Il beccamorti Matteo Renzi è riuscito a seppellire definitivamente la sinistra

Grazie al becchino Matteo Renzi, in Italia la sinistra è stata seppellita già da tempo.  Ma anche i Bersani, i D’Alema, i Veltroni hanno abbandonato la vera politica del popolo per unirsi compatti contro la monarchia renzista che sin dall’inizio ha cercato di cancellare la loro visione oligarchica e stantia. E, adesso, non c’è più niente, non esistono più possibilità per una ripresa in tempi brevi. L’ex Sindaco fiorentino ha trasformato il PD in un partito di centro(destra), tentando ossessivamente di accaparrarsi le simpatie dei grandi padroni d’industrie. Ha subdolamente dichiarato al mondo del precariato che l’abolizione dell’articolo 18 era cosa buona e giusta anche per chi da sempre desiderava, invece, un posto di lavoro a tempo indeterminato. Il Pd, da mesi, non tenta nemmeno di vincere le elezioni, qualunque esse siano, semplicemente perchè non sa più che fregnacce dire a chi pendeva dalle sue labbra. Adesso, è solo lotta alla poltrona.

Una sinistra, quella dei renziani, lontanissima dal radicalismo profetizzato. E dall’uguaglianza promessa. Insomma, una politica del tutto illiberale. Irresponsabile a tal punto da votare la riforma Fornero senza riuscire a programmare alcuna percezione della politica nostrana prigioniera delle decisioni internazionali che hanno portato il Governo Renzi ad essere lo zerbino dell’UE. I militanti dalla parte di Matteo si sono limitati a bizzarri atteggiamenti individuali senza valenza politica e privi di alcuna ripercussione. Nessuna aspirazione di capire e magari condividere quella spossatezza, quel malessere che in questi ultimi tempi ha alimentato gli animi  di coloro che ancora credevano in una ripresa della sinistra. Nel frattempo, il Movimento 5stelle non è più il partito degli incazzati a prescindere. La gente, nauseata dal PD e dalla sinistra in generale, ha portato a un esorbitante travaso di voti perchè il Partito Democratico e il centro sinistra non sono riusciti a dare risposte concrete al proprio elettorato. I grillini, in poche parole, hanno tolto alla sinistra l’unico vantaggio rimastole: la reputazione di definirsi l’unico partito credibile di governo.

Alcuni esponenti del PD, forse a mò di battuta, si sono consolati affermando che il M5S è la nuova sinistra. Ma, fortunatamente, non è così. Il Movimento di Grillo negli ultimi anni, unitamente alla Lega, si è trasformato in uno schieramento che ha raccolto tutto quello che non veniva più dato agli “altri”, accaparrandosi perciò le preferenze dei poveri, dei disoccupati, dei pensionati, ma anche degli imprenditori. La sinistra non può mettersi il vestito dei Cinque Stelle. Renzi l’ha distrutta miseramente, dilapidando un patrimonio di fiducia personale immenso, distruggendone la storia collettiva di cui non è stato assolutamente all’altezza. Ora si tratta di ricostruire, di ricominciare quasi da zero; appunto da zero. Con le menti attuali della sinistra prevedo che lo zero rimarrà nei conti del PD ancora a lungo.

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Renzi, un uomo fedele, congruente, costante alla sua totale infedeltà

Che Matteo Renzi sia l’uomo più inaffidabile del globo terracqueo sono anni che mi sgolo a dirlo. Ma devo essere sincero sino in fondo: è anche molto coerente nell’essere sempre infido, bugiardo e voltagabbana. Sì, di questo devo dargliene atto. È fedele, congruente, costante alla sua totale infedeltà. Non mi metterò certo a riassumere tutte le sue contraddizioni, i voltafaccia, le promesse mai mantenute. Mi limito solo a ricordare che questo signore dalla fanfaluca facile anche stavolta ha evidenziato tutta la sua uniformità nel garantire una sua azione (“se perdo le elezioni mi dimetto subito da segretario”) e poi, con la fedele antinomia, affermare che “lascerò solo dopo l’insediamento del parlamento e dopo la formazione del nuovo Governo. Pertanto, qualsiasi Governo nascerà, noi democratici non ci saremo e diremo no a Di Maio e alla Lega“. Quindi, il grande politico dei miei stivali, per ora non rinuncia nemmeno alla segreteria del partito.

