Tre modi per impressionare gli amici della tua ragazza. È davvero semplice, te lo prometto

È sicuramente successo anche a te. Stai con lei da tre o quattro mesi e ora la tua compagna ti ha chiesto di incontrare i suoi amici e le sue amiche. E naturalmente, ti fai prendere dal panico. Tutti hanno sentito parlare di te (sì, tutti sanno com’è il tuo pene e come funziona a letto). Hai anche sentito tutto su di loro, al punto che uno della compagnia ti intimidisce. Hai già visto qualcun altra tramite alcuni amici e sei preoccupato se tre anni fa ci hai provato con lei ad una festa di Halloween. Ti piace la tua ragazza. Forse l’ami, addirittura. Ora hai bisogno che anche i suoi amici ti amino. Ti spiego come:

Lasciati vedere altrimenti alimenterai dubbi e misteri
Tempo fa sono uscita con qualcuno che mai ha voluto conoscere le mie amiche. Io ero tanto giovane ed ero in un periodo di crisi. Chiaro, capii più tardi che lui aveva un’altra fidanzata. Prima di rendermene conto, i miei amici e le mie amiche mi chiedevano insistentemente: – Non l’abbiamo ancora conosciuto. In realtà state uscendo? Sei sicura che esiste?.
Un giorno lo portai a comprare un cappotto, una cosa molto seria per me che stavo sbagliando tremendamente. Usciti dal negozio incontrammo una delle mie amiche per strada, e lei a voce alta e con assoluto sdegno, rivolta a lui disse: – Mio Dio, sei davvero  reale. Molto piacere. Conosci per caso Stefania?”

Le donne sono intelligenti. Quando un ragazzo non vuole incontrare gli amici della sua ragazza viene attivato l’allarme rosso. Non essere come lui, che ha dovuto lasciare la città. Se hai una relazione esclusiva e / o esci con una ragazza da alcuni mesi, devi accettare che voglia farti conoscere i suoi amici. E una volta che ti sei fatto vedere, mostrati per quello che sei: fai qualche battuta, chiedi sinceramente dei loro interessi e sii affettuoso con la tua ragazza. Ti ameranno.

Devi sapere quando dare spazio
Evitare di conoscere le amiche della tua ragazza crea equivoci, ma non sapere quando fare un passo indietro e darle il tempo per comunicare con loro è estremamente fastidioso. A nessuna piace un compagno che ti accompagna ogni volta che vai a bere con i tuoi amici o a fare un brunch. Che ti si appiccica e non ti molla più. Ha bisogno del suo spazio da sola. Come tu hai bisogno di tempo con i tuoi amici. Uno dei segreti del successo di una relazione è avere tempo con i colleghi d’ufficio per lamentarti di questa relazione. Non essere il tipico ragazzo pesante che ha attivato gli avvisi sul suo Apple Watch per scoprire quando la tua ragazza tweetta (questo l’ho già visto e la relazione non ha funzionato).

Devi capire che ti proteggono
Non importa se sei un ragazzo fantastico o no, la tua ragazza parlerà di te. Ci sono persone che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno e non riescono a smettere di delirare quanto sia perfetta la loro relazione, ma la maggior parte delle persone sono ciniche e aprono bocca solo per criticare. Se scopre che hai inviato messaggi alla tua ex, i suoi amici lo sapranno. Se torni a casa dopo aver preso dei funghi e inizi a ballare su qualsiasi canzone del reggaeton mentre giochi con la playstation, i tuoi amici se ne accorgeranno.
Che ti piaccia Daddy Yankee quando sei giovane è normale. Lo è anche litigare per qualche ex. Ma comportarsi come una spia del Mossad  o essere geloso, o gridarle contro, non è né salutare né normale. Se agisci in quella maniera, lei lo racconterà e le diranno che deve lasciarti, dimenticandosi quanto siano state divertenti le tue barzellette durante il  brunch. Il vero segreto per convincere le amiche e amici della tua fidanzata è trattarla con rispetto. Solo questo.

