Il sacro Battaglione di Tebe, come racconta Plutarco,era formato da 300 soldati omosessuali

Il Battaglione Sacro di Tebe, una compagnia di soldati fortissimi, come racconta Plutarco, era formato da 300 omosessuali.
Oggigiorno, grazie alla bibliografia scritta che ci ha lasciato lo storiografo, possiamo conoscere un’infinità di fatti accaduti in un’epoca nella quale le battaglie, per conquistare nuove nazioni, erano una routine giornaliera. Le città-stato che componevano quella che conosciamo oggi come la Grecia, si disputavano ogni palmo di terreno per difendersi dagli attacchi nemici che venivano portati da potenti eserciti di elite. Forse il più noto di tutti è stato l’esercito spartano, che era composto dai soldati più disciplinati e impegnati per la causa che, probabilmente, abbia mai raccontato la storia.

Ma un’altra città pretendeva di ottenere l’egemonia di possedere il più valoroso e perfetto esercito di quanti ce ne fossero nella regione: Tebe, i cui interessi politici passavano per la nota inimicizia con Sparta. Il militare di origine nobile Górgida fu chiamato a formare un battaglione la cui disciplina e forza fosse simile a quello che, un secolo prima, tanti trionfi riserbò al re Spartano Leónida. Con l’eccezione che il Battaglione Sacro di Tebe consisteva di 150 coppie di soldati omosessuali, i cui legami sentimentali, spiega Plutarco, rafforzavano l’impegno di questi quando combattevano.  Ogni coppia era composta da un maschio adulto e un giovane iniziato (molto comune in quei tempi tale unione). Il veterano, conosciuto come Heniochoi, o guida, istruiva il giovane allievo, chiamato Paraibatai (compagno), non solo nelle arti d’amore, ma anche nelle strategie militari che doveva rispettare sul campo di battaglia.

Plutarco, racconta ed evidenzia come i due affiliati dello stesso battaglione, se ci fosse stata una relazione tra loro, avrebbero lottato instancabilmente per essere degni dell’amore e il rispetto del proprio partner, non volendo essere in imbarazzo agli occhi della persona amata. Per tale motivo, i due avrebbero lottato sino al limite. Se uno fosse stato ucciso durante la battaglia l’altro sarebbe stato oggetto di feroci ritorsioni. E così è stato, per oltre tre decenni (il periodo in cui l’esercito non perse una sola battaglia) divenne il complesso militare più potente, superando anche quello spartano. Ma, l’unica sconfitta arriverà nella storica battaglia di Cheronea, nella quale la strategia utilizzata da Filippo II di Macedonia, accanto a suo figlio Alessandro Magno, altro storico gay, amante di Efestione, riuscirà a debellare l’esercito più insigne della sua epoca.

Mentre il resto dell’esercito tebano si dette alla fuga, le 150 coppie che componevano il Battaglione Sacro di Tebe, rimasero compatte e lottarono fino all’ultimo momento, anche se era già chiara la loro tragica fine.
Filippo di Macedonia, dopo la vittoria, riconobbe l’enorme merito e il coraggio di quel gruppo di uomini che combatterono ferocemente fino all’ultimo istante di vita per non deludere la patria e il proprio compagno di battaglia e…d’amore.

 

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Prostituzione, un lavoro -diventato col tempo- tipicamente borghese

Negli ultimi tempi, la depenalizzazione delle teorie sulla prostituzione è diventata popolare, anche in settori del femminismo che in passato si erano completamente opposti a qualsiasi lavoro sessuale. Secondo questo punto di vista, detto lavoro viene liberamente scelto (ad eccezione di determinati casi), è parte dell’identità del lavoratore e, in molte circostanze, è un’opzione di occupazione molto più redditizia, e quindi più accettabile rispetto ad altre. Come spiegato da molte escort o semplici prostitute di strada tale “impiego” è più congeniale di un lavoro presso un McDonald’s o un teleselling qualunque.
Ed è un argomento convincente. Legittimando la prostituzione, affermano i suoi sostenitori, i lavoratori saranno liberati dalla stimolazione sociale e godranno di una migliore protezione contro i rischi insiti nel loro lavoro. Ma non tutti sono d’accordo, nemmeno le prostitute.