Anzi, rincarerà la dose affermando che l’errore enorme “è stato quello di non recarsi prima alle urne. Doveva essere fatto nel 2017“. La stilettata a Mattarella, dunque, è stata sferrata. E la qual cosa non è assolutamente piaciuta ai “suoi” che sbigottiti hanno espresso il loro parere: “Dare la colpa a Mattarella è fuori dal mondo” ( parole di Zanda, Calenda e altri). I più attenti si saranno accorti che, il fedele all’infedeltà, per la terza volta in un anno ha affermato di dare le dimissioni. E, come la sua coerenza perversa insegna, prima del falso addio, sta cercando di avvelenare le acque con dichiarazioni che coinvolgono questo e quello, con limitazioni e aut-aut come non fosse stato lui a perdere le elezioni. Insomma, tutto identico al dopo referendum costituzionale. Non rispettando, come sempre, le sue dichiarazioni pre-voto si è costruito la strada per ‘consegnare’  la delegazione del Partito Democratico nelle mani del Capo dello Stato, l’uomo che per lui, non anticipando le votazioni, ha fatto perdere miseramente il suo partito. Una mossa per dimostrare che nonostante tutto non cederà facilmente lo scettro e che non ce lo toglieremo mai dai coglioni. Un tentativo per guardare in cagnesco Mattarella, nel tentativo di fargli capire del suo insano comportamento.

In questi anni Renzi non ha fatto altro che evidenziare quanto i suoi propositi non si siano susseguiti in maniera logica e reale. Sono stati solo discorsi, proclami senza connessione, degli squilibrati borbottii confusi. Incoerente sempre e ognove, difficile da comprendere perché le parole urlate ai più si sono poi dimostrate totalmente disgiunte.
Un uomo che ha reso le cose facili incomprensibili, ben sapendolo; il vero Azzeccagarbugli della politica nostrana e, quindi, tutto ciò che risulta incoerente manca del tutto di coesione. Il discorso cambia, quando si è schierato apertamente per la salvezza e l’approvvigionamento delle Banche a cui da sempre ha tenuto tanto, dimenticandosi dei reali problemi del cittadino, quello di sinistra, quello che doveva proteggere da tutto e da tutti.

Vince Matteo Renzi, vero e unico leader del Centro Destra

Che dire! Il Paese, dopo questo sciagurato turno elettorale, è in mano al niente assoluto. Dopo anni e anni di governi penzolanti tra puttane, accettazione dell’ euro, bugie, strafalcioni politici, promesse mai mantenute e sindaci fiorentini col pelo sullo stomaco, ha finalmente espresso ciò che realmente è l’Italia: una fogna a cielo aperto, un canale sotterraneo che convoglia i rifiuti partitici verso un luogo di scarico: il Parlamento. Vince il M5S, vince la Lega, regge il Centro Destra, stramazza al suolo il centro Sinistra a causa del Podestà Matteo Renzi che ha fatto di tutto per portare gli elettori a votare 5Stelle o Lega. Un PD che si è interessato esclusivamente di Banche, ricchi imprenditori, salvataggi in extremis di istituti di credito dimenticandosi, anzi facendo finta di dimenticarsi, dei veri problemi che un partito di sinistra deve risolvere. Uno schieramento che ha distrutto le posizioni politiche su cui dovrebbe basarsi, come quelle egualitariste e progressiste, del tutto opposte a quelle della destra. Invece, il primo partito della destra è stato proprio il Partito Democratico con a capo Renzi.