Perchè gli uomini non amano “indossare” il preservativo? Ecco le risposte

Senza ombra di dubbio, a un gran numero di ragazze, è successo di trovarsi in difficoltà con il proprio compagno nel momento fatidico di “indossare” il preservativo, quando costui ha glissato spudoratamente la situazione tentando di penetrare la partner come Dio l’ha fatto. Talvolta, noi uomini, mostriamo un vero disgusto, anche se non lo esprimiamo verbalmente, nel fare sesso con il condom e il nostro disappunto è così palese da essere facilmente intuibile. Un approfondito studio di una università americana pubblicato a fine 2017, ha confermato, con dati attendibili, quanto sopra: solo un terzo degli uomini americani usa il profilattico durante un rapporto sessuale completo. Da noi, la questione risulta ancor più lapalissiana: solo un uomo su cinque si mette il condom prima di un rapporto vaginale. Il sesso femminile e non, si chiede il perchè di tale rifiuto, cos’è che infastidisce tanto il sesso maschile nell’infilarsi questa sottile pellicola.

Beh, che dire, le risposte in fondo sono sempre le stesse: ” Il preservativo toglie ogni contatto vaginale”; “Non sopporto niente sul mio pene”; “Lo odio, perchè non mi sembra un vero rapporto”; ” Lei e io non godiamo come vorremmo”…E fin qui ci siamo. Se, però, andiamo ad analizzare le conseguenze che possono scaturire dal non uso del condom, come malattie veneree, gravidanze inattese e via dicendo, capiamo che quanto affermato sopra dai sigg. uomini sono solo grandi cazzate. Che l’uomo goda dell’eventualità di ammalarsi? Che sia totalmente indifferente alla possibilità di “appestare” altre persone? Non credo sia arrivato a tanto quindi, sicuramente, c’è ben altro dietro. Infatti, varie ricerche hanno riportato certune verità su questi “spericolati” del sesso: ” Non lo uso perchè poi non riesco a venire”; “Ogni volta che lo metto poi si sfila e ho paura di metterla incinta”; “Con quello sul pene, alla fine mi si affloscia”; ” Al solo pensiero di metterlo  non mi si drizza”; ” Vado sempre con donne pulitissime come me, quindi non ho bisogno di infilarlo”.  E la lista di stronzate potrebbe continuare per pagine e pagine.

Personalmente, dopo certe dichiarazioni, credo che il rifiuto del preservativo nasconda varie ansie da prestazione insite nell’uomo. E, in particolar modo, nelle dimensioni del condom stesso. A supporto del mio pensiero, coincideva l’osservazione della Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti commestibili e dei farmaci, che sosteneva che i preservativi dovevano avere una lunghezza almeno di 16,9 centimetri. Insomma, per la FDA l’idea primaria era che i contraccettivi fossero sufficientemente lunghi per adattarsi ad ogni tipo di pene e che la parte in eccesso rimanesse come arrotolata. Poi, una nuova ricerca sulla lunghezza media dei falli in erezione risultò essere di 14,5 centimetri, quasi 3 cm in meno della lunghezza di un profilattico. A questo punto l’errore macroscopico dei produttori di preservativi, potrebbe spiegare, ma non completamente, l’odio dell’uomo verso questa membrana; fastidio per chi ha un pene normale…diciamo.

Attualmente nel mondo, per ovviare al problema, sono state create 56 misure diverse di preservativi. Svelato, dunque, il dilemma che affligge il genere maschile prima di indossare il condom? Basta solo che l’uomo abbia il suo preservativo su misura? Difficile dirlo, anche perchè la mente di noi maschietti è un universo ancora tutto da scoprire… O coprire, con il Condom!

La volgarità, fenomeno transculturale e transnazionale

La volgarità si veste di seta. Avvolta in sateen, morbido, lucente, la volgarità si è insinuata in televisione, nel cinema, nella pubblicità, nel linguaggio, in politica… ” Vi è una incredulità volgare nei fatti storici, così come in quelli religiosi, che è più facile mettere in dubbio che esaminare“. Walter Scott

