Albert Fish, il vampiro di Brooklyn

Albert Fish, nato Hamilton Howard Fish, è conosciuto anche come “The Vampire in Brooklyn”, o “l’uomo in grigio”, e sarà per sempre ricordato come uno dei più spietati assassini di massa della storia. Il suo più grande hobby? Smembrare e mangiare bambini. Verrà chiamato Albert per onorare la morte di un fratello e per evitare gli scherni dei bambini che lo soprannominarono “Hamilton Ham and Eggs” ( Hamilton prosciutto e uova). Dopo la morte di suo padre, avvenuta nel 1875, e fino a quando sua madre poté prendersi cura di lui, fu mandato in un orfanotrofio, dove ricevette continue percosse e abusi sessuali, a tal punto che la sua mente andò forgiando una grande inclinazione per le punizioni corporali, dilettandosi in seguito a infliggere dolore agli altri e a se stesso, con particolare e minuziosa cura, come sfregandosi nudo con spine di rose, dare fuoco a palle di cotone da introdurre nell’ano e soprattutto inserire aghi attorno e all’interno degli organi genitali; una radiografia mostrò che i suoi testicoli contenevano la bellezza di 29 aghi, molti dei quali arrugginiti.

A 12 anni comincerà ad avere rapporti omosessuali e a mostrare una forte inclinazione per la coprofagia e l’ urofagia, cioè, mangiare le proprie o altrui feci, o bere la propria o altrui urina. Spesso, quindi, verrà visto nei bagni pubblici mentre osserva si masturba. In questa fase inizia la sua collezione di ritagli di giornale, riguardanti le figure dei serial killer cannibali, e sviluppa una grande ammirazione verso di loro. Nel 1890, Fish si trasferisce a New York dove inizia sistematicamente a violentare bambini e adolescenti, per lo più del ceto medio-basso, continuando a perpetrare reati anche dopo il matrimonio combinato nel 1898 (sposerà una donna di nove anni più giovane di lui dalla quale avrà sei figli). Nello stesso anno inizia a lavorare come imbianchino, ma senza abbandonare la sua principale attività di sventratore. Infatti, arriverà a violentare più di 100 bambini, la maggior parte dei quali di età inferiore ai 6 anni.

Inoltre frequenterà, quasi ogni sera, i bordelli di Brooklyn per farsi sodomizzare da marinai e camionisti, che alla fine venivano da lui pagati. Poco dopo verrà arrestato per appropriazione indebita e condannato alla prigione di stato di Sing Sing. Siamo nel 1903 e, all’interno di essa, si farà seviziare e sevizierà decine di uomini.
Nessuno avrebbe mai detto che questa persona dall’aspetto quasi signorile fosse un terribile e spietato assassino. Tra il 1910 e il 1924 tenterà di uccidere diverse persone, soprattutto giovanissimi o adolescenti mentalmente ritardati, senza riuscire, però, nel suo intento. Nel gennaio 1917, la moglie lo lascia. Fish, comincerà a sentire delle voci che gli assilleranno sino alla fine la mente. Arriverà a dire di avere rapporti personali con l’Apostolo Giovanni che gli impartirà lezioni comportamentali. E’ del luglio 1924, il primo tentativo di sequestro di una bambina di 8 anni, ma quando sta per sottrarla dalla sua casa viene sorpreso dalla madre e si dà alla fuga.

Ma arriva l’anno 1928 e Fish, a 58 anni, assassina la prima bambina di nome Grace Budd, caso questo che fu ampiamente documentato ed investigato dalla polizia di tre stati poiché venne accusato, per sbaglio, un altro uomo. Sette anni dopo, nel novembre del 1934, una lettera anonima viene inviata ai genitori della ragazza, che però sarà intercettata dalla polizia la quale stabilirà che il mittente altri non è che Albert Fish. La madre, analfabeta, la dette al figlio affinché la leggesse.  Il suo contenuto risultò straziante, e il suo costrutto grammaticale altrettanto:

«Cara signora Budd.