Il M5Stelle, vive da sempre del voto di protesta degli italiani, stufi dei Gentiloni, Minniti, Bersani, Renzi e compagnia bella. Le 5 stelle rappresentano le tematiche relative all’acqua, all’ambiente, ai trasporti, allo sviluppo e energia. Sì, ma il cittadino in che posizione viene messo? Che accozzaglia è un partito che si definisce “un non partito; nè di destra né di sinistra”. Dove tutta la sua storia nasce dal web nel 2009 e continua su di esso. Qual è la sua vera linea politica se si definisce “un non partito?”. Nonostante tutto, gli elettori stravolti dai soliti insignificanti e logoranti volti, lo hanno votato. Vediamo Di Maio e Di Battista cosa riusciranno a concludere.

E, poi, c’è Salvini, la Lega, che ha fatto le scarpine a Brunetta e soci, che ha messo a sedere Berlusconi e che ha raggiunto un risultato molto importante. Sì Salvini, il nemico giurato degli extracomunitari e dell’UE, un bonaccione da quattro soldi che urla e rivendica un’Italia agli italiani, che ha giurato la cancellazione della Riforma Fornero, che comporterebbe una vera rivoluzione in merito al sistema previdenziale. L’inserimento della Flat tax e l’annullamento di varie tasse. Meno burocrazia, via dai vincoli dell’Europa padrona. Chiusura di Equitalia. Uso dei fondi europei per azzerare gap infrastrutturale e via dicendo. Sarebbe già tanto che riuscisse dove ha fallito Renzi: eliminazione Riforma Fornero, depennamento di certe tasse inutili, abbattimento di Equitalia e rottamazione cartelle di pagamento degli ultimi dieci anni. Ci riuscirà? Io credo di no. Ma spero vivamente di sbagliarmi.

Di Forza Italia c’è poco da dire, sono le stesse promesse elettorali di Berlusconi da vent’anni a questa parte. L’unica differenza è che ad illustrarle c’è Brunetta che non ha certo la verve del puttaniere di Arcore. Come sempre non ne verrà portata a termine nemmeno una. Intanto, all’estero con questa ventata di nuovo (che profuma di vecchio), pensano all’Italia come al paese del disfacimento delle democrazie orientali, come ad una sorta di muro altissimo ove si schianteranno le culture lontane dalla nostra, insomma con i grillini e la Lega al governo prevedono un comportamento egoista della nuova classe politica italiana.

A questo punto non c’è che da aspettare le mosse del Presidente della Repubblica su chi affidare lo scettro di Primo Ministro. La scelta non è certo delle più facili in quanto Mattarella dovrà fare una cernita sul meno peggio. Ma appena fatto ciò, lettori di WordPress, ripiomberemo nel solito, incurabile incubo: quello delle promesse non mantenute, dei litigi, delle tasse mai cancellate e della povertà in aumento. E, noi, comuni cittadini ci ritroveremo ad essere governati dalla solita cloaca politica, capace di interessarsi solo del proprio tornaconto, con un sentimento portato alla massima avidità di potere. Non ci resta che turarci il naso, in attesa di una rivoluzione che….

Renzi, il fallito della politica italiana, ma con tante somiglianze con Donald Trump

Matteo Renzi poteva avere il mondo ai suoi piedi, invece adesso tutti lo vogliono fuori dai piedi. Il suo ego smisurato, come quello di Donald Trump che lo porterà   molto presto alla disfatta, e la sua ormai riconosciuta arroganza che pensava la facessero da padrone sulle forze avversarie interne ed esterne al PD, lo hanno fatto precipitare nella polvere. Il suo narcisismo ammalato, il grande amore di sè e solo di sè, hanno creato contraddizioni devastanti per il suo programma politico, indebolendo la sua smisurata propensione verso un potere illimitato e il comando dell’Italia tutta. Il suo “super-io” preso in senso negativo ha permesso a un Movimento venuto da internet, quindi illusorio e virtuale, di schiacciarlo e di metterlo in un angolo. La sua assurda politica che vuol ricalcare senza riuscirvi i passi dei grandi liberali e democratici del passato, l’ha portato a situazioni paradossali e assurde, schierandosi apertamente con banche e finanza sapendo con questo di far naufragare un’arte di governare a favore del cittadino comune.