Il fatto basilare è che la volgarità, seppur vestita di seta, volgare rimane. È un fenomeno molto esteso soprattutto per le manifestazioni culturali che accadono sotto il suo influsso, come per la sua rilevanza geografica. Sicuramente, è da mettere in connessione col clima intellettuale degli anni cinquanta e sessanta: la rivolta del 68, la controcultura e, nell’educazione, la rivoluzione antiautoritaria; il rifiuto delle virtù secondarie: puntualità, disciplina, pulizia, ordine, applicazione… Insomma, con certe virtù potrebbe essere gestito tranquillamente un campo di concentramento. In quei periodi, si respinse la memoria come modello docente, e ciò che importava era la spontaneità, ogni rifiuto verso l’autorità, e la comprensione primeggiava su ogni cosa. In questo clima, le tipologie comportamentali si basarono sugli esempi della borghesia, del sentimento reazionario e alienante. Ed in onore della spontaneità bisognava rompere con tutto quello che era stato, come fattore culturale profondo che esiste ben vivo oggi. Quindi, la volgarità è l’acquaforte della mediocrità. Nell’ostentazione del mediocre risiede la psicologia della cosa volgare; basta insistere nei tratti soavi dell’acquarello per avere l’acquaforte.

Potremmo definirla una reminiscenza di antichi atavismi. Gli uomini si volgarizzano quando riappare nel loro carattere quella che fu la mediocrità nelle generazioni ancestrali: i volgari sono i mediocri di razze primitive: sarebbero stati perfettamente adattati in società selvagge, ma senza possedere l’ingentilimento che li confonderebbe con i loro contemporanei. Se conserva una docile acclimatazione nel suo habitat il mediocre può essere routinario, onesto e mite, senza essere decisamente volgare. Esiste una moltitudine di esseri che si sforzano di non essere volgari. Ma sembra che non capiscano quanto sia difficile non esserlo. Poiché, in generale, tutti siamo volgari. Vivere, è già una felice volgarità. Esistono persone intellettualmente molto valide e complesse, per niente volgari, compromesse con la società, torturate dalle responsabilità e che desidererebbero ritirarsi e portare avanti una vita volgare. Così, dunque, dobbiamo ammettere che la volgarità ha un gran valore e ha un alone di vitalità e di pace quotidiana che ce la rende più desiderabile.

Ma, come nasce la volgarità? Soggettivismo e volgarità sono il prodotto della lotta per la liberazione dell’uomo occidentale negli ultimi tre secoli. E’ stata una lotta contro il dispotismo ideologico, l’oppressione e la coercizione che gravitavano sopra l’individuo. La critica nichilista, dalla fine del XIX secolo, ha delegittimato i costumi, le credenze collettive, (in particolare la religione, il patriottismo e l’ideologie) battendo il sacrosanto principio dell’ autorità (il genitore, professionista, insegnante, leader politico, ecc), che funzionava come asse attorno al quale ruotava la società. La realtà in cui viviamo sta cambiando giorno dopo giorno. Per capire come si esprimono e si comportano gli “altri” ci rendiamo conto che dietro a quello che pensavamo “volgare” c’è anche un modo diverso di vedere il mondo. Dopo una dittatura in grado di sbatterti in prigione per aver detto qualcosa di “piccante”, dopo che un’ impresa ti impedisce di praticare una professione o un mestiere perché sei di una religione diversa, dopo che le parole come pene o vagina continuano ad essere per alcuni un tabù, mi domando se la volgarità è tale e se quello che alcuni chiamano “volgare” è qualcosa che impedisce di risolvere i problemi di comunicazione e convivenza che abbiamo, tutti noi, come società.

Chi può giudicare la volgarità? Chi può decidere se essa può danneggiarci formalmente? Il gioco del potere è anche quello di mantenere il processo consolidato, affinché il mediocre volgare non si renda conto della realtà costruttiva all’interno della collettività. Quel qualcosa che noi chiamiamo “volgare” può essere solo un ostacolo cognitivo per imporre uno “status quo” e prevenire la mobilità sociale e/o culturale. Un nuovo vocabolo non è sempre “volgare” per tutti, e ciò che è “volgare” per alcuni può essere “appropriato” per altri, dobbiamo decidere, poiché la volgarità è tanto variabile da rendere un individuo capace di adattare la sua cultura in favore della comprensione e la comunicazione umana.

Gli idioti non sono solo in Italia. Un ginnasta tedesco infila il suo pene all’interno dell’anello di un peso da 2,5kg. e….

Un tedesco, la cui intelligenza non fa parte della sua formazione psicologica e culturale, ha inserito il suo membro all’interno di un manubrio per pesi e non è più riuscito a toglierlo dal buco. Qualcuno che ha assistito alla deplorevole scena non ha perso tempo a filmarlo e a renderlo virale in tutto il web.

