Cristiano Ronaldo e la sua eccessiva, ossessiva bramosia di approvazione da parte degli altri

Cristiano Ronaldo nel 2011, dopo la partita di Champions League con la Dinamo Zagabria, ebbe a dire durante un’intervista: ” Penso, poichè sono bello, ricco e un grandissimo giocatore, di essere molto invidiato”. Un giornalista gli aveva chiesto perchè l’arbitro non lo avesse tutelato nonostante i tanti falli e perchè tutti quei fischi rivolti a lui dalla tifoseria. Abbiamo viaggiato fino a marzo del 2018, quando il giocatore ha ricevuto il premio come migliore calciatore portoghese dell’anno e ha dichiarato di essere “il migliore, qualunque cosa si dica di me”. Sono solo due esempi ma non sono due esempi isolati. Altre sue frasi di non molto tempo fa: “Il mio calciatore preferito sono io”; “Ho dato un nove alla mia squadra ( Real Madrid), e per me ho dato dieci”; “A chi piace il calcio, ama Cristiano Ronaldo”. Tutto vero.

Lui è “il primo, secondo e terzo miglior giocatore del mondo”, usando un’altra sua locuzione- ne ha molte – essendo uno dei personaggi più noti del pianeta. Stipendio stratosferico, successo sportivo (ha vinto cinque palloni d’oro e quasi tutti i titoli possibili e immaginabili, meno la Coppa del Mondo) e una vita personale a volte fuori dagli schemi, ma completa. Sì, Cristiano è (ragionevolmente) bello e ricco ed è un grande calciatore. Ora è il momento della Coppa del Mondo in Russia con il suo Portogallo, campione d’Europa in carica. Ma Cristiano ha ragione quando si lamenta dell’invidia degli altri? Bisogna davvero essere riconosciuti come buoni o belli e per questo invidiati? Che cosa succede se sei un ragazzo di successo e non sai come affrontare tutto ciò che ti accade grazie a mille vittorie? Vittorie sportive e fisiche (anche), sociali, lavorative.

L’atteggiamento del giocatore del Real Madrid – al momento – sta dando l’idea dell’eccessivo bisogno di riconoscimento, un comportamento notato da tutti. Il riconoscimento da parte degli altri in fondo ci dà autostima e fiducia in noi stessi, ci permette di sapere che siamo sulla strada giusta e ci motiva ad andare avanti, e questo è positivo, il problema sorge quando abbiamo bisogno di tale riconoscimento in tutto ciò che facciamo e agiamo solo cercando l’adulazione.
Quindi, quando apprezzi le tue azioni, le tue parole, i tuoi comportamenti, i tuoi atteggiamenti e anche il tuo fisico e questi bisogni diventano quasi ossessivi, siamo di fronte a un riconoscimento malsano. Le possibili soluzioni sarebbero quelle di valutarsi obiettivamente per evitare di ricorrere sempre a elogi esterni; supporre di non piacere a tutti e questo dovrebbe essere fatto notare a R7 ogni giorno. Insomma, avere le proprie idee assumendo la convinzione che ogni persona sia diversa e che, in aggiunta, deve essere per forza così.

Anche il complesso di inferiorità ha molto a che fare con l’invidia. Perché notando che gli altri hanno di più, ci sentiamo automaticamente inferiori a loro. Con l’invidia succede che ci sentiamo male per ciò che non abbiamo o per la presunta mancanza di successo e canalizziamo questo dolore giudicando l’altra persona che lo ha raggiunto, infatti esiste una sana invidia, che riconosce il successo dell’altro anche se lo volevo per me stesso, e una malsana invidia che implica il desiderio di strappare quel successo a chi lo detiene.
La soluzione immediata è prendere il successo dell’altro e trarre da esso l’insegnamento o la forza per renderlo anche nostro. Nel caso del calciatore, sussistono entrambi gli stati d’animo, come gestire il bisogno di riconoscimento costante (che può essere “malsano, quasi ossessivo” ) con l’invidia generata da tutti i suoi movimenti. Il caso di Ronaldo è quello di una persona che non accetta bene la frustrazione e cerca sempre riconoscimenti, il suo modo di raggiungere l’approvazione esterna a volte è di essere orgoglioso e altre di mostrare quello che ha, siano le sue macchine o il suo talento, per reclamare questa preminenza.

Quale cristiano vedremo in questa Coppa del Mondo? Le cose non sembrano cambiare molto perché finiremo con un’altra delle sue frasi lapidarie. Subito dopo la finale della Champions League di qualche giorna fa, con un’altra coppa in tasca, un altro successo, il giocatore si è nuovamente espresso. “Forse la Champions dovrebbe cambiare nome: CR7 Champions League, chi ha più Champions e più gol?”,  ha detto, sorprendendo – ma non più di tanto – i fan. Orbene, Cristiano, abbiamo capito che hai di più di tutto. Complimenti! Ma ora dacci un taglio.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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