Il suo comportamento opaco ha creato guerre intestine nel PD, divisioni, invidie, inimicizie, gelosie, cattiverie. Ha tentato di spazzare via tutti quelli che riteneva troppo di sinistra, cercando di riportare in vita un finto e cauto partito progressista che altro non è, invece, che la bruttissima copia di una DC camuffata. Il caos creato all’interno della sinistra ha avuto ben presto i suoi frutti con i tanti schiaffoni presi prima con il Referendum, poi con le amministrative, indi con le elezioni siciliane. Una Caporetto, un Forte Alamo, una Baia dei Porci, ecco come ha ridotto i vari suffragi l’uomo di Rignano.  Renzi si è rivolto e si rivolge tutt’ora alla gente, nonostante le sconfitte subite, come il grande stratega della politica nostrana. Non arretra di un millimetro, vuol restare lui a dirigere un’orchestra stonatissima, un PD che mantiene la propria influenza sul Governo Gentiloni e perciò con ancora una funzione molto indiretta sull’UE. L’ex Sindaco fiorentino è un populista alla Trump e, come il dittatore americano, si sente il capo supremo degli italiani continuando a ripetere che il Paese si sta riprendendo grazie a lui, che alle elezioni, quelle vere, vincerà ancora il Partito Democratico, che il suo protezionismo economico è stato realizzato per gli italiani, contro gli interessi dei ricchi e degli avversari della destra. Ma mentre lo pensa e poi lo dice, non ci crede nemmeno lui.

Il suo assurdo totalitarismo è abbastanza simile a quello del Presidente USA, con un personale staff composto da uomini di finanza ( Dott. Alberto Bianchi) e persone che di politica ne masticavano e ne masticano poco. Praticamente, come Trump, si è schierato contro l’establishment italiano e questo ha dato fastidio a molti. Pur essendo un uomo di cultura, a differenza del Presidente americano che nè è privo, non nè ha fatto quasi mai uso se non per qualche frase in latino pronunciata come io pronuncio  il linguaggio della tribù Mursi (Etiopia). Questo è Matteo Renzi e, per fortuna, una parte sempre più esigua di persone che lo seguono. Un uomo che non ha saputo sfruttare minimamente la politica economica di crescita, ma in primis l’amicizia con Draghi, due che tanto hanno parlato di un’ Europa Federata e di una Unione delle banche europee, così da raggiungere il tanto agognato aumento della produttività da parte dei lavoratori. Al contrario, il Fu Matteo, si è apertamente schierato con la grande imprenditoria e le banche. Gli italiani, alla sua comparsa, gli hanno chiesto una snella politica fiscale che combattesse le disuguaglianze e il dannoso lavoro nero, privilegiasse i consumatori, le piccole imprese e l’export. Sappiamo, invece, com’è andata.

Donald Trump ha volgarmente snobbato il fiorentino asserendo di non sapere chi sia e negandogli la sua visita alla casa Bianca. Il sig. Matteo non si è mosso di un millimetro ribattendo che “si tratta solo di un malinteso che verrà chiarito presto”. Caro Renzi, ma non poteva ricordare a quel barbaro con i capelli arancioni che siamo stati noi europei, e l’Italia in particolare, ad aver creato l’America?! Bastava ricordare al dittatore USA che l’Italia è e sarà sempre una democrazia a carattere socialista e liberale e che a conferma di ciò abbiamo secoli di storia in proposito. Caro Matteo, doveva rammentare a quel deficiente che siamo stati noi a creare gli istituti bancari, le lettere di credito e via dicendo, praticamente è grazie agli italiani che è diventato Donald Trump ed è riuscito a dare il suo nome a edifici e costruzioni varie. E che grazie agli imperi marittimi spagnoli e italiani è stata scoperta l’America. Senza di noi non ci sarebbero stati uomini dai capelli arancioni.

