Furto al Meazza. Annullato goal regolarissimo a Icardi con trucco VAR. In precedenza fischiato fuorigioco inesistente sempre al numero 9 nerazzurro

Ieri sera in campo, a parte la stupenda parata di Handanovic su Bonucci, c’è stata solo una squadra, l’Inter. Poi c’è stata la gang arbitrale che ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare e anche di più, comminando ammonizioni su richiesta a destra e a manca. E, poi, dulcis in fundo, la furbata del VAR che annulla una rete sacrosanta al centravanti interista. L’azione si sviluppa a centrocampo con palla che arriva a Candreva che prontamente la cede verticalmente a Icardi che in posizione regolare segna il goal dell’uno a zero. Il primo fermo immagine di Sky mostra che il numero 9 nerazzurro è dietro a Bonucci e che parte in posizione ottimale in perfetta zona di campo ove il fuorigioco non esiste.

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L’immagine mostra il momento in cui Icardi attende il pallone servito da Candreva, ma non evidenzia l’attimo prima in cui il centravanti parte in perfetta coordinazione ed è in linea, anzi leggermente dietro, e quindi in posizione regolare. Mauro è stato solo più veloce di Bonucci. Il fermo immagine falsa la vera azione e blocca tutto un istante dopo.

Ma entra in gioco il VAR e tutto cambia. Anche SKY comincia a puntare le telecamere a suo piacimento arrivando a posizionarle ove si intravede la punta dello scarpino di Icardi, mentre del piede di Bonucci si denota solo l’ombra. Insomma la rete era da assegnare. In precedenza Maurito lanciato da Brozovic viene fermato dal fischio dell’arbitro per un fuorigioco inventato dall’anonima quaterna arbitrale. Icardi avrebbe avuto vita facile a tu per tu con l’impacciato Donnarumma.

Parita stregata? No, solo pilotata. Ma intanto all’Inter hanno trafugato due punti meritatissimi.

 

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Le trasmissioni sportive insistono ancora sul Triplete dell’Inter, paragonando la squadra di Mourinho alla Juve delle 7 (sette) finali perse di Champions League

A bocce ferme possiamo riparlare di Triplete e congetture varie. Non c’è programma televisivo sportivo che non ricordi, con congetture varie, il meraviglioso Triplete nerazzurro. E lo fanno paragonandolo alle finali perse dai bianconeri nella medesima manifestazione. Pura degenerazione della  verità, per la quale al normale dibattito sportivo si sostituisce una propaganda pro Juventus dai toni sempri lusingatori, allo scopo di sminuire il trionfo mondiale delle Beneamata.

Inter e Juventus sono due realtà assolutamente diverse che sempre e comunque si faranno “guerra” sportiva. Le maglie con stampato il trionfo di Cardiff già pronte e stirate e, addirittura, in vendita, avrebbero dovuto seppellire, una volta per tutte, le gloriose gesta nerazzurre precedenti; la superbia, l’infinita certezza di chi è avvezzo, aliter et aliter, a uscire vincitore anche se non lo merita. Invece, come sovente accade alla Vecchia Signora al di là dei patrii confini le cose non vanno come le accade in casa; gli arbitri si mettono a fare gli arbitri, i guardalinee i guardalinee…

Ormai sono anni, da quel favoloso 22 maggio 2010, che certi pseudo-giornalisti commisurano il percorso in Champions juventino con quello trionfale dell’Inter; nonostante i punti in comune siano davvero pochi. Due compagini totalmente diverse, ma soprattutto gironi diversi. L’Inter di Mourinho il Barcellona, quello vero, la squadra stellare, il dream team del calcio mondiale, lo dovette battere in semifinale, ma prima fece fuori il Chelsea altra candidata alla vittoria o alla finale, non le toccò certo una squadretta come il Monaco, o il Barcellona rimaneggiato di un anno addietro, che ancora recrimina per quel rigore regalato ai bianconeri.

Saranno tanti, adesso, che arricceranno il naso, dicendo che sono troppo interista: e chi mai l’ha negato, anzi ne vado fiero. Che impresa portammo a termine a Madrid; i goal spettacolari di Milito, il Bayern imbambolato dalle prodezze di Schneider, le lagrime di Mou e Materazzi e, dulcis in fundo, la Coppa con le orecchie alzata dal grande capitano Zanetti. Il vero, unico, immenso Triplete resta quello vinto dall’Inter. E, ahiloro, dovranno arrendersi all’ evidenza e farsene una sacrosanta ragione i dirigenti e i tifosi bianconeri, delusi per le tante sconfitte in finale: sette, e record da suggellare sulla maglietta.

E anche il trio delle meraviglie alla rovescia di Sky -Marocchi, Mauro, De Grandis- dovrà chinare la testa all’ impresa leggendaria dei nerazzurri; così come tutti quei giornalisti sportivi (!) che cercano con veemenza di ridimensionare la vittoria della Beneamata. Dovrà rivedere qualcosa anche il sito juventino che ogni 5 maggio fa gli auguri ai suoi tifosi, prendendo in giro apertamente quelli nerazzurri.