Alcune femministe e comuniste, hanno ultimamente protestato in vari Paesi Occidentali ( Roma, Regno Unito, Francia…) contro la polarizzazione della “depenalizzazione libertaria” e contro il “progetto parallelo di sanificazione e legittimazione” del lavoro sessuale. Molte di loro, cresciute in quartieri malfamati da madri single, hanno detto ai clienti di appartenere a famiglie borghesi, felici e conservatrici. Hanno spiegato in varie interviste rilasciate ai media che la tendenza attuale è il risultato dei “progressi tecnologici e la pratica postmoderna di concentrarsi su esperienze individuali (piuttosto che le tendenze collettive o generali) e che occorre guardare ciò che le cose sembrano essere e non ciò che sono realmente. ”

In altre parole, la tendenza a concentrarsi sull’identità personale e sulla sfera privata delle lavoratrici, piuttosto che sulla prostituzione come business, consumo e riproduzione dei rapporti di potere, è un processo di “ingegneria politica”. Lo sanno bene, perché tali prostitute sono passate dalla classe operaia all’apparente sicurezza della classe media … il che è anche peggio. Se lo desideri, puoi anche essere una borghese. La storia del lavoro sessuale è iniziata liberamente, o liberamente come una donna in una relazione in cui subisce abusi. Cioè, senza sapere esattamente il suo lato oscuro. In generale, molte di loro spiegano, che tutte le loro compagne di liceo venivano dalla classe operaia e finivano per prostituirsi con l’idea di fare soldi facili e veloci.

Inoltre, non c’è bisogno di qualificazione. La storia stessa di molte squillo proviene da un ambiente di bassa classe, cresciute in un quartiere pericoloso grazie al solo stipendio della madre single. Tuttavia, sono solite dire ai clienti che le loro origini sono borghesi e che hanno deciso di dedicarsi alla prostituzione per soddisfare il  “vorace appetito sessuale”. Perché? Non è solo un lavoro, ma una buona vita data dagli alti incassi giornalieri. E qui si arriva inevitabilmente alle “escort indipendenti”, che possono farsi pubblicità su Internet personalmente e non dipendere dalle vecchie strutture della prostituzione. Né papponi né madama. Il semplice fatto di aumentare le loro tariffe le rende automaticamente parte dell’élite: i tic della classe media divengono spesso essenziali, con le escort che promuovono la loro istruzione universitaria, la loro etichetta raffinata, i loro viaggi e i loro hobby.

Il lavoro nel bordello è brutale per i loro corpi, ma lavorare come escort indipendenti spesso esaurisce il loro spirito. Ora sono un prodotto da propagandare.   Hanno dettagliato la propria formazione universitaria, la passione per scrittori come Will Self, la preferenza per i vini rossi. Qualunque cosa affermi la loro identità di prostituta borghese. Per molte prostitute è stato facile fare il salto da puttana di strada a lavoratrice indipendente, perché forse è come passare dall’essere un lavoratore salariato a un imprenditore. Tuttavia, l’entusiasmo per condizioni di vita materiali leggermente migliori e una presunta “civiltà” di settore durano poco, perché, come è successo a tante professioniste libere, improvvisamente si sono rese conto che il nuovo ambiente di lavoro richiedeva ancora di più da loro.

Per competere in questo nuovo ambiente virulento, l’esposizione diventata una necessità, una droga pericolosa. Devi essere sempre “in prima pagina”, altrimenti sei dimenticata. Scattare decine di fotografie con nudi molto aggressivi, scrivere blog, connettersi alla web-cam … diversificare. È sempre più comune che le squillo comincino a comparire nei film porno, o che le attrici porno inizino a prostituirsi. L’ aver girato un film è, dopo tutto, una buona rivendicazione pubblicitaria. Alla fine, tuttavia, questa retorica ha uno scopo politico, legato al liberalismo (libertario). Proprio come il termine “lavoratore tessile” nasconde la realtà dei laboratori di sfruttamento del Terzo Mondo, il concetto di “sex worker” serve a “legittimare l’industria del sesso come un affare moralmente neutrale”. Il desiderio di una completa depenalizzazione è, infatti, il diritto degli affari a espandersi senza l’intervento dello stato o la preoccupazione per le lavoratrici. Ed ecco perché la prostituzione è di nuovo come tante opere contemporanee, in cui la felicità, lo stato e la realizzazione personale o l’accesso ad una presunta vita da classe media mascherano la triste realtà del lavoratore, che trova poca consolazione nel suo attuale stato sociale.