L’uomo che in un attimo ha distrutto i detti “Volere è Potere” e “Ogni promessa è debito”: Matteo Renzi

Matteo Renzi voleva trovare i colpevoli dei gravi disservizi all’aeroporto di Fiumicino. Matteo Renzi richiamava all’ordine tutti i sindaci perché le citta erano troppo sporche dimenticandosi quando lui, Sindaco di Firenze, doveva rispondere alle stesse richieste stizzite dei cittadini della città col giglio. Matteo Renzi voleva risolvere il vero mistero della tragedia del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

Matteo Renzi voleva rivoluzionare l’assetto Rai e la legge Gasparri. Matteo Renzi voleva riformare di sana pianta la giustizia. Matteo Renzi voleva aumentare il livello di occupazione e sconfiggere la povertà. Matteo Renzi voleva riformare la scuola. Matteo Renzi voleva spazzare via il “vecchiume” della politica nostrana. Matteo Renzi urlava e gridava che avrebbe messo lui le cose a posto!                                        Matteo Renzi ha distrutto in un nano secondo il detto “Volere è Potere”.

Oramai lo abbiamo imparato a conoscere perfettamente in questi ultimi due-tre anni: lui è la perfetta immagine del tutto e del niente assoluto. Colui che promette e che mai manterrà. Uffa, tutte le volte finisco per scrivere questa frase! La completa personificazione del 42enne rampante che quando parla dopo un attimo ha dimenticato quello che ha proferito qualche secondo prima; ma lo sa dire in maniera impeccabile, questo sì!

Lo hanno definito, ora non più, l’uomo più serio tra gli ultimi Presidenti del Consiglio, ma poi la gente si ricorda delle sue parole date, le molteplici, pianificate riforme e lo vede meno affidabile o quasi del tutto inaffidabile; per alcuni passa per personaggio irriverente, ma è solo un “bravomo”, come dicono dalle sue parti, un pacioso boy scout, paragonabile più al bagnino Mario di Panariello che a un irrispettoso Gian Brurrasca. Lo vediamo, e ce ne rendiamo conto ogni giorno di più, che lui non è un politico, ma un eterno ragazzotto di provincia che s’innamora di ogni cosa e il giorno dopo di nulla.

È un Narciso moderno che  ama solo se stesso. La sua ridente scarsità culturale è divenuta col tempo il biglietto da visita, una carenza conoscitiva che ogni volta riesce ad elevare a pregio di riconoscibile unicità. Il suo inglese toscanizzato ha varcato i confini e ormai anche gli eschimesi si rifanno a lui.

L’ex sindaco di Firenze, è un riassunto, spesso accidentalmente caricaturale, del quadraginta homo italicus, certune volte impegnato e tal altre paragonabile allo yuppie anni ‘80; spesso è un po’ Berlusconi, sovente un ex democristiano alla Fanfani; spesso bamboccione, qualche volta di sinistra (pochissime), altre di destra. Bruttino nei suoi primi passi televisivi con Mike, meglio ora che ha messo qualche kilo di troppo, ma coerentemente convinto di piacere a tutti… anche se i sondaggi lo vedono in netto regresso.

L’ Homo Renzianus, non digerisce la vecchia nomenclatura di sinistra, ma questa sua presa di posizione non deriva tanto da pura convinzione, ma perché glielo hanno inculcato nella testa. Voleva il totale cambiamento dell’Italia con le riforme, fatte dalla mattina alla sera, ma quando poi si è accorto che ha tutti contro si è comunque dimostrato contento del lavoro non fatto, tanto è ultra convinto  che il voto alle prossime elezioni lo vedrà netto vincitore.

Insomma, un numero uno, non certo per le nebulose idee, ma per l’imballaggio sfolgorante con le quale le avvolge. Concludendo, possiamo tranquillamente affermare che siamo davanti al campione del mondo dell’incrocio umano, figlio e frutto delle teorie deterministiche che lo hanno cresciuto…

Lui il re dei quadraginta italicus, con una german matri che lo instrada a suo piacimento.

Il magico, incantato mondo di Matteo Renzi si è trasformato in una bolla di sapone

Nel meraviglioso, magico, incantato mondo di Matteo Renzi, i personaggi che lo popolavano erano i suoi eroi americani ( Barack Obama), tedeschi (Angela Merkel), inglesi (David Cameron), francesi (François Hollande) e lui; tutti appassionatamente legati da una comune meta: rendere migliore l’Europa. Dopo lo schiaffone del referendum costituzionale c’è stato il prevedibile fuggi fuggi e, al fianco, dell’ex Premier è rimasta solo la tedescona, Angela. Poi, dopo, l’ennesima sconfitta alle ultime amministrative ed anche lei si è pian piano dileguata.