L’Inter che dovrebbe fare? Ricordarsi ogni anno delle delle date storiche delle 7       (sette) finali perse dalla Juve? Non c’è verso, come amo dire sempre, ci sono le categorie che fanno la differenza: c’è chi è da B e chi solo e sempre sarà da A.

Juventus più potente del VAR. Ormai è la dirigenza bianconera ad indirizzare il Palazzo. Moggiopoli non ha cambiato niente

Ormai tutti hanno capito che nemmeno il VAR, quando gioca la Juventus, ha voce in capitolo. Per battere i bianconeri bisognerebbe giocare con arbitri stranieri che non hanno timore di finire sulla lista nera della “Signora d’Italia”. Ormai il palazzo è la Juve e solo essa può decretare chi deve vincere o perdere. Nonostante la lotta sia serratissima, con il Napoli ancora in testa, il vero grande problema è la totale impotenza dinanzi a certuni episodi che ci hanno fatto strabuzzare gli occhi: prima il derby di Coppa Italia e dopo la partita contro il Cagliari. Come si fa a non parlare di malafede, quando il mondo intiero si è accorto della gomitata rifilata a Pavoletti da Benatia dalla cui mancata applicazione del fallo è scaturito il goal dei bianconeri? Come è possibile non affermare che i pregiudizi alla fine si trasformano in tesi validissime a favore di chi si scaglia contro gli arbitraggi a favore della Juve. Cross di Padoin e Bernardeschi salta con le braccia larghissime, quasi fosse un airone. Rigore tutta la vita! Ma niente da fare, il pessimo Calvarese non assegna. Ora, in molti, ci chiediamo:” A maglie invertite il direttore di gara si sarebbe comportato in egual modo?”

La Juventus è famosa nel mondo più che per i trofei vinti per i favori ricevuti durante i tanti anni in cui è diventata la regina incontrastata del campionato italiano. Ma quanto accaduto in quest’ultima settimana e ancora prima, quando la TV bianconera permise alla vigilia di Juve Inter al presidente di Comunicazione Bianconera Sandro Pellò di apostrofare la Beneamata con queste parole :” Io sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere diventati una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio“, evidenzia in tuta la sua brutalità che se una società calcistica, tanto seguita in tutto il cosmo,  si permette certe comunicazioni così belluine, non può che aver avuto l’autorizzazione da parte della dirigenza tutta. Le scuse, del giorno dopo, non hanno più valore. Pertanto, è proprio il caso di dire c’era una volta lo stile Juventus! O, meglio dire, lo stile di Gianni Agnelli! O meglio ancora la classe cristallina di un vero gentleman. Troppe volte oramai abbiamo visto i bianconeri spogliarsi della loro storia a favore della rabbia, frantumare la propria incarnazione nell’angoscia, ridurre il tutto nella malignità becera dell’ambiguo. La Juventus non più da sola in testa, non è mai apparsa così attaccabile.

Il Napoli è sopra, la Lazio può veramente dare un volto nuovo al campionato, il tutto nella massima sportività, ma qualcuno sentendosi più esposto mette le mani avanti mandando in avanscoperta le decisioni folli degli arbitri, in un momento -l’attuale- ove si sta facendo di tutto per abbassare i toni, per cercare di vivere civilmente, per meritarci una sana e godibile partita di calcio, un gioco fatto di persone in mutande che devono buttare in una lunga rete una sfera di cuoio. Ma c’è chi vuol trasformare il gioco più bello del mondo in un girone dantesco, in una bolgia infernale. Nemmeno nei tenebrosi anni di Moggiopoli, la Signora d’Italia ebbe a raggiungere così tanto livore: condizionava arbitri, tornei, designatori, ma senza però ostacolare il corso della giustizia sportiva. Ora, purtroppo, un tal Andrea che, per il sottoscritto, si avvale di un cognome decisamente eccessivo, quello degli Agnelli, ha disumanizzato questa società in una mera combriccola partitica ove ogni colpo basso all’avversario è cosa ben gradita. Gli stessi tifosi juventini credono ormai che sia arrivato il momento di accennare a qualche frase cordiale e distensiva verso questa realtà di cui la Juventus sembra voglia far parte a sé, investendo con male-parole e minacce l’avversario di turno.

Eppure, nonostante tutto, se leggi Tuttosport, o per caso transiti su JTV, ti accorgi che da occulti manovratori quali sono, vogliono passare come coloro che subiscono torti e complotti vari. Ma, per favore, basta ricordarsi certi avvenimenti nelle ultime due partite e lo “sbugiardamento”  è sotto gli occhi di tutti.  Se il veemente Andrea sarà mai in grado di rabbonirsi un po’…  meglio per tutti, altrimenti forse sarebbe il caso di destituirlo per non fare altri danni al calcio italiano e alla sua veridicità. Con la speme, che uno di questi giorni sia miracolato e impari come si comporta un vero Agnelli.