Questo essere “amebico”, dopo qualche minuto ha visto il suo pene gonfiarsi e diventare paonazzo così ha pensato bene di chiedere aiuto ai frequentatori della palestra che, appena l’hanno visto, si sono messi le mani nei capelli. Il deficiente urlando dal dolore ha implorato che lo liberassero da tale tortura. Una signora, responsabile del centro sanitario Worms (città extracircondariale della Renania-Palatinato) non ha perso un secondo ed ha telefonato al vicino ospedale.

Arrivato al pronto soccorso, medici e infermieri hanno fatto di tutto per estrarre “il salsicciotto” dall’anello del peso, ma senza il minimo successo. Allora, un’infermiera ha deciso di chiamare i pompieri che poco dopo sono arrivati con sega e mola. L’uomo è stato liberato dalla sua trappola dopo tre ore di seghe elettriche e smerigliatrici.

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Posteriormente all’incidente, strano e insolito, i dirigenti dell’ospedale sono stati obbligati ad avvertire le forze dell’ordine, soprattutto perchè hanno visto le immagini del “fattaccio” già spiattellate su tutti i social network. A tutt’oggi non è dato capire il perchè di tale insulso gesto: c’è chi dice che il mentecatto lo abbia fatto per testare la “forza del suo membro”; chi afferma che “è stata una scommessa con qualcuno della palestra” e chi sostiene che “quella era l’unica fessura che potesse usare per trastullare il suo strumento…”

Perchè a Lapo Elkann, e a moltissimi uomini italiani, piace andare a trans? Vi sveliamo il perché…

Per anni e anni sono rimasti/e nelle periferie più sperdute  e in strade percorribili con il rischio di forature alle gomme. Hanno soggiornato in squallidi appartamenti e condotto clienti in alberghi declassati. Poi, improvvisamente, il boom, la fama e la ricerca quasi isterica del Trans. E, ciò, grazie, o a causa, degli scandali che hanno coinvolto personaggi noti della politica e non. Tra i “e non”, c’è il più grande esperto di Trans italiano, ma che dico… mondiale, perchè ogni volta gli onori delle cronache lo “beccano” con questo o quel “quasi donna”, cotto a puntino da droghe e alcool.

Sì, lui, il mitico, appassionato di  Trans, Lapo Elkann, colui che potrebbe tranquillamente creare una nuova facoltà universitaria per insegnare il contatto e i segreti del mondo delle donne con genitali maschili, ma anche operate. Queste persone, la cui identità sessuale non si adegua a quella psichica e che tentano in ogni modo di assomigliare sempre più ad una Angiolina Jolie o a una Monica Bellucci, anche con accorgimenti chirurgici, sono ricercatissime dai maschi italiani.

Tale tipologia di persone è molta richiesta dagli uomini, sposati e con figli, fidanzati, separati e via dicendo. Allo stesso tempo le donne non lo sopportano, sono infastidite dai transessuali.  La cosa che le sconvolge è il mero rapporto sessuale con presunte donne che in realtà sono ancora uomini. Non riescono a spiegarsi perchè andare con siffatte creature mettendo a rischio il rapporto matrimoniale e quello fisico. Sì, perchè i rapporti anali non portano all’AIDS? E, per quale motivo se ne vanno con i Trans?

È’ indubbio che molti uomini, come ci insegna il nostro Lapo, amano andare alla ricerca di Trans. Ma perchè? Alcuni psicologi affermano che certi uomini non hanno ancora risolto la loro omosessualità e per tale teoria se ne vanno alla ricerca di altro… Nonostante le affermazioni degli studiosi, si tratta sempre di uomini sposati, fidanzanti, con figli, che durante certe conversazioni si dichiarano ostinatamente eterosessuali e anzi tendono a dimostrarsi schifati dai Trans.

Poi, escono, affermando di andare al bar o al calcetto con amici, mentre invece si dirigono abitualmente nel luogo dove troveranno il Trans con cui avranno il loro rapporto sessuale. A questo punto il transessuale servirebbe a soddisfare le loro inclinazioni più nascoste e, in primis, la loro somiglianza quasi perfetta con la donna, servirebbe a parziale giustificazione.

Insomma, per i maschietti la frequentazione, anche continuativa, con i trans significherebbe solo un nuovo diversivo, una trasgressione dal solito rituale familiare. Alcuni tendono a giustificarsi sostenendo che si sentono appagati dai trans perchè essendo anche uomini possono capirli meglio, molto meglio, della moglie o fidanzata che sia.

