La storia dei nostri anni ’70 in sette parti. Quinta parte, il 1977: gli anni di piombo, la parola “gambizzare”, indiani metropolitani…

1977. Uno degli anni più complicati della nostra storia recente, e ribattezzato anche come “anno di piombo”, come saranno anche definiti gli altri in seguito. Infatti, ci risvegliamo con il tremendo incubo delle Brigate Rosse che perpetrano in tale lasso di tempo numerosi attentati.

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Sentiremo parlare di “gambizzare”, poiché saranno molti i personaggi politici e del giornalismo vittime di questi vigliacchi assalti terroristici con fine ultimo quello di colpire alle gambe i bersagli umani, come per esempio Indro Montanelli. A Firenze, intanto, nel mese di aprile sbucano dal nulla gli “indiani metropolitani”, che diranno di rifiutare ogni tipo di integrazione e sistema sociale, gli stessi che oggi vengono rappresentati sotto il nome di squatter. In tal contesto non poteva che svilupparsi il movimento “punk”, formato da ragazzi e adulti, del tutto trasgressivi e riconoscibili dall’abbigliamento contraddistinto da “chiodi” neri, lunghe catene sparse per il corpo, spille, piercing, capelli a cresta di gallo, tatuaggi. La maggior parte di loro si dimostreranno persone fuori dagli schemi, disadattati, il più delle volte ingiustificatamente scurrili e violenti.

Indiani Metropolitani  image

“New York New York” con Robert De Niro e Liza Minnelli ,”Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg, “Rocky” con Silvester Stallone, ma, in primis, “La febbre del sabato sera”, cult film che segnalerà le problematiche giovanili delle generazioni d’allora e che presenta John Travolta al pubblico di tutto il mondo, sono le pellicole che vanno alla grande. Nelle discoteche furoreggia la disco-dance con i suoi celeberrimi protagonisti e nuovi idoli come Leroy Gomez, Roberta Kelly, Donna Summer, Bee Gees, Tramps. Francesco Moser vince il campionato del mondo di ciclismo su strada. La Ferrari trionfa di nuovo in F1 con Niki Lauda e il calcio sbarca negli Stati Uniti. E’ di questo periodo il mitico “Cosmos” in cui giocano un certo Pelè e Giorgio Chinaglia. In Italia, viene introdotto il ticket sui medicinali, e appaiono i primi “Autovelox”. La pagella scolastica viene messa da parte e in sostituzione arrivano moderne e sofisticate valutazioni, che però non cambiano il problema: chi è somaro resta tale!

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La TV a colori sbarca nel Bel Paese e la gente farà file oceaniche per accaparrarsela. Vengono partorite trasmissioni quali Portobello e Odeon, la cui sigla “Honky tonky train blues” suonata da Keith Emerson, diventa un vero e proprio “cult”. Scompare Carosello rimpiazzato da un nuovo tipo di pubblicità: più breve, ma ripetuta più volte durante la giornata. Muore all’età di 42anni, il supremo Elvis Presley. Gli Abba spopolano in Europa, ma anche gli States apprezzano le loro melodie. In Italia si affaccia un grandissimo cantautore di nome Edoardo Bennato, contraltare dei vari Lucio Battisti, Claudio Baglioni e via dicendo, che raggiungerà un enorme successo con la canzone “Il Gatto e La Volpe”, ma il boom delle vendite lo abbatterà con l’ LP “Burattino senza fili”. Noi giovani di allora, nel frattempo, ci ponevamo varie domande a cui avremmo voluto dare risposte certe, e una di queste era: “Cosa sarà del nostro futuro?” In quel 1977 esisteva una genesi di ragazzi che fantasticavano, speravano, lottavano e tentavano di assicurarsi un posto in una società che li trattava da estranei.

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Mi riferisco a molti miei amici del liceo, del paesello cui vivevo, compagni d’avventure, coloro che ci hanno provato con tutte le forze e tra questi quelli che si sono arresi, hanno capitolato, quelli che hanno commesso sbagli imperdonabili e coloro i quali, dal settantasette, non ne sono mai venuti fuori. Tale anno è stato ucciso e dimenticato, deriso e umiliato, diventando il fratello anomalo e dissoluto del sessantotto, che in fondo, nel suo insieme, è paragonabile a un “bravo ragazzotto”. La differenza tra questi due fratelli è che quello più vecchio occupava le strade con le manifestazioni studentesche e politiche, il più giovane occupava le strade con la forza dei soli sogni e della speranza. Troppo poco per la società di allora.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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