Iris Apfel e il suo magico mondo “alla moda”. Ultranovantenne, ma famosa solo nel 2005 quando… Prima Parte

La fama, quella vera, quella a livello internazionale è arrivata oltre gli 80 anni. Da virtuosa decoratrice di interni ma non ancora popolare è diventata col tempo l’oggetto del desiderio dei fotografi più ragguardevoli e con la copertine delle riviste di style che l’hanno immortalata a icona di classe mondiale. Tutto inizia nel 2005, quando il Metropolitan Museum di New York organizza – per sostituire un personaggio che aveva deluso i promotori dell’evento- una mostra della Apfel con gran parte degli abiti, degli accessori e di altri oggetti della sua collezione privata. Il budget pubblicitario è limitatissimo, ma avrà un impatto molto positivo quando arriveranno gli ospiti invitati alla manifestazione: alcuni cominceranno a fotografare tutta la mostra, altri telefoneranno a designer e case di moda per comunicare la piacevole sorpresa. Dopo pochi mesi le catene delle boutique di moda cominciano ad interessarsi e vogliono scoprire chi effettivamente ci sia dietro questo nuovo stile che fonde varie tendenze della moda di ieri e di oggi. Da qui alla fama il passaggio sarà breve, quando Iris sarà ospite d’onore a Barcellona dello 080 Barcelona Fashion, dove viene eletta il personaggio più rilevante di quell’evento di moda.

Coloro che ancora non conoscono il suo nome, Iris Apfel, avranno più familiarità con quell’immagine dai corti capelli bianchi, enormi occhiali rotondi e una faccia foderata di rughe tanto bella quanto rivelatrice. Sono quelli di una donna di 96 anni che accetta la sua età e non si è mai messa nelle mani del chirurgo plastico per camuffarla. I suoi amici indicano anche una saggezza di cui non si vanta, ma che è interpretata come agile e spesso carica di senso dell’umorismo. Pensa che sia divertente essere una specie di ragazza di oltre novant’anni, sebbene si distingua da queste ragazze, tra molte altre cose, per il fatto che non ha ancora smesso di lavorare. “Tutti i giovani premono su quei tasti piccolissimiNon capisco niente. Ecco perché le relazioni non durano. Dal punto di vista della tecnologia, vivo nel diciassettesimo secolo. È evidente che la mia vita è cambiata dopo la mostra. Incredibilmente, ho incontrato migliaia di persone interessate a me, le quali mi hanno dato l’opportunità di esprimermi attraverso la moda, qualcosa che non avevo mai fatto prima. Sono stata in grado di progettare scarpe, borse e persino una linea di trucchi MAC. È stato meraviglioso.”

Iris con il marito Carl Apfel   image

La passione più grande di Iris è quella di essere viva. Ama creare cose nuove, molto diverse l’una dall’altra. Sostiene senza mezzi termini di essere felice di avere abbandonato la decorazione e di essersi dedicata alla moda. E’ una delle sue attività più soddisfacenti che le permette di ergersi a professoressa all’Università del Texas quale tutor di studenti di moda. Ha scritto libri ed è stata la protagonista di un documentario del compianto Albert Mayles. Dirà di tale esperienza:” Com’è andata?
Ero a malapena consapevole che mi stavano filmando. Albert mi stava seguendo con la cinepresa da tutte le parti, ma senza disturbare. Non aveva sceneggiatura o niente di premeditato; registrava ciò che stava emergendo. Era una sparatoria lunga, ma con colpi brevi, e con il materiale che avevo avrei potuto fare due o tre film in più. Sono felice del risultato.” 
Inoltre compare anche suo marito, Carl (morto il primo agosto 2015 a 101 anni). Cosa li ha tenuti insieme per quasi sette decenni?  Il senso dell’umorismo. E questo per loro è sempre stato molto importante, a cui dare molto spazio.

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È la curiosità che la spinge ad andare avanti. Non avrebbe mai voluto un amico non curioso. Importante come l’umorismo da cui attinge anche per creare i suoi capi. Ogni giorno scopre qualcosa di nuovo, anche se la curiosità implica molto di più, perché la costringe ad uscire, a scoprire cose, a indagare. Non vuole assolutamente che si confonda la curiosità con il gossip: non le interessa sapere chi sta dormendo con chi o con chi fa colazione quell’attore la mattina. Non sopporta i social network. Afferma che stanno uccidendo le relazioni personali. I giovani non parlano più tra loro. Sono in grado di leggere, scrivere, fare operazioni matematiche, ma solo premendo dei  pulsanti con macchine che fanno e pensano per loro; sembra sia l’unica cosa che sanno fare. Asserisce con convinzione: “Se devono andarsene, non lo dicono, lo digitano anche se si trovano di fronte l’un l’altro, comunicano attraverso i loro telefoni cellulari. È pazzesco, non capisco niente. Ecco perché i matrimoni e le relazioni non durano.” Iris sa, però, che il suo nome è molto ricercato su Internet, ma non vi presta attenzione. Dal punto di vista tecnologico è come se vivesse in ben altri secoli del passato. Ammette che si possono trovare cose meravigliose sul web, ma il suo uso è troppo esagerato. Per lei il vero problema è che le persone non pensano più e hanno perso la curiosità. Se vuoi sapere qualcosa al diavolo i libri, basta premere il pulsante e tutto è già fatto. ” Mi sembra che tutto ciò stia mettendo in pericolo l’umanità.”

Del Fashion pensa :”Per me è preferibile essere a proprio agio che seguire come automa la moda, basta essere felici di andare ben vestiti. È sciocco impazzire per la moda “. Iris sostiene che in questo momento il mondo è un posto triste, per tutta la distruzione che sta avvenendo. Non vede un futuro roseo. Beh, sì, ci sono grandi scoperte scientifiche, ma non crede che ci sarà alcuna esplosione artistica a breve termine. È abbastanza scioccante che con la sua voglia di vivere veda tutto questo nero. Dice :” È che ogni giorno ci svegliamo con un attacco terroristico, è molto spaventoso.” Anche il mondo della moda per lei è molto noioso e triste, non c’è creatività o originalità. L’unica cosa che interessa ai designer è la sicurezza…e non la rischiano. Pensano sia sufficiente disegnare un’immagine su carta e inviarla in Cina per essere riprodotta in un abito. Prima potevi comprare cose molto diverse in ogni posto ed eri in grado di distinguere di dov’era una persona semplicemente dal modo in cui si vestiva. Per Iris, ora siamo in uniforme. Quanti jeans abbiamo nell’armadio? Non vuole essere fraintesa perchè anche a lei piacciono e ne fa uso. In effetti, è stata una delle prime donne nel suo paese a indossarli. Ma tutti i vestiti li vede molto simili. “A New York, le donne indossano sempre il nero“, è solita dire. Tranne lei. Quando lo fa porta accessori e scarpe che contrastano e attirano l’attenzione. Le piacciono gli abiti originali, i colori, le stampe. Adora le giacche Custo che indossa spesso. È audace.  Il suo stile non è qualcosa di studiato, premeditato, ma si è sviluppato nel tempo.
Mai nella sua vita ha fatto nulla di intenzionale, nemmeno nel mondo degli affari. Porta avanti le cose come sente di doverlo fare in ogni momento e suppone che si evolveranno in seguito. Ma non è mai consapevole.

 

 

 

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Il mondo incantato di Iris Apfel, la signora dallo stile unico e inimitabile

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Questa, una parte del mondo della grande Iris Apfel.