Di Maio, dal reddito di Cittadinanza, passando per la Tav fino al “tavolone” ILVA

Devo dire che fino a poche settimane fa avevo abbastanza fiducia in Di Maio e nelle sue promesse riguardanti Reddito di Cittadinanza e Pace Fiscale, poi, come successo in precedenza con i vari Berlusconi, Monti, Renzi, tutto viene rimandato a data da definire: forse in autunno, forse nel 2019, forse mai. Non contento ha cominciato ad interessarsi di TAV e poche ore addietro di Ilva, convocando un “tavolone”  che comprende non solo i sindacati, i responsabili dell’azienda, i portavoce della ArcelorMittal ( forse l’acquirente dell’ILVA), ma ha aggiunto sedie invitando altre 62 persone: i sindaci di zona, i Presidenti di Puglia, Liguria e Piemonte, associazioni di  cittadini e i vari comitati di protesta. Tutti sugli attenti presso il Ministero dello Sviluppo economico per giudicare la proposta del gruppo che vorrebbe acquistare l’Ilva. Quindi, dopo la proposta di stop alla Tav, non presa bene da Salvini & C., questa nuova “ideona”.

Appena spedite le partecipazioni non sono mancate le defezioni, con il sindaco di Taranto Melucci, PD, che regala al buon Di Maio del “dilettante spaccone” e conferma la sua non partecipazione all’evento perchè è solo pura “sceneggiata”. Idem come sopra da parte del Presidente della Provincia e di altri sindaci invitati.
La ArcelorMittal cerca di non scomporsi, ma lascia trapelare un certo fastidio e imbarazzo. «La nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa», dirà uno dei dirigenti.  Anche i sindacati non prendono bene simile presa di posizione definendo il tutto un “rischio passerella” e non “una degna azione per un confronto aperto è vero”. Negative anche le reazioni dei sindacati.

A livello politico PD e FI non aspettavano altro per attaccare il M5S, mentre la lega non sente non parla e non vede. Calenda (PD) afferma di essere di fronte ad un vero e proprio circo Barnum e il vero obiettivo è quello di non decidere. La Carfagna, FI, teme catastrofi e dice :” Per come si stanno mettendo le cose, salvo colpi di scena, il governo chiuderà Ilva. Tutto il Sud pagherebbe un prezzo altissimo». Solo il presidente della Puglia Michele Emiliano, Pd, apprezza: «A chi fa paura la presenza dei cittadini ai tavoli istituzionali ai quali col governo del Pd non era ammessa neanche la Regione Puglia?».

Dura le reazione di Di Maio alle critiche: «Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati». Il tavolo «non è stato convocato per trasformarsi in un club privato. Chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze. È finita l’epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione».  Contento lui…

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L’atto di viltà della sinistra in questo tormentato caos governativo

Tutto questo caos politico è anche colpa della sinistra nel suo insieme. Una compagine solo piena all’eccesso di arroganza e alterigia, che si è completamente disinteressata della grave crisi di questi ultimi giorni. La sua inettitudine è davanti agli occhi di tutti; solo silenzi e no comment. Un inspiegabile narcisismo, introdotto dal peggior politico di sempre, tal Matteo Renzi, che ha fatto disamorare gli elettori di sinistra in un preciso momento storico in cui gli esponenti politici di oggi non hanno voluto metterci la faccia, anzi il muso, innalzando un muro invalicabile costruito su illusori consensi che oramai non esistono più.

Sono ancora convinti che i loro volti di non-morti- siano tutto oggi adeguati alla conquista di quella approvazione che non c’è più a causa dei vari Renzi, Lotti, Boschi…. E poi, via alla diserzione, alla totale incapacità di entrare in questa disputa politica epocale. Se ne sono tirati fuori, asserragliati nelle loro posizioni di guardoni politici e niente più, in attesa di tempi migliori. La sinistra italiana, dunque, si è di fatto data alla fuga, latitante in compagnia solo della sua infinita tracotanza, assente al suo esiguo elettorato ma soprattutto a se stessa, lontana anni luce da certi cittadini che cercavano di leggere ancora tra le sue labbra due semplici ma fondamentali parole: lavoro e partito.