Messi e Ibrahimovic all’Inter… più di un’ipotesi. Pronta una montagna di Euro per i due

In molti stanno ipotizzando l’arrivo di Messi e Ibrahimovic all’Inter. La dirigenza interista ha contattato da tempo i due, e per quanto riguardo lo svedese c’è stato l’ok anche di Icardi che si è detto favorevole all’arrivo di Zlatan.

Se veramente arriveranno anche Nainggolan e due terzini di fascia, la Beneamata potrebbe diventare davvero la squadra più da temere da parte della Juventus. I contratti per i due nuovi arrivi sono ultra milionari, ma questo non ha impedito al gruppo Suning di arrivare a loro.

Aspettiamo, intanto, i prossimi giorni sperando di saperne di più.

Se realmente si realizzasse quanto sopra ci sarebbe tanto da divertirsi con quei tre.

 

 

In Cina danno Cristiano Ronaldo all’Inter: 350milioni al Real Madrid e non è dato sapere quanto al giocatore

Ci risiamo, dopo la vittoria dei giovani nerazzurri nel campionato italiano Primavera, ricominciano le sirene di mercato, questa volta provenienti dalla Cina, ove alcuni giornali definiscono l’accordo tra l’Inter e CR7 cosa già fatta. Eppure, in Italia, Paese di Pinocchi giornalai non si fa accenno alla cosa?!

Suning, a quanto dicono, sta raccogliendo i fondi per la grande mossa di mercato, un po’ come fece Moratti con il Ronaldo vero. Quello portoghese sembra, da un bel po’ di tempo, in rotta di collisione con la dirigenza dei blancos, e non appare interessato alla eventuale non partecipazione alla Champions League, dal momento che il vuoto sarebbe riempito da una valanga di soldoni asiatici.

Sono per ora solo parole, e per di più provenienti da un altro mondo che vede le cose totalmente in maniera diversa dal nostro. Da Messi a CR7 il passo è stato breve, come breve potrebbe essere la smentita di questa news sportiva: solo una bufala!

Messi Inter, questo matrimonio s’ha da fare?! I media spagnoli parlano dell’argentino avvicinandolo alla Beneamata; sarà vero?

Alcuni giornali iberici, sportivi e non, stanno con insistenza parlando dei dissidi interni tra il giocatore e la dirigenza del Barcellona. E avvicinano Messi all’Inter, forse per stimolare l’entourage del calciatore ad ufficializzare la permanenza nella squadra blaugrana.

A Milano smentiscono categoricamente, affermando che sono solo invenzioni della stampa. Da Barcellona, invece, dicono che qualcosa bolle in pentola e che il gruppo Suning ha pronta una mega proposta, comprensiva di un ultra bonus per la mancata partecipazione alle coppe internazionali, che il giocatore e la società dovranno per forza di cose considerare.

Ieri, in certuni luoghi frequentati da tifosi interisti, venivano create suggestive formazioni della prossima Inter, alcune delle quali includevano un certo Messi. Eccone una delle tante: Handanovic, Dalbert, Rudiger, Miranda, De Vrji, Candreva, Nainggolan, Gagliardini, Icardi, Bernardeschi, Messi.

Insomma, a fantasia noi tifosi  nerazzurri, non stiamo affatto male.

 

 

Cristiano Ronaldo stufo dei tifosi del Real Madrid. L’Inter piomba su di lui, mentre sta preparando un’offerta sontuosa per CR7

C’erano due emissari dell’Inter a Cardiff, uno inviato dal gruppo Suning, uno da Sabatini. Gli obbiettivi erano, e sono, Marcelo, James Rodriguez e sì, proprio lui, Cristiano Ronaldo. Quest’ultimo viene da un’annata piuttosto complicata con la tifoseria dei blancos, che non gli ha perdonato certe partite incolori, ove lo hanno colpevolizzato di poca concentrazione.

A tal proposito i portavoce interisti hanno contattato l’entourage del portoghese per tastare il terreno e le porte per una possibile trattativa non sono state chiuse. Non è ancora dato sapere le cifre di un futuribile ingaggio, però, la trattativa è iniziata. I nodi da sciogliere molti, uno su tutti il consistente bonus al giocatore per la mancata partecipazione alle coppe dell’Inter.

Sabatini in Cina ha trattato ampiamente di ciò con il grande capo della Suning, ma non solo. Si è, infatti, parlato di Spalletti e del suo desiderio di non perdere Perisic, di Dalbert e Rudiger e delle tante cessioni da fare, ma soprattuto del rientro monetario del Fair Play finanziario. Al tecnico toscano piace molto anche Rabiot, giovane talento del PSG. Il nazionale polacco Krychowiak ha dichiarato di voler giocare in una big europea, faccia o meno la Champions.

Spalletti, tenterà nei prossimi giorni di far arrivare a Milano Nainggolan.

Dolcetto o scherzetto?