La storia dei nostri anni ’70 in sette parti. Sesta parte, il 1978: su tutto l’uccisione di Aldo Moro da parte delle BR…

1978. Un anno caratterizzato da eventi dolorosi. Il 16 marzo, in via Fani, le Brigate Rosse sequestrano Aldo Moro e lasciano dietro di se cinque morti, la scorta del politico. Il 9 maggio, il cadavere dell’Onorevole Moro viene rinvenuto nel bagagliaio di una Renault 4, in via Caetani. L’immagine di questa scena straziante rimarrà impressa nella mente di ogni cittadino italiano. Il 15 giugno, l’allora Capo di Stato Giovanni Leone viene travolto da un’accusa che lo vede implicato in una serie innumerevole di scandali. Darà le dimissioni. Al suo posto, l’8 luglio, è eletto Presidente Sandro Pertini. Si approva la legge sull’aborto e si chiudono i manicomi. Si avvicenderanno ben tre papi, poiché il 6 agosto muore Paolo VI (Papa Montini) e, il 26 agosto, Papa Luciani è il nuovo pontefice il quale però il 28 settembre muore dopo soli 33 giorni di pontificato. “Generale” di De Gregori scala le classifiche italiane dei dischi, mentre i Village People com YMCA quelle mondiali.

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Il 16 ottobre viene eletto Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla, primo pontefice straniero dopo secoli. La Fiat con la Ritmo aumenta le vendite; l’Argentina vince i mondiali di calcio in patria e in Italia trionfa il film di Ermanno Olmi “L’albero degli zoccoli”.

In televisione arriva la fortunatissima serie americana “Happy days” con i suoi imitatissimi personaggi Richie, Fonzie, Potsie… Va di moda un fenomeno che sembra non aver fine: l’avvistamento degli UFO. Li vedono tutti, persino il presidente americano Jimmy Carter. In Italia, Paese della fantasia, appaiono ognove. La disco music imperversa nello Stivale senza tregua e aumentano i DJ che formano una loro associazione il cui presidente è Renzo Arbore. I ventenni di quel periodo se uomini, sognano di diventare grandi calciatori o personaggi televisivi, se femmine, attrici o presentatrici TV, come Raffaella Carrà o Loretta Goggi.

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I giovani di provincia hanno mire meno grandi e si accontentano del Ciao, il celeberrimo motorino della Piaggio, di una ragazza che faccia battere loro il cuore all’impazzata, di essere promossi a giugno, ma anche settembre è comunque accettato, la patente per fare strage di cuori, affermare che amano la musica leggera per passare da intellettuali e avere un’avventura di fuoco con la madre bella e ricca del compagno di classe insopportabile.

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Ogni volta che scrivo, guardandomi indietro nel tempo, magari utilizzando vecchie riviste o fotografie, provo una sensazione alquanto strana, una dolce malinconia che mi prende l’anima e la mente. E’ come se mi osservassi allo specchio, ma dopo un po’ cominciassi a scorgere la mia immagine inghiottita in un altro spazio, come se si dischiudesse una porta all’interno della quintaessenza. E appena oltrepassata la soglia non mi riconosco più, quelle fotografie mostrano luoghi e persone diverse, offuscate, quasi estranee. Ma, sono io con quei capelli lunghissimi? E quello è Marco? Com’è diverso da allora. E quella strada vuota è la stessa ora percorsa da un incessante via vai di auto? Ogni volta è un completo spaesamento, e ogni cosa, di quelle immagini datate, ti appare più pulita, allegra, fresca, diversa.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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