Ma questa sinistra se ne sbatte dei suoi elettori, li calpesta, li umilia, li obbliga a spostarsi verso schieramenti lontani anni luce dal sentimento della vera sinistra di Berlinguer. La sinistra italiana non partecipa alle vere vicende di vita politica, non è più protagonista ed il popolo dei lavoratori si stupisce, ma non più di tanto, di vedere questo assenteismo, tali misere facce prive d’interesse verso il futuro non certo roseo del Paese. Adesso che un certo Salvini con i suoi evidenti trucchetti sta accaparrandosi il consenso di milioni di italiani, la sinistra doveva sventolare alta la bandiera per dire ci siamo ancora, per urlare no ai complotti, per decidere anch’essa le sorti del nostro sfondato Stivale. Nella sinistra italiota regna solo la desertificazione di ogni possibile miglioramento, di un programma politico veramente di sinistra che aiuti chi ha bisogno e non solo e sempre le banche.

La povera sinistra italiana si è rintanata in una delle sue fogne puzzolenti di ostinazione e ingiustificato orgoglio, mentre dalle loro tombe giungono gli echi strazianti dei veri difensori della democrazia, coloro che dettero il sangue per le conquiste civili e il miglioramento delle condizioni di vita degli oppressi. Quella attuale, invece, non riesce a tener testa ad un Salvini qualunque, a un Di Maio qualunque, ad una Meloni qualunque. I suoi componenti sanno solo starnazzare durante i congressi o le primarie per guadagnare una poltrona e subito dopo, però, si adeguano alla linea di non partecipazione, per interessi esclusivi e personali. I Renzi, i Martina chiamano quanto sopra senso di responsabilità, mio padre -comunista vero- ormai defunto da anni, lo avrebbe chiamato semplicemente atto di viltà.

Mattarella cade nella trappola di Salvini e adesso l’Italia è lo zimbello del mondo intiero

Il Capo dello Stato altro non ha fatto che assecondare il giochetto di Salvini. Far precipitare l’Italia in una devastante e “orrorifica” crisi con capro espiatorio proprio Mattarella. La campagna elettorale, mai veramente terminata, da oggi in poi si attuerà sulla figura spenta, stanca, spettrale del Presidente della Repubblica. Lasciando da parte la cazzata gigantesca dell’atto d’accusa verso Mattarella e il suo impedimento a continuare, la Lega seguita dal M5s inizierà la tiritera del “con chi vuoi stare adesso che il Paese ha evidenziato un Presidente traditore?” “Vuoi parteggiare con le istituzioni o appoggiare i partiti dei cittadini?” ” Vuoi subire il danneggiamento morale di un corrotto o stare con il popolo?”

Ma è qui che casca l’asino, o Salvini che dir si voglia. Il leghista, senza il minimo ritegno, con un piano subdolo è riuscito ad arrivare a tanto. 83 giorni per portare l’Italia allo sfascio completo. E il tutto legato ad un nome, quello scritto e riscritto, detto e ridetto di Paolo Savona, che da tempo avevano architettato per arrivare allo scontro frontale. E nemmeno quando Mattarella ha proposto il vice di Salvini,  Giorgetti, i due si sono smossi dalla loro piccata presa di posizione. Insomma, un’azione senza trasparenza, loro che hanno a più riprese affermato di non voler abbandonare l’Euro. Ma il piano ormai doveva ed è andata in porto, con l’Italia zimbello del mondo intiero. Chi veramente ha mentito al popolo sono stati Salvini e Di Maio, quest’ultimo succube del primo per mancanza di totale professionalità politica. Hanno mentito sulle loro vere intenzioni, e la prova tangibile di ciò è data da quella miriade di documenti, quei contratti, quei programmi di governo resi visibili perchè passati dai media. In mani che sapevano che tutto non era stato detto e che c’era dell’altro che bolliva in pentola.

Ci hanno nascosto il tentativo di fuga dall’Euro, oscurando gli scenari apocalittici che tale proposta avrebbe portato nelle vite degli italiani, sui loro risparmi, sui loro prestiti, sui mutui, sugli stessi figli. Lo scopo del Gatto e la Volpe è stato quello di ammantare di bugie il popolo italico, di truffarlo, mentre escogitavano un piano che faceva alzare gli interessi dei mutui di migliaia di persone. Quante menzogne. Come il reddito di cittadinanza, con il quale regalavano ai bisognosi  780 Euro, come la flat tax, e l’abolizione della Fornero. E tutto questo con l’idea dei mini-bot, cioè di una valuta parallela. E alle insistenti domande poste dai media sull’ enorme spesa e su come e dove trovare le risorse per queste promesse, l’unica risposta è sempre stata un altezzoso: “Ma zitto, tu che sei un servo delle elite corrotte”. Dunque, quanto sopra altro non è stato che una perfetta regia di 83 giorni di bufale per arrivare allo sconcio di ieri: il ritorno alle urne, con Salvini che si vede l’unico, grande trionfatore e con il M5s a combatterà questa volta da solo, da separato fuori casa. Una cosa, anzi un avvertimento: l’elettorato italiano è uno dei più volatili d’Europa… E con questo ho detto tutto!