 

L’Italia senza politica e rappresentanti politici. Fine della democrazia rappresentativa

Con questi politici e, quindi, questa politica, gli elettori evitano come la peste bubbonica le urne, di conseguenza ai partiti vengono a mancare gli iscritti e la fiducia verso la politica è ai minimi termini. Chi ancora protesta e vorrebbe generare conflitti e tensioni viene emarginato e il tutto ridimensionato ad un problema di ordine pubblico. In poche parole, gli italiani non hanno una politica a cui affidarsi. Simmetricamente, la politica dimostra al mondo intiero di non avere assoluto bisogno dei cittadini e contrasta il loro disinteresse con leggi elettorali che donano ben infiocchettati seggi al primo partito, cosicchè chi si ritrova in minoranza si rinnova in maggioranza nelle istituzioni, e con le pochissime riforme volute da un cerchia oligarchica quasi sempre a livello sovranazionale.

Tutto ciò porterà, anzi sta portando, alla fine della democrazia rappresentativa, da sempre fondata su uno strettissimo vincolo tra i cittadini e i loro rappresentanti politici. Siamo in una situazione disperata, senza via d’uscita, del tutto negativa. E, all’orizzonte non si intravede la minima possibilità di ripresa o di un nuovo inizio poichè i vari Di Maio, Salvini, Renzi, Berlusconi, Martina, Meloni e via dicendo, stanno facendo di tutto affinchè le strade degli italiani e quelle della politica non tornino mai più a congiungersi.

Primavera, aumenta il desiderio e facciamo più sesso. Fondamentale l’aumento delle ore di luce

Sebbene sia d’attualità affermare che la primavera attiva il desiderio e siamo più ricettivi verso l’amore e le relazioni sessuali, tutto ciò ha comunque solide basi scientifiche. Benchè non sia la stagione dell’anno un fattore esclusivo per innescare il nostro desiderio e la voglia di contattare altre persone, la primavera ha qualcosa che altera il nostro sangue, anche se sembra che le cose stiano cambiando. L’aumento delle ore di luce è molto incoraggiante. Innumerevoli persone in inverno entrano e escono dal lavoro senza salutare il sole. Ciò influenza il loro umore e, quindi, tutte le aree della loro vita, compresa la sessualità e il desiderio. Il sole, che è un afrodisiaco e antidepressivo naturale, ci consente di processare il 90% di vitamina D. Il restante 10% verrà trattato con una dieta adeguata. La vitamina del sole, come è noto, oltre a intervenire in vari processi salutari e necessari per il nostro corpo, è molto positiva anche con i livelli dell’umore e del testosterone.

Questo ormone maschile svolge un ruolo molto importante nella sessualità ed è associato al desiderio. Un altro ormone importante che aumenta la sua produzione in primavera è il cosiddetto luteinizzante che viene associato con l’ovulazione, aumentando la temperatura delle donne durante questa fase e offrendo un migliore colore e aspetto, che è conosciuto come il “rosso invisibile”. Secondo alcuni studi, rende le donne più attraenti, essendo un segno involontario della fertilità e fa capire che è il momento della fecondazione. E’ normale sentirsi più belle e seducenti durante l’ovulazione, e la cosa è a conoscenza di molti, e, curiosamente, è la stagione più propizia per dipingere le unghie e labbra rosse, indossare la minigonna o una profonda scollatura e notare che la voce cambia ed è più seducente per gli altri, soprattutto per il sesso maschile eterosessuale, come riportato da vari studi dell’antropologa Helen Fisher. Naturalmente, gli ormoni più caldi, il testosterone e la luteinizzazione, contribuiscono ad aumentare il desiderio sessuale di uomini e donne, anche se non sono un fattore determinante, perchè influenzano ogni persona in modo diverso.

