed Elvira Cespedes, nel 16 secolo in Spagna, che si fece passare per medico arrivando, addirittura, a sposare una donna. In seguito scoperta fu condannata, dal Sant’Uffizio, all’esilio e ai lavori forzati.

Le donne più coraggiose hanno sfidato e sfidano l’oppressione. La famosa cantante Swahili, Siti Binti Saad ( nella foto sopra), è passata da un periodo di totale schiavitù al comporre musica taarabu ( melodie contro le ingiustizie sociali) suo veicolo vocazionale per la giustizia sociale in quella che oggi è la Tanzania. Protestò per l’oppressione di classe e l’abuso degli uomini sulle donne, e la sua canzone “La polizia ha fermato”racconta e critica aspramente un giudice che lascia in libertà la moglie omicida solo perché è molto ricca.

Ci sono molti resoconti storici di femmine guerriere, e le donne spesso hanno combattuto per difendere le loro case, i loro cari e il loro paese. Tuttavia, anche se è difficile per molte persone oggi concedere tali ampi poteri alle donne, in alcune società esse avevano addirittura il potere formale di porre il veto alla decisione di andare in guerra. La donna Cherokee, Amato, che rappresentava le donne nel consiglio degli uomini, possedeva questa autorità. Allo stesso modo ha fatto la Gantowisas della tribù degli Irochesi che è stata colei che forniva ai guerrieri cibo secco e il proprio corpo, affinchè l’uomo in guerra si sentisse soddisfatto in tutto.