 

Giuseppe Conte, un premier marionetta nelle mani del gatto e la volpe

Giuseppe Conte, un perfetto sconosciuto per i più, voluto da Salvini e Di Maio. Un nome qualunque da una lista qualunque stilata dai magnifici due semplicemente perchè l’uno non si fida dell’altro. Professore di Diritto Privato all’Università di Firenze con qualche viaggetto all’estero ad insegnare Giurisprudenza. Un altro Premier non eletto dal Popolo, come i precedenti illustri. Una ribollita nauseante. Il leghista e il grillino stanno insieme solo per mero interesse, per un desiderio incontenibile di arrivare al potere che conta.

Ma Mattarella accetterà questo sconosciuto, all’interno di un contratto siglato e non consegnato brevi manu al Capo dello Stato, ma ad un notaio? La ‘mi’ nonna soleva dire ” Mimmo, un starti a penà, dopo un Nerone vien sempre un peggiore”. Questo Presidente del Consiglio, ci giocherei gli occhi di Buffon, sarà un burattino nelle mani del gatto e la volpe, a cui faranno approvare ufficialmente atti di totale sottomissione    e versare una notevole dose di “ubbidirò a quanto mi chiederete”. Insomma la più cieca e meschina obbedienza.

Hanno proferito, parlando di lui, di ” un grande professionista nel suo campo”, asseverando così in anticipo che trattasi di un semplice impiegato dello Stato e non un Premier di grande esperienza politica. Uno schiavetto al quale ordinare ciò che passerà in mente a Gianni e Pinotto. I due durante la campagna elettorale che li ha visti trionfare hanno urlato ai quattro venti novità assolute su tutti i fronti; infatti, ci stanno affibbiando Conte, privo del tutto di legittimazione popolare, conoscenza della politica italiana e mancanza di credibilità internazionale. Insomma, hanno  scelto il più malleabile, quello più addomesticabile e l’hanno proposto quale premier di un’ Italia maltrattata quotidianamente dai membri dell’UE. Meglio di così i Due dell’Ave Maria non potevano iniziare.

 

Nella foto in alto: Di Maio e Conte

Cicciolina, la nota ex pornostar, ne dice quattro a Di Maio su Facebook, minacciandolo di querela a causa dei vitalizi

Luigi Di Maio, giorni addietro, ha sferrato un duro attacco sui vitalizi agli ex parlamentari. Sino a poche ore fa nessuna replica piccata a tale proposta. Appunto fino a poche ore fa, quando è arrivata la risposta tagliente di uno dei personaggi chiamati in causa. La signora Ilona Staller, alias Cicciolina, in Parlamento nel 1987, eletta nelle liste del Partito Radicale con circa 20mila preferenze, infatti non ha mancato di dire la sua affermando apertamente che non ci sta a tale sopruso e ha risposto stizzita al vicepresidente della Camera, ove su Facebook annuncia querele a go-go per il suo inserimento nella «Black List» dei vitalizi.

Ecco quanto scritto dalla pornostar o ex che sia : «Mi sembra che Luigi Di Maio voglia farsi pubblicità con il mio nome. E allora perché non dimezza gli stipendi di tutti i deputati e i senatori, abolisce i senatori a vita ed elimina finalmente i vitalizi?». La donna ha poi accusato Di Maio di voler risollevare il M5s, a suo modo di vedere, in netta crisi di consensi negli ultimi mesi.

In aggiunta, la signora Staller, chiude il suo messaggio annunciando addirittura una sua nuova candidatura in Parlamento con un partito denominato DNA. Cicciolina, oltre a quanto sopra, ha anche postato una risposta molto irritata pure sulla pagina Facebook di Di Maio, chiedendogli le scuse ufficiali anche per aver addossato, sbagliando, il vitalizio al defunto Luca Boneschi.