Poi, a mio parere, ci sono quelli che raccontano davvero come stanno le cose: sono attirati sì dall’aspetto fortemente femminile, ma soprattutto dal fatto che molti trans mantengano ancora il pene tra le gambe. Membro, che gli uomini considerano come un’enorme clitoride e che li stimola a tal punto da cercare in esso nuove perversioni non ottenibili con una donna.

Vogliamo, dunque, tranquillamente sintetizzare che la ricerca dei trans è per parecchi uomini una sorta di perverso divertimento? Che per altri è il sintomo, nascosto, della loro bisessualità? Qualcosa di puramente funzionale?

Eppure, sebbene queste spiegazioni, alle donne la cosa non piace assolutamente, a tal punto che potrebbero perdonare una scappatella con una prostituta femmina al 100%, ma mai con donne finte. Forse perchè sanno che i trans hanno qualcosa che loro non potranno mai “donare” ai loro uomini?

Mah, valle a capire!  Come detto sopra, bisognerebbe intervistare Lapo Elkann per svelare l’arcano; in fondo per lui si tratta di una cosa piacevole, una semplice inclinazione sessuale, malgrado il tutto sia intriso da ogni diabolica droga sul mercato.

Eh, eh, nipote del grande Agnelli, buon sangue non mente!

 

Tutto sulla sessualità maschile. Anche gli uomini hanno il loro punto G

Racconta lo psicologo José Bustamante che, durante una riunione tra colleghi, quando spiegò che stava scrivendo un libro su sessualità maschile, gli dissero cose del tipo: “Un libro sulla sessualità maschile? Te lo scrivo in mezzo foglio e mi rimane dello spazio. Gli uomini sono molto semplici, caro amico.” Poi, mesi dopo, quel libro non solo l’ha finito, ma è riuscito a riempire più di 300 pagine sull’argomento. Il testo si sviluppa per temi e lo scrittore afferma: “Ogni giorno nel mio lavoro mi trovo con più donne che mi domandano: ‘Che cosa sta succedendo agli uomini? Non riusciamo più a capirli.”

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Che cosa succede? Succede che è giunto il momento di smontare alcuni luoghi comuni. Gli uomini sono sempre disposti a fare sesso, ad ogni ora e in qualsiasi circostanza. Sicuri? Nell’immaginario popolare, è assunto che siamo costantemente avvolti da pensieri sessuali e che, alla fine, sono le donne che decidono di andare a letto, perché, se dipendesse dal maschio, la cosa si sposterebbe assai nel tempo. Nell’estate del 2009 Arnold Schwarznegger confessò che sua moglie l’aveva punito con vari giorni senza sesso perchè stava appoggiando, in campagna elettorale,  George W. Bush; anni dopo divorziarono, ma questa è un’altra storia.

Gli uomini, se diamo retta a Bistamante, non sono continuamente ossessionati dalla monotematica idea. Allo stesso tempo, è giusto puntualizzare, che non ne siano interessati. Infatti, uno studio edito nel Journal of Sex Research, conferma che il numero di pensieri degli uomini giovani circa il sesso ascende a 19 volte al giorno, mentre le donne hanno registrato una media di 10 pensieri … che spesso si trasformano in fatti. E forse questo è il punto chiave.

Gli uomini soffrono la “sfrontatezza” femminile. Ed il fatto che una donna possa chiedere di appartarsi produce squililibri. In qualche modo si stanno modificando i ruoli. Le donne non hanno oramai problemi nel cercare nel sesso un mero scambio di piacere. E ci sono uomini che si sentono utilizzati e che piacerebbe loro rimanere abbracciati nel letto dopo avere fatto l’amore. Alcuni si sentono forzati a fare sesso. Si sentono un giocattolo. Il sesso, per costoro, è diventato molto… olimpico. Gli uomini si vedono su un altro pianeta. Nella realtà, non sanno chi stanno interpretando e cosa fare. Vivono molto male l’emancipazione della donna. Credono di essere giudicati sulla loro mascolinità.