I nuovi volti adesso sono quelli di Trump, di Theresa May, di Macron; regge solo la Merkel (e Beppe Grillo). Questi cambiamenti mostrano a noi italiani che prima o poi dovremo affrontare quella rivoluzione politica che da tempo aleggia su tutto l’Occidente. Ma una cosa è ben chiara: Renzi non sarà mai il contravveleno. Anzi, dopo pochi mesi ci siamo resi conto che era già più logoro e antico di tutti, più dei D’Alema, dei Bersani e compagnia rossa. Ormai il suo look sempre uguale con camicia bianca e cravatta strettissima, il suo inglese alla fiorentina, il sorriso spesso sforzato, tutto così anglosassone e “kennediano”, tipico dei primi giorni di potere, non attirano più, viceversa sembrano solo caricature venute malissimo di Obama, Blayr e Zapatero. Di veramente suo c’è ben poco.

Le continue promesse non mantenute, non c’è l’hanno fatta a sconfiggere i tempi di crisi in cui viviamo, ove il ritorno di una destra mussoliniana, di leader scomposti e urlanti invettive contro gli avversari, ci riportano a una regressione pericolosa, con una finanza che regala solo ai ricchi, di continue scoperte tecnologiche che rubano posti di lavoro e di forti xenofobie che riecheggiano, come mostri, nelle menti delle persone perbene. Renzi aveva promesso più riforme possibili, di quelle che avrebbero cambiato in meglio il Paese, purtroppo non ne abbiamo veduto traccia ed è per questo che i media elencano impietosi i numeri delle sue sconfitte e delle sue parole d’impegno verso gli italiani; parole date sapendo di non poterle rispettare. Ci ha fatto credere che con lui tutto sarebbe stato stupendo, ma ci siamo subito accorti che ogni cosa era stantia.

Ha, immediatamente, anteposto i diritti civili a quelli sociali, il mondo della globalizzazione Prima dei veri problemi dell’Italia, ma questo giochetto è durato poco, il trucco è stato scoperto perchè anche da noi, a quel mondo, non crede quasi più nessuno. Ma lui resiste, imperterrito, a voler fare il politico, a voler maneggiare il potere, mentre davanti a noi si presenta un futuro da incubo, con maggioranze forzate, crisi delle banche nonostante i continui salvataggi del Governo e della BCE, una nuova possibile tempesta dello Spread e, il tutto, senza legge elettorale, senza una classe politica veramente pronta a dare una spallata a Renzi. Insomma, il peggio deve ancora presentarsi.
E allora ci è ben chiara ogni cosa. L’esistenza del M5s, del ritorno prepotente di una destra più cattiva di quella di Berlusconi, di un Renzi rispedito a Rignano da sei votanti su dieci.

Il futuro, fortunatamente, non sarà più lui. E lo dico con il cruccio di chi, come me, ci aveva creduto davvero nonostante, ad ogni sua apparizione, assomigliasse sempre più a Berlusconi che a un Obama o a un Kennedy.                                                               Caro Matteo Renzi, hai lasciato l’Italia peggio di come l’hai trovata. Ti sei divertito a fare il giovane che porta gioventù, cambiamenti, riforme, sorrisi e battute. Invece, ci hai lasciato nelle sabbie mobili e per adesso non c’è nessuno che può tirarci una corda per uscirne. Complimenti!

Matteo Renzi come Renzo de “I Promessi Sposi” del Manzoni

Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.” ( Terzo Capitolo, I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni)

Chi non ha letto, volenti o nolenti, i Promessi Sposi? E chi non ricorda le peripezie di Renzo e Lucia per giungere al traguardo del matrimonio tanto desiato, ma ostacolato dal cattivo di turno e dalla neghittosità del melenso Don Abbondio?  Quando i due fidanzatini  scopriranno il vile intrigo si avvicineranno ancor di più alla madre di Lucia, la prodiga di consigli, Agnese, che, da brava e ingenua plebea, suggerirà a Renzo e compagna di consultarsi con il dott. Azzeccagarbugli.
Tramaglino, allora, fidandosi ciecamente della donna, accetterà in dono quattro capponi da Agnese, poichè non bisogna mai presentarsi con le mani vuote davanti a persone così rispettabili.