Questo il testo integrale: ” HO LETTO LA DICHIARAZIONE DI LUIGI DI MAIO CHE MI SEMBRA CHE SI VOGLIA A FARSI PUBBLICITA CON IL MIO NOME…DI MAIO.. FAI UNA COSA ANCOR PIU EFFICACE E IMPORTANTE … DIMEZZA TUTTI I STIPENDI DITUTTI I DEPUTATI E SENATORI…E TOGLI I SENATORI A VITA…. E SEMMAI DOPO ELIMINA PURE I VITALIZI DI TUTTI DEPUTATI E SENATORI SIA QUELLI CHE GIA PERCEPISCONO MA ANCHE QUELLI CHE DOVRANNO PERCEPIRE IN UN FUTURO.QUINDI CHE NON CISARANNO PIU PER NESSUNO I VTALIZI NE PER I PRESENTI POLITICI NE PER I FUTURI POLITICI. COMMUNQUE IL PARLAMENTO DECIDERA SUL VOTO. A ME SEMRA CHE VUOI RACCIMOLARE MOLTI VOTI PER IL TUO PARTITO CHE STA IN CRISI !!! STAI GIÀ FACENDO LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE PROSSIME ELEZIONi POLITICHE !!!!! CHISSÀ !?!? FORSE Mi PRESENTERÒ AllE PROSSIME ELEZIONI CON Il MIO PARTITO – DNA – !!! Buona Giornata CICCIOLINA. Ps . Ma come si permette di mettere il mio nome sul Google indicando così -Black list – !! Ma è da querela questo tipo!!!vergognososo le sue dichiarazioni!!! “

La patetica sconfitta del M5s. La non politica del Movimento stavolta non ha pagato

All’inizio, guardavo sorpreso la non politica urlata di Grillo e accoliti vari, poi, ad ogni loro miracolata vittoria, mi meravigliavo dei vuoti a perdere che votavano M5s. Un Movimento senza struttura, senza programmi, senza una vera ideologia politica, che un giorno appoggia questo e l’altro quello, e la settimana dopo urla al complotto.

La sconfitta durissima di domenica 11 giugno, fa sì che i tempi -della Raggi e dell’Appendino- sembrino lontani anni luce, quei giorni di trionfalismi e sproloqui grillini che bastavano per conquistare voti a raffica a causa di un’Italia delusa dai soliti noti. Ma, come accade oggi, anche allora si potevano ascoltare solo minacce e promesse di un’Italia migliore, ma senza un programma da evidenziare.

Dopo la tornata di queste amministrative il M5s ha permesso il ritorno al bipolarismo, essendo fuori dai maggiori ballottaggi della città più importanti. Il crollo è avvenuto a causa delle lotte intestine causate da Grillo e da chi lo appoggia indefessamente. Ormai il Movimento non esiste più, e si fa fatica a chiamarlo Partito.

Nessuno della dirigenza riesce a mettere in chiaro una analisi veritiera sulla sconfitta. Tutti danno la colpa a tutti. Casaleggio Jr. se la prende con Grillo, accusandolo di aver creato un caos madornale all’interno del Movimento. I tanti “fidatevi di noi” urlati a squarciagola stavolta non sono serviti a niente. I cittadini italiani sono sì dei creduloni, ma dopo aver picchiato il muso più volte sul muro del niente assoluto dei pentastellati, hanno deciso di cambiare rotta. Verso la destra? Sicuramente sì, sebbene la sinistra si sia ben difesa.

 

Di Maio, da grande politico -qual non è- ha saputo solo dire ” L’importante è non mollare mai!” Parole che testimoniano la pochezza politica di questo personaggio scovato on line e di seconda tacca, che ha saputo solo rimbrottare tutti senza mai esternare una sua precisa idea su come amministrare. Purtroppo le loro lotte, contro il mondo della Res Publica, hanno creato quel distacco dovuto in primis ad una loro netta incapacità, quella di non saper fare politica.

Insomma, non c’è molto da dire in merito a tale patetica sconfitta. Quando si promette, si inveisce contro gli altri, si accusa a destra e a manca, senza una vera linea politica da proporre all’elettorato che, nolente o volente, si è svegliato, assaporando il disgustoso programma del nulla assoluto, c’è da aspettarsi questo e… anche di peggio.

E, allora, si torna al vecchio bipolarismo…