Se l’atteggiamento amatorio non è accompagnato da stimoli ambientali non sufficienti, perché non desideriamo il nostro partner, o perchè non funziona la sua arte erotica, il nostro desiderio sessuale non farà scattare la molla della passione che viene allora sostituita dal cibo, dallo sport o da qualsiasi attività che ci motiva. Come sempre in una questione di sessualità, il modo in cui usiamo il cervello è la chiave primaria. Non possiamo dimenticare che siamo animali e sebbene il nostro zelo sia o possa essere permanente abbiamo vette e strapiombi del desiderio, come è naturale. Le temperature ci influenzano, ma entriamo più facilmente in calore se c’è una predisposizione a questo. I centri di pianificazione familiare, dove le persone vanno a cercare e chiedere la pillola post coitale, o quelli in cui si realizzano i test per le infezioni trasmesse sessualmente dopo la rottura di un preservativo, per esempio, offrono dati interessanti. In questi luoghi un numero maggiore di persone si reca nei mesi primaverili ed estivi, nelle notti di venerdì e di sabato. Inoltre, la menopausa di solito appare con maggiore probabilità in inverno, con il picco più basso in estate. Anche il luogo in cui siamo è importante. Nei paesi dove ci sono grandi differenze stagionali in relazione alla luce solare, il tasso di concepimento più alto si verifica in estate, meno in inverno e la maggior parte delle nascite si verifica in primavera.

Negli anni ’40, le città settentrionali, molto più fredde in generale durante l’anno, di solito mostravano un picco di nascite alla fine dell’inverno, il che indicava che il picco del concepimento si sarebbe verificato in tarda primavera e all’inizio dell’estate. Negli anni ’80 il modello si è modificato, evidenziando più nascite alla fine dell’estate, essendo il concepimento alla fine dell’autunno. Queste sono solo esplorazioni, siamo noi  quelli che possono influenzare la nostra sessualità, indipendentemente dal luogo, dalla stagione e dal resto delle circostanze. E faremmo meglio a farlo sin da subito, dal momento che le varie stagioni, ormai da anni, non si differenziano poi così molto a causa dell’effetto serra e via dicendo. Se lo vediamo dal lato positivo, con le stagioni invernali, primaverili, estive e autunnali, l’apice del desiderio e delle relazioni sessuali dovrebbe essere  l’intiero anno. Se non fosse per le conseguenze negative del cambiamento climatico che abbiamo prodotto sul pianeta, sarebbe meraviglioso. Ci prenderemo cura del mondo e la nostra sessualità prospererebbe quando lo desideriamo. La considero un’ottima idea, non credete?

Iris Apfel e il suo magico mondo “alla moda”. Da arredatrice a icona del fashion più estroso. Seconda e ultima parte

Grande icona della moda, ma per la maggior parte della sua vita designer di interni. E il vecchio mestiere non le manca affatto! Per Iris la moda è molto più divertente e bizzarra. Inoltre, per lei, anche l’arte e la decorazione mancano di originalità. Le case che appaiono nelle riviste sono tutte uguali, sembrano stanze di un hotel di lusso, eleganti ma senza personalità. In una abitazione dove vivi ci deve essere qualcosa fuori posto; se no, non ha anima. Da sempre afferma che sarebbe stato interessante lavorare ( lei che vi ha lavorato davvero) alla Casa Bianca per nove presidenti degli Stati Uniti.
C’è una certa confusione in ciò, quello che ha fatto è stato restaurare cose come tende o arazzi, perché con suo marito avevano un’azienda in cui riproducevano vecchi tessuti con metodi artigianali. Nessuno può toccare la decorazione della Casa Bianca, c’è un dipartimento che lo controlla, tranne che nelle stanze private dei presidenti. L’unica cosa che si può fare è ripristinare i mobili o le carte sul muro nel modo più affidabile. Puoi contribuire con idee, ma il risultato deve essere il più vicino all’originale, anche se è orribile.

Iris Apfel collection.