Renzo, con il regalo e, il cuore in tumulto, percorre la strada che lo condurrà alla casa dell’Azzeccagarbugli, con i capponi ancora vivi che si dimenano perché legati, tutti e quattro, alle zampe con uno spago. L’uomo, con tutti i suoi grandi problemi, li spenzola di qua e di là per ottenere una migliora presa e fa roteare le loro teste come girandole.
Bene, questi animali, i capponi, possiamo paragonarli ai dirigenti del PD nelle mani di Matteo Renzi. Basti pensare alle dichiarazioni dell’ex Premier che da tempo afferma:” Io sono completamente diverso da tutti! Da D’Alema, da Alfano, da Bersani, da Letta, da Berlusconi… Anche da Gentiloni. Però, c’è poco da fare, bisogna sostenere il Governo fino alle elezioni.”
L’idea, è facilmente intuibile, è quella di continuare a sostenere il governo a condizione che esso si esprima secondo la parola di Renzi.

L’ex Sindaco di Firenze è così, e il suo offuscato pensiero è una vera e propria glorificazione della sua opinione iper semplificata e precostituita della politica. Cioè, zero assoluto. Di cosa ci parla Matteino quando è in una delle sue molteplici conferenze-stampa? Degli 80Euro donati agli italiani; del 40% ottenuto alle Europee, ma che adesso sarà sceso al 20-25%; richiami verso quel liberismo che urla “meno tasse” ma che invece aiuta solamente gli istituti bancari; l’obbligo dell’innalzamento dell’età per andare in pensione, licenziamenti più facili,  l’immigrazione intelligente, senza però dire come si può attuare;il no alla corruzione; una piccola carezza ai problemi dei gay…e via dicendo. Nulla di che. Tutto come quando c’era un certo Berlusconi o Letta o Monti o lui e adesso Gentiloni.
Il Renzi che rappresentava il nuovo che avanza, la bella gioventù, la parola facile, il dialetto toscano, l’inglese fiorentinizzato, la simpatia e la tenerezza, non fanno più parte di lui, o meglio, la gente non crede più alle sue maschere.

Ecco, pertanto, che torniamo ai capponi, quelli di Renzo Tramaglino, paragonabili ai dirigenti del PD, perché come quelle povere bestie anche loro devono abituarsi alla malasorte, con la speranza di non farsi cuocere ben benino. C’è da dire però che certuni capponi ben legati, stanno trovando il modo di sciogliersi da quei nodi renziani. L’ottusità politica del fiorentino, la sua malcelata arroganza, l’ altezzosità professionale, stanno creando falle continue sul giudizio dell’uomo, sempre più isolato da un elettorato che ormai crede pochissimo in lui.  E mai una volta che chieda scusa; no, lui dice di ritirarsi dalla politica, lo afferma più volte per poi ritornare sulle sue posizioni. Questo gli riesce bene: le bugie sono la sua forza. Molti politici hanno sbagliato durante il loro percorso istituzionale, ma hanno avuto la forza e il coraggio di ammetterlo e di farne ammenda. E si sono ritirati, a differenza di chi ben conosciamo. Facendo così, Renzi, mostra solo un profondo disprezzo per tutti quelli che non la vedono come lui. Insomma, si comporta da bullo di periferia.
Una cosa, però, Matteino è riuscita a farla: ridare vigore e speranza al centrodestra e rimettere in pista l’ultraottantenne Berlusconi. Bravo, no?

Matteo Renzi è paragonabile a Renzo dei Promessi Sposi, ma solo perché tratta le persone come Tramaglino trattava i capponi. Solo che le persone hanno più forza e intelligenza di quattro bestie destinate al braciere.