Nel 1894 un mio amico è stato inviato come assistente di piattaforma sul piroscafo Tacoma, del capitano John Davis. Arrivati in porto, lui ed altri due, sbarcarono e andarono a ubriacarsi. Al loro ritorno la barca era sparita. A quel tempo c’era la carestia in Cina. La carne di qualsiasi tipo costava da 1 a 3 dollari la libbra. Era così grande la sofferenza tra i più poveri che tutti i bambini cinesi sotto i 12 anni sono stati venduti come cibo. Un ragazzo o una ragazza sotto i quattordici anni, non erano al sicuro nelle strade. Si poteva entrare in qualsiasi negozio e chiedere una bistecca o lo spezzatino. Parte del corpo nudo di un ragazzo o di una ragazza viene sezionato fino all’osso. La parte posteriore di un ragazzo è la parte più dolce del corpo ed è venduta come costoletta di agnello a un prezzo elevato. John durante questi suoi viaggi in Cina acquisì un gusto particolare per la carne umana. Al suo ritorno a N.Y. sequestrò due bambini, di 7 e 11 anni. Li portò a casa sua, li spogliò e li tenne legati nell’armadio. Poi ha bruciato tutti i loro vestiti. Più volte ogni giorno e ogni notte si è adoperato, quasi torturato per rendere la loro carne buona e tenera. Prima ha ucciso il ragazzo di 11 anni perché aveva il culo più grasso e, naturalmente, la maggior parte della carne era su di esso. Ogni parte del suo corpo fu cucinata e mangiata eccetto le ossa della testa e gli intestini. Fu arrostito nel forno (il suo culo), bollito, grigliato, fritto e in umido. Il ragazzino, di 7, fu il prossimo, e finì allo stesso modo. A quel tempo, io vivevo sulla strada 409, proprio a un passo da lui, da John. Mi ha detto spesso com’è buona e tenera la carne umana, e ho deciso di provarla.
Domenica scorsa, 3 giugno 1928, sono andato a trovarlo nel 406 W 15 St. 
Ho portato del formaggio e delle fragole. Era l’ora di pranzo, Grace si sedette sul mio grembo e mi baciò. Decisi, all’istante, di mangiarla. Con il pretesto di portarla a una festa. Lei ha detto sì, e siamo usciti. La portai in una casa vuota a Westchester che avevo, in precedenza scelto. Quando siamo arrivati, le ho detto di stare fuori. Lei allora raccolse fiori, mentre io salii le scale e mi spogliai di tutti i miei vestiti. Ho fatto ciò per non avere il sangue su di essi. Quando tutto fu pronto andai alla finestra e la chiamai. Poi mi sono nascosto in un armadio fino a quando lei non è giunta nella stanza. Quando mi vide nudo cominciò a piangere e provare a correre giù per le scale. L’ho afferrata e mi ha detto che lo avrebbe raccontato a sua madre. La spogliai tutta. Ha cominciato a scalciare e a graffiarmi. L’ho strangolata e poi tagliata in piccoli pezzi. L’ho cotta e mangiata. Com’ era dolce e tenero il suo culo arrosto nel forno. Ci sono voluti nove giorni per mangiare il suo intero corpo. Non l’ho violentata come lei desiderava. E’ morta vergine. ”
La piccola Grace

Nessuno poté credere che tale lettera fosse reale, ma era opera tuttavia di qualche sadico che desiderava ancora una volta torturare mentalmente la famiglia Budd. Il detective King, però, si rese conto che alcuni dettagli del messaggio coincidevano con quelli del sequestro della piccola Grace. La busta portò a una piccola ma cruciale pista. Aveva impresso un simbolo esagonale e sigle di un’associazione di beneficenza.
L’ispettore William King, seguì la pista di Fish fino a che riuscì a fermarlo, evitando, per altro, l’aggressione, da parte di Albert, con un coltello. Il suo processo cominciò nel marzo del 1935, e Fish dichiarò la sua pazzia affermando che era lo stesso Dio ad ordinargli di ammazzare e violentare i bambini. Le relazioni degli esperti in psichiatria criminale non si fecero attendere; esse comprovarono che l’uomo aveva inclinazioni pedofile e masochiste, ma non venne certificata la sua pazzia così da indurre il giudice a pronunciare la sua condanna a morte mediante sedia elettrica.

Alla fine del dibattimento processuale, Fish, confessò gli omicidi e « l’impulso irresistibile a mangiare la carne umana nelle prime notti di luna piena, danzando subito dopo il pasto nudo sotto di essa». Quando l’avvocato dell’accusa gli chiese il numero esatto delle vittime, egli rispose sorridendo: «…almeno 100». Dopo aver appreso la sentenza ebbe a dichiarare: «Io non sono pazzo, solo un po’ eccentrico. A volte neanche io mi capisco.  Che gioia morire sulla sedia elettrica. Sarà l’ultimo brivido, l’unica tortura che non ho ancora sperimentato». Il 16 gennaio 1936 si sedette sulla sedia elettrica e le sue ultime parole furono: «Non so ancora perché sono qui, mah!» Con la prima scarica, si creò un cortocircuito perché il suo pube conteneva inchiodati più di 20 spilli e, pertanto, dovettero applicargli una seconda scossa molto più potente per finirla definitivamente con lui. Poterono accusarlo, tuttavia, di solo 15 crimini, contro i più di cento che aveva confessato. L’ispettore William King credette sempre che tra assassini, stupri e smembramenti “il Vampiro di Brooklyn” avesse nella sua lista nera più di 400 omicidi.

Fish si portò nella tomba il numero effettivo dei suoi misfatti. Questa l’agghiacciante storia di un uomo chiamato Fish… Ma ha senso definire umano un essere di questo genere?

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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