 

 

 

 

È ridicolo vedere donne oltre i 50 anni con abiti disegnati per giovani corpi. Perché nessuno fa vestiti da sera con le maniche? “ Quante volte esprime tale suo desiderio. La moda per la Apfel è lo specchio di tutto ciò che accade, dalla politica ai movimenti sociali, dall’economia alla cultura popolare del nostro tempo. Per questa stupenda signora il periodo più interessante dal punto di vista della cultura e dell’arte va dagli anni ’50 agli anni ’80. Sono stati anni molto creativi e innovativi. Adora quelle volte in cui le donne cercavano di essere belle: quando avevano un appuntamento andavano dal parrucchiere, si rimettevano a posto. “Trovo sconvolgente vedere la gente tutto il giorno in infradito e vestita come per andare in spiaggia. Penso ci aiuterebbe ad essere migliori vestirsi bene e prendersi più cura di noi stessi“, ripete continuamente. Andare tutto il giorno in ciabatte per lei non è il massimo della comodità. Allo stesso tempo non occorre prepararsi come per andare ad un matrimonio. Puoi essere presentabile anche con semplicità e un tocco di eleganza.
Per Iris è preferibile essere a proprio agio in qualunque situazione, anche ad una sfilata; bisogna solo essere felice di ciò che indossi.

 

 

 

È sciocco impazzire per la moda. Ma nemmeno dobbiamo raggiungere gli estremi attuali. Importanti divengono gli accessori, a giudicare dall’impressionante collezione che si vede nel documentario a lei dedicato. Tutto ciò dimostra che è sostanzialmente più interessata allo stile che al fashion. Perché è qualcosa che viene da dentro e che non puoi ottenere con i soldi. La moda può essere comprata da chiunque; lo stile deve essere lavorato, è un’attitudine e non ha a che fare con l’abbigliamento che è più o meno bello. Chi ha uno stile sa combinare ciò che indossa e non ha bisogno di pagare molto per distinguersi dagli altri. Dice dei suoi gioielli:
Non ho molti gioielli buoni, non mi interessano diamanti, oro o pietre preziose, preferisco gioielli innovativi e speciali. A Barcelona Fashion, ​​per 50 dollari ho comprato diverse collane e braccialetti e due bottoni di madreperla. Non ho nulla contro l’alta gioielleria, ma è troppo classica. Non è per me.” Quando si invecchia, dunque, si diventa più prudenti …
Molte persone pensano che invecchiare sia una sorta di peccato o qualcosa di spiacevole. Per lei tutto ciò è pazzesco e questa idea sta uccidendo l’industria della moda. Ci sono sempre più persone anziane con un alto potere d’acquisto, senza responsabilità familiari, con una vita sociale attiva e buona salute. Iris non capisce perchè le grandi ditte continuino a fare vestiti per donne di 18 anni, che non possono permetterselo perché molto costosi, e non pensano a quelle sopra i 50 anni. È ridicolo vedere signore di questa età con vestiti disegnati per giovani corpi. Perché non fanno abiti da sera con le maniche? Infatti, durante un’intervista ha detto: “Tesoro, se paghi $ 15.000 per un vestito, hai il diritto come minimo di avere le maniche”. 

 

 

 

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Iris, sempre in un’intervista ad una rivista di moda, ha confermato che una delle sue più arricchenti esperienze è il corso che porta avanti all’Università del Texas.
Qui ha scoperto che nelle scuole di moda, almeno negli Stati Uniti, non insegnano agli studenti come gestire la vita e credono che la moda sia una bolla isolata dal mondo. Lei cerca, allora, di infondere in questi giovani che esistono molte altre sfaccettature interessanti e che la moda non finisce solo sul tappeto rosso. Li porta a New York per incontrare persone che si dedicano a questo business nei suoi diversi aspetti. Così vedono che possono dedicarsi al marketing, sviluppare licenze, fare lavoro nei musei, nelle riviste … E il tutto è spiegato dai migliori professionisti del settore, persone di alto livello che sono liete di riceve questi ragazzi. Molti le hanno detto che è stata la migliore esperienza della loro vita. Li aiuta ad immergersi in un mondo che non conoscono completamente, apre le loro menti. Ricevono lezioni di vita.
E Iris Apfel dice ai suoi studenti di provare a scoprire chi sono veramente e cosa vogliono ottenere; che non devono saltare i passaggi o seguire le tendenze che segnano gli altri. E non avere tante riviste di fashion tra le mani. È molto più importante essere onesti con se stessi e mettere passione in tutto ciò che si fa, qualunque cosa sia, perché se così non fosse, non ne varrebbe la pena. ” Cerco anche di infondere in loro che devono iniziare dal basso, perché un lavoro meraviglioso non li aspetta certo dietro l’angolo. Quelli che si immaginavano famosi appena cominciato poi si sentiranno dei  frustrati si arrenderanno  e torneranno a casa tra lacrime e lamenti. Devono imparare bene il mestiere, ma non lasciare cadere i loro anelli se il boss chiede loro di passare la scopa.”