Uno dei problemi più frequenti, dunque, è la mancanza di desiderio nel maschio. In molti casi, si sentono troppo sotto pressione. Molti uomini sono scioccati dal fatto che una donna possa avere più desiderio per il sesso di loro e ancora si aggrappano al loro ruolo tradizionale e rimangono perplessi della situazione. Arthur Miller, in anticipo sui tempi, ebbe a scrivere: “Gli uomini hanno paura del sesso più delle donne.” E infatti, secondo molti sessuologi, la paura del fallimento è alla radice della maggior parte dei problemi del desiderio degli uomini: la fobia di perdere l’erezione, l’eiaculazione precoce, la dimensione del pene non sufficiente affinché lei  goda appieno. E, di certo, dobbiamo anche aggiungere lo stress, che provoca l’abbassamento del testosterone.

L’attore americano Billy Crystal, una volta scherzando ha detto: “Le donne hanno bisogno di una ragione per fare sesso. Gli uomini hanno solo bisogno di un posto nel letto.” Dovremmo andare a fondo della questione: perché gli uomini vogliono fare sesso? E’ vero, prima l’uomo voleva fare sesso solo per il piacere. Ma è dimostrato che ci sono diverse ragioni dietro il desiderio maschile. A volte gli uomini cercano il sesso per sentirsi amati, per garantire che il rapporto continui a funzionare, per verificare che nonostante discussioni e problemi, il rapporto non sia in pericolo. Molti, quindi, usano il sesso per bilanciare le carenze, quando sono frustrati perché le cose non vanno bene.

Così, dietro le apparenze dei soliti luoghi comuni, gli uomini oggi parrebbero più sentimentali in merito al sesso? Bustamante ha intervistato Paul, uno dei suoi pazienti, il quale, da vero tenerone gli ha confessato : ” Io non capisco cosa succede alle ragazze di oggi. Quando spiego loro che vorrei avere una donna tutta per me, che aspiri a fare un pisolino la domenica sul divano col sottoscritto, guardare film alla TV, sposarla e avere dei figli, mi guardano come se avessi contratto una malattia contagiosa. Cosa c’è di male nel voler stare con qualcuno?”.  Anni addietro, caro Paul, qualcuno ti avrebbe definito un piccolo, anzi minuscolo…maschio.

A differenza delle donne, che vivono la sessualità con molta più complessità, gli uomini sarebbero sempre pronti a compiere strategie sessuali in camera da letto: molti non hanno bisogno di preliminari e gli basta della biancheria sexy o una scollatura per attivare subito le loro fantasie. Ma anche gli uomini sono complessi. Le statistiche dicono che più del 95 percento della popolazione soffre di una difficoltà sessuale in qualche momento della vita ed un 60 percento finisce per sviluppare un problema sessuale. Secondo il sessuologo Juan Carlos Kusnetzoff, “l’uomo adulto normale, solitamente, ha un’insufficienza erettile ogni 5 o 6 tentativi di coito.” Cosicché il “vero uomo” non dovrebbe essere capace di ottenere un’erezione con qualunque donna, in qualunque momento ed in qualunque situazione.

Gli uomini sono infedeli per natura. Questa tesi si basa sul modello antropologico dell’ “uomo cacciatore” che insegue costantemente le donne fertili per diffondere i loro geni. Anche in questo caso, molti sessuologi concordano: questo suona più come una scusa biologica. Ci sono uomini e ci sono donne infedeli. Si tratta di una decisione personale che non dipende dal sesso. Quello che è certo è che non siamo preparati (uomini e donne) ad essere monogami. Possiamo, però, diventare ugualmente infedeli, ma non allo stesso modo.

Anche se la tendenza comincia a cambiare, al momento ci sono donne che sono infedeli non solo per sesso. Di solito, vanno alla ricerca di qualcosa di più, qualcosa di simile a un’infedeltà emotiva . Sharon Stone, una volta disse che “le donne sono in grado di produrre orgasmi finti, ma gli uomini possono simulare una intiera relazione.”  A volte l’infedeltà avviene a causa di un meccanismo di compensazione che aiuti a trovare un equilibrio per rimanere in un rapporto che non è felice. Gli uomini sono codardi nei rapporti e spesso cercano una scusa piuttosto che una conversazione faccia a faccia.

