Chi tradisce di più, lui o lei? Superuomo o ascetismo?

Il tradimento è il pretesto prediletto dai media. Il marchiano errore che però molti continuano a perpetrare è parlare di tale questione come di una comune immagine della nostra società. Prima di tutto, dev’essere analizzato il valore della definizione poligamo, cioè l’individuo che crede plausibili relazioni con più persone e contrapporla a monogamo, colui che si batte per mantenere l’impegno preso per una convivenza di fedeltà vicendevole, obbligatoriamente finchè morte non… Dal momento che la poligamia, cioè il rapporto stabilito con varie finalità tra cui principalmente quella riproduttiva tra un individuo di un sesso e due o più persone dell’altro sesso non è assolutamente permessa da noi, molte persone che la praticano non vanno a confessarlo certamente ai quattro venti. Comunque molti di loro tendono a definirsi completamente normali e a classificare questa condizione come estremamente ordinaria, mentre nella realtà il poligamo, cerca di vedere solo ciò che gradisce vedere, giustificando la cosa con aneddoti sull’uomo arcaico istintivamente poligamo.

Di contro, molte tradizioni, spesso, a carattere religioso, hanno sempre e comunque sostenuto la monogamia e, questo, ha portato alla creazione di diverse, mutevoli personalità come quella ascetica, languida, poetica, accolte ex toto come metodi della natura. Altro punto focale è il significato della parola tradimento; cosa si intende con tradire? Perché lo si fa? Cosa significa tradire? Sono più le donne o gli uomini a farlo? È peggio tradire con la mente o con il fisico? In effetti, l’infedeltà è pressoché porzione fondamentale dell’esistenza della persona. Noi la subiamo e la esercitiamo verso gli altri o, al tempo stesso, perché un conoscente o familiare si trova nella condizione di vivere tale evento. Esiste il traditore seriale, un metodo per i più (maschi in particolare) di sperimentare la propria validità sessuale e, quindi, mantenere più partner aiuta a sentirsi un uomo vero, e lo rassicura sulla sua virilità e le proprie capacità. Noi uomini, più delle donne, abbiamo l’inclinazione verso vari legami paralleli: la consorte e l’amante, l’armonia familiare e la stanza d’albergo quale “seconda casa” clandestina.

Ci sentiamo ottimi mariti in quanto manteniamo la moglie e i figli con innata premura, e soprattutto non abbandoneremmo mai quel tipo di status quo: un forte e ancestrale senso del dovere ci dice di comportarci così. Esistono, poi, donne che amano immensamente il loro compagno ma che, inconsapevolmente, sono atterrite dalla forza di questo rapporto; il tradimento, allora, assicura loro l’intervallo da un impulso che paventano possa renderle subalterne, prigioniere dell’ uomo amato. In aggiunta, è molto frequente sentir dire, da lui o lei, che sono arrivati all’infedeltà per ritrovare quel desiderio erotico che nel rapporto di coppia si era indebolito da tempo immemore. Ingannarsi è una situazione scioccante che incombe sulla fiducia scambievole, è un declassamento della parola “noi”, dell’unione della coppia. Colui, o colei, che si sente tradito biasimerà, sempre, all’altro di aver modificato gli equilibri da solo, violando le promesse iniziali. L’amore è vincolato all’aspirazione di darsi tutto per l’altra o l’altro, mentre sovente nella coppia siamo portati solo a pretendere protezione e impegno dal partner, traducendo il tutto in un’impossibilità di crescita vicendevole.

Quanta mortificazione in tale ininterrotta supplica d’amore! E’ questo l’abituale contesto di chi ama principalmente per riempire un vuoto, incatenato verosimilmente a qualcosa venuto a mancare nel periodo adolescenziale come la tenerezza, la tranquillità, il sostegno, la protezione, l’indulgenza. E’ di primaria importanza interloquire con il partner, individuando una comunicazione che forse sta venendo meno da tempo. Succede, certune volte, che un insieme d’inquietudini e complicazioni riconsegnino più inerte il desiderio, e producano una sorta di distacco dal convivente. In tali eventi è consigliabile informare l’altro dello stato d’animo del momento, rendendolo partecipe attivo della pertinente problematicità, della propria difficoltà, spiegando che l’ostacolo del momento non va giudicato come attenuazione d’amore. 
 Gli equivoci, col tempo, possono separare, paralizzando gli ardori sentimentali. Formare una coppia è da sempre un azzardo appassionante, è mettere a rischio la propria personalità che può arricchirsi se si consente all’altro di schiudersi, se si acconsente la sua dissomiglianza per scoprire contemporaneamente l’esaltazione del mutamento.

Insomma, ognuno di noi capisce al volo cosa si prova a essere traditi quando lo scopriamo: bomba al napalm in testa, Caporetto nel cuore, 11 settembre nelle viscere. Per buona sorte, nondimeno, troviamo anche supporto e aiuto immediato dalle persone che ci amano e ci sono sempre state accanto. Tradire è male allo stato puro, dicono, nonostante si prosegua incessantemente a farlo.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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