Iris Apfel e il suo magico mondo “alla moda”. Ultranovantenne, ma famosa solo nel 2005 quando… Prima Parte

La fama, quella vera, quella a livello internazionale è arrivata oltre gli 80 anni. Da virtuosa decoratrice di interni ma non ancora popolare è diventata col tempo l’oggetto del desiderio dei fotografi più ragguardevoli e con la copertine delle riviste di style che l’hanno immortalata a icona di classe mondiale. Tutto inizia nel 2005, quando il Metropolitan Museum di New York organizza – per sostituire un personaggio che aveva deluso i promotori dell’evento- una mostra della Apfel con gran parte degli abiti, degli accessori e di altri oggetti della sua collezione privata. Il budget pubblicitario è limitatissimo, ma avrà un impatto molto positivo quando arriveranno gli ospiti invitati alla manifestazione: alcuni cominceranno a fotografare tutta la mostra, altri telefoneranno a designer e case di moda per comunicare la piacevole sorpresa. Dopo pochi mesi le catene delle boutique di moda cominciano ad interessarsi e vogliono scoprire chi effettivamente ci sia dietro questo nuovo stile che fonde varie tendenze della moda di ieri e di oggi. Da qui alla fama il passaggio sarà breve, quando Iris sarà ospite d’onore a Barcellona dello 080 Barcelona Fashion, dove viene eletta il personaggio più rilevante di quell’evento di moda.

Coloro che ancora non conoscono il suo nome, Iris Apfel, avranno più familiarità con quell’immagine dai corti capelli bianchi, enormi occhiali rotondi e una faccia foderata di rughe tanto bella quanto rivelatrice. Sono quelli di una donna di 96 anni che accetta la sua età e non si è mai messa nelle mani del chirurgo plastico per camuffarla. I suoi amici indicano anche una saggezza di cui non si vanta, ma che è interpretata come agile e spesso carica di senso dell’umorismo. Pensa che sia divertente essere una specie di ragazza di oltre novant’anni, sebbene si distingua da queste ragazze, tra molte altre cose, per il fatto che non ha ancora smesso di lavorare. “Tutti i giovani premono su quei tasti piccolissimiNon capisco niente. Ecco perché le relazioni non durano. Dal punto di vista della tecnologia, vivo nel diciassettesimo secolo. È evidente che la mia vita è cambiata dopo la mostra. Incredibilmente, ho incontrato migliaia di persone interessate a me, le quali mi hanno dato l’opportunità di esprimermi attraverso la moda, qualcosa che non avevo mai fatto prima. Sono stata in grado di progettare scarpe, borse e persino una linea di trucchi MAC. È stato meraviglioso.”

Iris con il marito Carl Apfel   image

La passione più grande di Iris è quella di essere viva. Ama creare cose nuove, molto diverse l’una dall’altra. Sostiene senza mezzi termini di essere felice di avere abbandonato la decorazione e di essersi dedicata alla moda. E’ una delle sue attività più soddisfacenti che le permette di ergersi a professoressa all’Università del Texas quale tutor di studenti di moda. Ha scritto libri ed è stata la protagonista di un documentario del compianto Albert Mayles. Dirà di tale esperienza:” Com’è andata?
Ero a malapena consapevole che mi stavano filmando. Albert mi stava seguendo con la cinepresa da tutte le parti, ma senza disturbare. Non aveva sceneggiatura o niente di premeditato; registrava ciò che stava emergendo. Era una sparatoria lunga, ma con colpi brevi, e con il materiale che avevo avrei potuto fare due o tre film in più. Sono felice del risultato.” 
Inoltre compare anche suo marito, Carl (morto il primo agosto 2015 a 101 anni). Cosa li ha tenuti insieme per quasi sette decenni?  Il senso dell’umorismo. E questo per loro è sempre stato molto importante, a cui dare molto spazio.