Le dimensioni non contano. Un concetto ripetuto fino alla nausea, ma la realtà è che per gli uomini un pene “importante” è tutto. Ci preoccupiamo di prestazioni e dimensioni, secondo un modello fallocratico ormai più che obsoleto. Con la teoria per cui, in base all’Associazione Spagnola di Andrologia, la dimensione media del pene è di 13,5 centimetri. In Corea, la media è di 9,6 centimetri. Italia, Francia e Russia tra il 15 e il 16. “Se la profondità media della vagina varia da 9 a 12 centimetri, che uso potremmo mai fare di un pene più grande?”, scrive Bustamante nel suo libro. Una volta che uno ha la dimensione minima (sette centimetri), il piacere sessuale derivato durante la penetrazione non ha relazione con la dimensione. Ma per molti uomini la mancanza di centimetri rimane un problema. E ciò, con una certa leggerezza, è da tempo denominata “la sindrome spogliatoio”.

Basti pensare che oltre 25.000 americani hanno già deciso di sottoporsi ad intervento chirurgico. Ci sarà anche Trump tra loro?  A parte le battute, c’è da dire che il maschio ha quasi sempre l’orgasmo a differenza delle donne, che tendono a richiedere più tempo per finire (e iniziare ) il rapporto sessuale soddisfacente (che le porta a volte a orgasmi finti). La biologia indica che l’uomo si eccita più velocemente e raggiunge il picco del piacere più facilmente. Tuttavia, contrariamente all’opinione comune, l’orgasmo maschile è pieno di sfumature e non tutto è così facile come appare. Si stima che il 3% e il 4% degli uomini hanno problemi di eiaculazione o di eiaculazione.

Le due cose spesso vanno insieme (lui eiacula dopo l’orgasmo), ma non sempre. A volte si arriva a eiaculare internamente. Essso può essere una disfunzione del pene   ( come conseguenza del diabete, farmaci o come risultato di un’operazione …) o il risultato di un atto voluto. Vanno ricordate certe tecniche orientali, come il sesso tantrico, che cerca, attraverso esercizi muscolari pelvici nella zona, di ottenere un orgasmo senza eiaculare fuori. Altre volte, tuttavia, non v’è nessun discorso orgasmo e, di conseguenza, si parla di anorgasmia maschile. Di conseguenza le statistiche indicano che il 10% degli uomini fingono con la partner. Non senza ragione: perché è difficile da raggiungere e pertanto si sentono di perdere l’erezione, non godono, o fa loro male.

Il punto G maschile non esiste. Falso! Le più recenti teorie scientifiche affermano che esiste il punto G, il problema è che ci sono dei tabù che non permettono alla verità di venire fuori. È nel retto, circa 5 cm dall’ano e sulla parete rivolta verso la vescica, prostata, un luogo ricco di terminazioni nervose. Per stimolare questo punto è sufficiente, una volta dentro, fare una pressione in avanti, come se si cercasse di toccare il pene dall’interno del corpo. A seconda delle culture, questa ricerca è stata erroneamente associata con l’omosessualità, quando i due concetti non hanno nulla a che fare. Una cosa è l’uomo che vuole essere stimolato nel suo punto G; un’ altra sono le scelte sessuali di ogni persona. Comunque, non dobbiamo dimenticare che l’uomo ha anche molte altre zone erogene al di là del pene. Dal perineo (dall’ano attraverso i testicoli), attraverso le orecchie, schiena e anche i capezzoli.

Gli uomini non hanno mai sostenuto alcuna rivoluzione sessuale. Non è vero! Cosa c’è di più rivoluzionario dell’uomo stesso. E ‘innegabile che le donne sono partite un paio d’anni prima, a seguito di un processo di cambiamento dei costumi che ha avuto inizio decenni fa, dal 1968 in poi (almeno nell’ovest). Mentre le donne hanno rotto gli stereotipi e sono disposte a fare qualsiasi cosa, l’uomo è ancora alla ricerca di un modello che lo modifichi. Il maschio sta cominciando a vivere la propria rivoluzione sessuale ed è una fase in cui il sesso può essere disorientante o pericoloso. Ma più che una crisi della mascolinità, dovremmo parlare di liberazione sessuale. Possiamo anche essere teneri, cambiare i pannolini, rifare il letto. Il maschio non è più il padrone assoluto. Ora siamo consapevoli del fatto che si devono condividere anche le cose che fino a poco tempo fa erano solo gestite dalle donne. E questo consente all’uomo di essere un vero rivoluzionario.

Ciò che non sarà mai lo schiavista Donald Trump.