Prigioniero della disperazione più cupa

Inizio a correre in giardino come fossi su un tapis roulant -in metodo non stop- per cercare di far passare il dolore che ho dentro, e ad ogni scatto lo lascio un po’ più indietro; quel peso non mi fa respirare, è come un cappio al collo. Il cielo è coperto e freddo e le mie mani sanguinano consumate dal gelo, mentre gli alberi nudi delle foglie e l’erba gialla, come fosse stata bruciata, trasformano il tutto nel peggior inverno della mia tristezza. Non so dove andare, so solo che non riesco a smettere, perchè nel momento in cui lo faccio riprendo coscienza del mio totale malessere. Che sofferenza avere un problema terribile e non sapere dove e come trovare la soluzione, dove ottenere delle risposte.

Guardo il cielo sperando di scorgere un segnale che rapidamente trasformi questo stato d’animo in qualcosa di sopportabile, ma allo stesso tempo ho paura di smettere di correre, di tornare con la mia mente alla disperazione più profonda. Mi sento stanco, più dentro che fuori. Vorrei trovare un metodo per perdere coscienza così da estraniarmi dalla realtà. Poi tento di pensare a qualcosa di più risolutivo, di pace e abbandono totale. Un colpo di fortuna sarebbe dimenticare il mio passato e avere la possibilità di ricominciare da zero, ma dovrei azzerare anche i momenti felici e le persone che mi amano. Ma ho avuto momenti felici? Ho conosciuto persone che mi amassero?

Scorgo alcune donne che sorridono e mi chiedo perchè lo facciano, perchè si mostrino sebbene così vicine a me, non hanno capito che io sono la tristezza che imputridisce tutto ciò che osserva? A un certo punto forse si sono accorte chi sono dentro, della mia sciagurata esistenza… Sì, ma esisto? Vivere, soffrire, disperarsi, non è già essere defunti? Mi vergogno di ammettere che ho pensato a soluzioni drastiche, la mia mente era orgogliosa ora è solo una scura nube senza lagrime. Cerco da qualche parte una soluzione, ma non non la trovo. Non la troverò mai! Continuo a correre, le mie forze scarseggiano, non riesco a fermarmi, non posso. Non voglio!

Questa immensa fatica mi fa sobbalzare, sto dimenticando il perché di questo sforzo senza pausa. Mi sento abbandonato, tutto lo sguardo indifferente degli altri è verso il mio martellante dolore che non intuiscono. Ad un certo punto qualcuno noterà che soffro? Che altro non è che un falso correre? Mi fermo all’improvviso, quasi in attesa di un abbraccio che non arriverà mai, e mi rendo conto che la soluzione non è nella gente…è in me, devo trovare una spiegazione. Mi chiedo se si possa pensare al futuro in simili condizioni. L’inevitabile arriva, mi blocco e così capisco che il dolore è ancora lì e ora devo prendere la via del ritorno, stanco e dolorante in tutto il corpo. Alla fine mi desto e torno alla realtà.

Il sole è sorto. Presto arriverà la sera con i suoi terribili spettri dai volti conosciuti. Una notte in più mentre mi nascondo dietro la luce della luna. Il buio è mio compagno unitamente ai miei dolorosi sospiri e alle mie delusioni. Ho bisogno di cercare e trovare quel relitto d’anima, di rinvenire qualcosa di rilassante. Oh mia anima senza pietà, non hai compassione di me, sono solo vittima del tuo gioco meschino perchè stasera come ogni sera mi sento perso e tu sei così irraggiungibile. Sei la mia non anima. Ti cerco e non ti trovo, ti chiamo e non sei accanto a me; ho solo una vaga speranza,che un giorno torni impietosita dal mio grido disperato.

Perdonami se ti ho perso, se lo puoi perdonami. Quel dì sono morto dentro, poi ho corso, sognato, ma solo nei miei pensieri; il tuo addio mi è stato fatale, come il commiato di un grande amore. Il tutto è diventato ineffabile. So di aver perso la mia battaglia e mi sento colpevole per la mia non reazione, perchè capisco quanto ti abbia usata e quanto mi sei stata d’aiuto. Poichè, quando ti possedevo ero un’altra persona, adesso quest’ansia è un pugnale nelle mie vene, così ti imploro e provo a riaprire la porta dietro la quale non ci sei mai. Eppure sai della mia angoscia, delle mie  non colpe. Dove sei?! Oh me disperato, non devo cadere nella follia sapendo che sono stato sconfitto con l’inganno più subdolo e gli altri godono vilmente della loro diabolica, satanica vittoria.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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