Il PM Henry John Woodcock e Marco Travaglio vanno sospesi. Ecco perché

Viviamo in Italia, quindi tutto ciò che riguarda la giustizia e un certo tipo di stampa non dovrebbero più sorprenderci, ma adeguandoci a tale sistema vincerebbe la non giustizia e i giornali che predicano la falsità.

Sì, avete capito, mi riferisco al caso Consip, ove è stato commesso un deprecabile errore, sbaglio che non è stato spiegato in maniera credibile anzi ha aumentato la teoria del complotto più marcio e destabilizzante.

Tutti sono rimasti al loro posto e ognuno tira a campare.
Solitamente, in ogni settore lavorativo, soprattutto quelli che hanno a che fare con la comunità, chi commette gravi passi falsi viene sospeso in attesa della verità e di come si sono svolti i fatti.

Tutti i settori lavorativi dicevo, meno quello intoccabile della magistratura dove si possono mandare in galera migliaia di innocenti senza che nessuno venga minimamente toccato; al massimo uno spostamento di sede in altra città. Dove un PM può essere accusato di pedofilia e dopo un po’ di tempo avere un avanzamento di carriera. Dove un giudice di sorveglianza rilascia un permesso natalizio a un noto serial killer e questo non fa ritorno in carcere ecc ecc.

Ora è il turno del PM di Napoli Woodcock, che approvando un falso ha colpito il padre di Matteo Renzi e di conseguenza lo stesso ex Premier. Non sapremo mai se l’azione del PM napoletano sia stata fatta in malafede o meno, sappiamo però che c’è stata una imperdonabile noncuranza e mancanza di approfonditi controlli prima di dare la notizia in pasto a certi avvoltoi della carta stampata e del web.

A questo punto chiunque si aspetterebbe che Woodcock e gli inaffidabili personaggi che hanno creato il falso fossero immediatamente fermati e allontanati dal caso. Indovinate se è successo questo? No, davvero! Tutti continueranno appassionatamente a indagare sulla Consip con l’aggiunta della rabbia accumulata verso i magistrati romani che hanno portato in superficie il falso. Risultato: un’irrefrenabile desiderio di vendetta da parte della Procura di Napoli.

Veniamo ora a Marco Travaglio, santo protettore di PM, giudici, e toghe varie. Lo stesso, querelato da Matteo Renzi, per aver dato rilevanza primaria nel suo giornale il Fatto Quotidiano al falso poi rivelatosi una vera chiavica, per cercare di giustificare la cosa ha espressamente detto, come un magistrato che ha sbattuto in carcere un innocente: “Non è la prima e non sarà l’ultima volta che un investigatore sbaglia”. Bellissima e chiarificatrice spiegazione.

Poi, un’altra genialità giornalistica:” Solo uno sbaglio spiacevole, ma umanamente comprensibile”.

Personalmente, più che errore lo definirei reato. Qui si è scoperta una vera e propria trama ai danni dello Stato e, quindi, di tutti noi cittadini. I verbali falsi sono uno sbaglio?  San Travaglio, protettore di PM, magistrati…- ah già!, l’ho scritto sopra – crede che noi italiani siamo dei trogloditi con il cervello limitato da qualche tara radioattiva.

Un errore che poteva compromettere la carriera di un politico (molti di altra fede diranno: magari!) e la vita di suo padre; azione non andata in porto solo perchè la procura e un giudice hanno sbagliato goffamente mira e soprattutto perchè Henry John Woodcock, come tutti sanno, non è nuovo a questi “errori”.

Tanto lui può permetterselo, ha un santo che lo protegge.

 

Foto: Travaglio e il PM Woodcock

Consip. Il gatto e la volpe brindano. Bocchino rosica amaro. Romeo paga per tutti

La procura partenopea si schiera apertamente a favore del Noe dei carabinieri. Ora, però, c’è da domandarsi perchè ogni volta c’è di mezzo Renzi, o un personaggio della sua famiglia, salta sempre fuori qualcosa di clamoroso che porterà all’archiviazione del caso.

I PM di Napoli, hanno voluto rispondere a quelli di Roma che avevano accusato il capitano dei carabinieri Giampaolo Scafarto di aver truccato documenti fondamentali per inguaiare Tiziano e Matteo Renzi.

E questa sordida battaglia viene portata avanti da un bel pò, mettendo in luce l’incapacità delle procure di svolgere lavori seri e rassicuranti. Non voglio entrare in merito alle questione, perchè dove c’è Renzi di trasparenza se ne evidenzia ben poca.

Dico, solo, che non è gratificante dare addosso ad una persona (Bocchino) appena arriva uno spiraglio di verità su una vicenda dai contorni truffaldini. E Romeo? Lui arrestato come un delinquente di prim’ordine e gli altri pronti al e tutti vissero tutti felici e contenti.

Sono anni che grido ai quattro venti che in Italia non esiste una giustizia giusta e che occorre una vera riforma per trasformala in un potere affidabile ed eticamente attendibile.

Insomma, tutti hanno capito che l’inchiesta Consip si sta rivelando un vero cataclisma per i vari PM che l’hanno sostenuta, speranzosi in un scoop giuridico alla Di Pietro, ma che in realtà sta mettendo in evidenza preoccupanti lacune e depistaggi che minano la serietà dell’indagine.

Tra questi PM non poteva certo mancare Henry John Woodcock. Quando lui è nel mezzo c’è qualcosa che non va e tutto fa sembrare il sistema giuridico un apparato tentacolare che addomestica i tanti compiti istituzionali.

 

In alto la foto di Matteo Renzi col padre