La storia dei nostri anni ’70 in sette parti. Prima parte,1970-1971: voglia di libertà e trasgressione

Proruppe la creatività, il desiderio illimitato di progresso, l’interesse per la tecnologia e l’archeologia. I pantaloni a campana, le stampe a fiori, camminare a piedi scalzi, raffigurarono una nuova tipologia di cultura che andava identificandosi con il nome “Hippie”, una rivoluzione pacifista formata da legioni di giovani. Fu un periodo dalle sfumature diverse che si caratterizzava in una forte competitività attraverso la presenza, sempre più costante, dei media, le varie forme di contestazioni derivanti da certi moti rivoluzionari generazionali, il sesso libero e la droga, con quest’ultime che divengono, in breve tempo, porzione primaria della vita dei giovani. Tutto ciò ebbe a far zampillare un maroso musicale di così vasta grandezza, e estrosità, che non ha mai avuto eguali fino ad ora.

Il 1970, ci proporrà le dimissioni del Governo Rumor, che verrà poi riconfermato; la nascita dello Statuto del Lavoratori; a Milano, per la prima volta, apparirà il simbolo delle Brigate Rosse; è lo storico anno dello scudetto al Cagliari di Gigi Riva e dell’ epica partita di semifinale tra Germania e Italia a Città del Messico; la televisione inaugurerà la prima puntata di Giochi senza Frontiere e il mitico Rischiatutto. Eppoi, via libera a Canzonissima con Corrado, la Carrà e il suo Tuca Tuca. La radio si farà regina con due programmi che diventeranno veri cult : “Alto gradimento” di Arbore e Boncompagni e “Batto quattro”, varietà presentato dal grande Gino Bramieri. Musicalmente parlando suscita scalpore lo smembramento dei Beatles, che abbracceranno carriere da solisti. Nonostante la fine del gruppo, sarà un anno ricco di grandi sorprese, come l’ album “Dejà vu’ ” di Crosby, Stills, Nash & Young, “Deep Purple in rock”, “Trespass” dei Genesis, “Atom heart mother” dei Pink Floyd, “Abraxas” dei Santana.

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E in agosto l’indimenticabile festival nell’isola di Wight con un protagonista assoluto su tutti: Jimi Hendrix, che dopo pochi giorni verrà trovato morto nel suo appartamento londinese, in seguito ad un’intossicazione da ipnotici. Così, finirà la leggenda di un “maledetto” della musica rock. Il Festival di Sanremo se lo aggiudicarono, in coppia, Celentano e sua moglie Claudia Mori, con la canzone “ Chi non lavora non fa l’amore”. Ma, i veri, immensi successi arrivano dall’estero con due grandi, indimenticabili canzoni: “It’s five o’ clock” degli Aphrodites Child e “Venus” degli Shocking blue.

Il 1971, vedrà le donne acquisire maggiore rispetto e consapevolezza verso loro stesse, esprimendosi con maggiore libertà in quasi tutti i campi della vita sociale. Presero vita gli “hot pants”, contrassegno del mutamento in corso del cosmo femminile, corresponsabile di ciò anche la nascita del movimento di Liberazione della donna. Le fabbriche italiane si espansero e si assoggettarono le migliore tecnologie; nacquero i corsi di formazione. Nel settore terziario, intanto, l’occupazione ebbe a mostrare un notevole incremento. Tra le tipiche cose, o oggetti, di questo 1971 il successo strabiliante delle celeberrime “click clack”, le due palline legate a una cordicella da fare sbattere l’una contro l’altra rumorosamente: un vero e proprio tornaconto per le farmacie e i pronto soccorso italiani che ogni poco si vedevano arrivare questo o quel giovane con un polso devastato.

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Appariranno di lì a poco anche i gadget degli Smiles, quelle beffarde faccette sorridenti che si attaccavano ognove! In televisione, la farà da padrone “Il segno del comando”, un vero e proprio thriller a puntate con Ugo Pagliai e Carla Gravina; il programma più visto dell’anno. Al cinema imperversano le pellicole “Il gatto a nove code”, di Dario Argento e “Jesus Christ Superstar”. Poi, sarà il turno di “Arancia meccanica” che, assieme agli altri due, diverrà un vero e proprio classico della cinematografia Mondiale. “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di elio Petri verrà premiato con l’Oscar. Tra i dischi più venduti ci saranno “Eppur mi son scordato di te”, di Battisti-Mogol, cantato dalla Formula 3, “Pensieri e parole” di Lucio Battisti, “Tanta voglia di lei” dei Pooh, “Amor mio” di Mina, “Love story” di Francis Lay, la colonna sonora di “Anonimo Veneziano”. A Sanremo vinceranno Nicola di Bari e Nada con ” Il cuore è uno zingaro”, al secondo posto “Che sarà” dei Ricchi e Poveri e al terzo Lucio Dalla con la mitica “4 marzo 1943”.

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Dall’estero giungevano, intanto, melodie storiche della musica pop come “My sweet Lord” di George Harrison, “Imagine” di John Lennon, “Starway to heaven” dei Led Zeppelin. I Doors escono con “L.A. woman”, album con il celebre singolo “Riders on the storm”, ultimo indizio che ci rimane del leggendario gruppo di Jim Morrison prima della sua morte, avvenuta il 3 luglio in un albergo di Parigi.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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