La storia dei nostri anni ’70 in sette parti. Terza parte, 1975: il Pci di Berlinguer, l’avanzata irrefrenabile del progresso tecnologico e…

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Il 1975 sarà un anno in apparenza pacato, quasi tradizionalista, ma con certuni cambiamenti di notevole importanza a livello culturale e sociale. Si denota immediatamente meno aggressività rispetto agli anni che lo hanno preceduto, più rispetto verso gli altri e una maggiore maturità nell’intraprendere la vita. Aumenta, in maniera tangibile il livello di istruzione, si comprano più libri, quotidiani e riviste, grazie soprattutto al continuo tam-tam pubblicitario che invita a rivolgersi verso questo o quel giornale, questa o quella pubblicazione. Il Partito comunista, con Enrico Berlinguer, assume maggiore spessore all’interno della vita politica italiana e nel giungo supererà la DC alle elezioni regionali. Sentiremo parlare, per la prima volta, di “compromesso storico”, espressione che connoterà per sempre quel preciso periodo politico. I 18enni, diventano maggiorenni e pertanto abili e arruolati nel votare e convogliare a nozze senza l’approvazione dei genitori. L’anno 1975, grazie ai giovani, detterà le regole di una nuova, prorompente moda, con la diversificazione di varie tipologie di indumenti con i quali le nuove generazioni detteranno i principi del look del periodo, sfoggiando varie tipologie di abbigliamento. Nasceranno i cosiddetti “fighetti”, uno stile col quale si riuscirà a trasmettere quello che costoro hanno dentro. Un fighetto/a deve, per forza, indossare i Ray Ban, mentre un tipo di famiglia medio-alta deve per forza avere nel taschino l’accendino Dunhill, mentre gli universitari chic sono obbligati a fumare la pipa e a leggere La Repubblica e gli esemplari alternativi si agghindano con abiti peruviani ed ascoltano gli Inti illimani.

Inti Illimani

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Nel giugno del 1975, un gruppetto di under 17, composto dal sottoscritto e da altri 3 inseparabili, è alla ricerca spasmodica del fior mai conosciuto e colto, ma sempre visto e desiato su riviste patinate per soli uomini; appunto…uomini, non sbarbatelli come eravamo noi. Le nostre serate, davanti al Juke box, terminavano categoricamente con la trattazione del sogno della prima volta, non propriamente un amor cortese basato sul concetto che solo chi ama possiede un cuor nobile, ma assolutamente pragmatico e con scenari ben definiti. Fatto sta che alcuni nostri amici più grandi, che già ebbero a cogliere il fiore, quella sera di metà giugno decisero di ammantarci ben bene di tanti spregiudicati consigli. Uno di loro ebbe a suggerirci, quale nave scuola datata, ma tutt’altro che scalcinata, tal Ines la burbera, donnone 35enne, ex impiegata comunale con un divorzio alle spalle, ma senza figli. L’esperto amico volle anche trovarci un bel rimedio contro la nostra riconosciuta inesperienza in fatto di dame e movenze d’amor. Ci raccontò che Ines, essendo una consumata (eh se lo era!) del mestiere del far provar piacere, non ci avrebbe messo molto a farci raggiungere il desiato delirio dei sensi e pertanto altro non ci restava che, prima di presenziare innanzi alle di lei membra nude, ci aiutassimo manualmente così da non giunger là con l’eccitazione all’estrema potenza, con il rischio, più che reale, che al sol stringerle la mano la cosa in quel gesto si compisse del tutto. Nel ringraziarlo, quasi fosse un novello predicatore rerum sexus, telefonammo alla nave scuola e fissammo per la serata dopo. L’indomani fu molto lento a trascorrere, ma quando finalmente giunse l’ora di diventar uomini davvero, e dopo aver espletato materialmente i consigli ricevuti, in men che non si dica ci ritrovammo davanti al cancello dell’ abitazione di Ines, una casa apparentemente come tutte le altre…almeno dal di fuori. Due gatti randagi raccolti dalla donna, una mini vasca con pesciolini colorati giapponesi e finalmente Lei, la Nave che ci avrebbe trasportati nel mondo sinuoso del piacere e che ci accolse soavemente con queste parole: “ Siete già arrivi? Ora sono impegnata, aspettate sulla panchina in giardino dietro i cipressi, un voglio che vi vedano! Poi ho poho tempo stasera, due di voi li fò insieme e un voglio nulla perché siete tutti bellini”. Cosa rispondere se non un sì, tutti in coro?

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Toccò, finalmente, a noi ed emozionati come non credevamo di esser mai stati, ci ritrovammo la giunonica Ines con una vestaglia verde appena coprente i seni ma non il fiore che molti già avevano colto, coperto da una peluria a mo’ di barba da pirata. Chiamò prima me e Stefano, ma io declinai l’invito perché non propriamente ispirato dal rapporto a tre; al posto mio andò Enrico. Nel frattempo, rimasto con Franco, mi venne la bella idea di ripassare la lezione assimilata dall’amico esperto e, così, visto alla sua sinistra un bagno vi entrai per auto-prepararmi… così da durare di più dopo. Non feci a tempo ad uscire che l’ Ines mi chiamò a sé, con gli occhi beati di chi era stata accontentata in pieno. Mi disse di lavarmi, mentre lei stessa si detergeva a sua volta l’adorabile foresta, e poi di stendermi sul letto dalle lenzuola verdi pistacchio. La camera era tutta rossa, con luci soffuse rosse, con foto molto osé alle pareti e una musica leggerissima di sottofondo a me sconosciuta. Era nuda! Io nudo… lei si avvicinò e io gli fui sopra… fine!!! Nonostante l’auto sollecitazione di pochi minuti prima non ressi all’eccitazione e successe. La sua boscaglia esplorata da esperti predatori, fu dal sottoscritto inondata in un attimo. Nonostante tutto finalmente mi sentii un uomo vero. Ci mettemmo d’accordo di ritardare l’uscita per non far capire ai miei amici della veloce toccata e fuga. Così facendo salvai anche la faccia!

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La regina incontrastata delle auto è la francese “Renault 5”. La vettura conquista da subito gli italiani e questo successo durerà imperterrito negli anni. La Ferrari di Niki Lauda vince il Mondiale di Formula Uno. La legge 103 del 14 aprile 1975 segnerà una vera e propria svolta storica in tema di comunicazioni del servizio pubblico, che pur confermando la legittimità del monopolio di Stato, apre a un maggiore pluralismo dell’etere. Da qui la nascita delle prime radio libere e l’invasione grazie ad esse della disco music, che imperversa nelle discoteche di tutto lo Stivale. I big del momento sono Barry White, Gloria Gaynor, Donna Summer. In Italia la fa ancora da padrone Claudio Baglioni con “Sabato pomeriggio”. La navicella sovietica Soyuz 19 e quella americana Apollo si incontrano per la prima volta in orbita; i due equipaggi si stringono la mano e si scambiano le bandiere. “Yuppi du”, sbaraglia la concorrenza cinematografica insieme al mitico “Fantozzi”, esilarante apologia sulla frustrazione dell’impiegato, magistralmente interpretato da Paolo Villaggio. Profondo Rosso, farà tremare gli appassionati del genere horror. All’estero imperversa, sbancando tutti i botteghini, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” con Jack Nicholson, destinato a diventare un “cult” cinematografico. Fanno, intanto, la loro prima comparsa i videoregistratori e il telecomando per la tv: è la tecnologia che avanza implacabilmente!

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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