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È la curiosità che la spinge ad andare avanti. Non avrebbe mai voluto un amico non curioso. Importante come l’umorismo da cui attinge anche per creare i suoi capi. Ogni giorno scopre qualcosa di nuovo, anche se la curiosità implica molto di più, perché la costringe ad uscire, a scoprire cose, a indagare. Non vuole assolutamente che si confonda la curiosità con il gossip: non le interessa sapere chi sta dormendo con chi o con chi fa colazione quell’attore la mattina. Non sopporta i social network. Afferma che stanno uccidendo le relazioni personali. I giovani non parlano più tra loro. Sono in grado di leggere, scrivere, fare operazioni matematiche, ma solo premendo dei  pulsanti con macchine che fanno e pensano per loro; sembra sia l’unica cosa che sanno fare. Asserisce con convinzione: “Se devono andarsene, non lo dicono, lo digitano anche se si trovano di fronte l’un l’altro, comunicano attraverso i loro telefoni cellulari. È pazzesco, non capisco niente. Ecco perché i matrimoni e le relazioni non durano.” Iris sa, però, che il suo nome è molto ricercato su Internet, ma non vi presta attenzione. Dal punto di vista tecnologico è come se vivesse in ben altri secoli del passato. Ammette che si possono trovare cose meravigliose sul web, ma il suo uso è troppo esagerato. Per lei il vero problema è che le persone non pensano più e hanno perso la curiosità. Se vuoi sapere qualcosa al diavolo i libri, basta premere il pulsante e tutto è già fatto. ” Mi sembra che tutto ciò stia mettendo in pericolo l’umanità.”

Del Fashion pensa :”Per me è preferibile essere a proprio agio che seguire come automa la moda, basta essere felici di andare ben vestiti. È sciocco impazzire per la moda “. Iris sostiene che in questo momento il mondo è un posto triste, per tutta la distruzione che sta avvenendo. Non vede un futuro roseo. Beh, sì, ci sono grandi scoperte scientifiche, ma non crede che ci sarà alcuna esplosione artistica a breve termine. È abbastanza scioccante che con la sua voglia di vivere veda tutto questo nero. Dice :” È che ogni giorno ci svegliamo con un attacco terroristico, è molto spaventoso.” Anche il mondo della moda per lei è molto noioso e triste, non c’è creatività o originalità. L’unica cosa che interessa ai designer è la sicurezza…e non la rischiano. Pensano sia sufficiente disegnare un’immagine su carta e inviarla in Cina per essere riprodotta in un abito. Prima potevi comprare cose molto diverse in ogni posto ed eri in grado di distinguere di dov’era una persona semplicemente dal modo in cui si vestiva. Per Iris, ora siamo in uniforme. Quanti jeans abbiamo nell’armadio? Non vuole essere fraintesa perchè anche a lei piacciono e ne fa uso. In effetti, è stata una delle prime donne nel suo paese a indossarli. Ma tutti i vestiti li vede molto simili. “A New York, le donne indossano sempre il nero“, è solita dire. Tranne lei. Quando lo fa porta accessori e scarpe che contrastano e attirano l’attenzione. Le piacciono gli abiti originali, i colori, le stampe. Adora le giacche Custo che indossa spesso. È audace.  Il suo stile non è qualcosa di studiato, premeditato, ma si è sviluppato nel tempo.
Mai nella sua vita ha fatto nulla di intenzionale, nemmeno nel mondo degli affari. Porta avanti le cose come sente di doverlo fare in ogni momento e suppone che si evolveranno in seguito. Ma non è mai consapevole.