Il 4 marzo votate tutti meno i magistrati e i loro ferali conflitti d’interesse

C’è solo Berlusconi, e sappiamo perché, che ogni tanto si ricorda anche di quelle persone che non hanno le sue possibilità e afferma “Basta parlare solo di me. Parliamo delle centinaia, delle migliaia di italiani qualunque vittime della malagiustizia.” C’è da dire onestamente che questa frase la proferisce solo quando sente odore di avviso di garanzia…ma meglio che niente! Delle sue vicissitudini giudiziarie ne sappiamo già in abbondanza, e della sua certezza di essere al centro di un complotto ai propri danni, portato avanti dal partito delle toghe, ne abbiamo sentito disquisire ad ogni latitudine. È indubitabile che si consideri vittima di un trattamento molto particolare, di cui valuta responsabili i massimi vertici della Giustizia italica. Anni e anni di battaglia contro un nemico a volte subdolo, contro questa tenace persecuzione, non hanno mai sortito risultati precisi, concreti, e ora le poche speranze di Berlusconi sono affidate alla Corte di giustizia europea.

Buon per lui che può arrivare a tanto; buon per lui che può permettersi fior di avvocati; buon per lui che può chiamarsi Silvio Berlusconi! Ma gli altri, tutti i 50mila -e oltre- casi di malagiustizia? Gli innocenti sbattuti in galera e trattenuti in attesa di giudizio e magari alla fine totalmente incolpevoli? Ora come ora le carceri italiane sono un ammasso di carne umana in attesa di essere divorata da questo o quel giudice che, accerchiato dal PM di turno il quale lo martella con prove non comprovate e denunce accettate per far numero, si prepara a sentenziare la fine morale dell’imputato. Ormai è un dato di fatto, in Italia rilasciano permessi premio agli assassini seriali e sbattono dentro a vita (perché sei, sette o dieci anni sono una vita!) chi ruba fotografie ai VIP consenzienti; accettano di imbastire un dibattimento contro un sindaco denunciato per aver sottratto una macchinina giocattolo del valore di 2 € in un supermercato; ridanno la libertà a uno psicopatico che ha fatto a pezzi la compagna o premiano con la promozione un magistrato sorpreso nel bagno di un cinema con un ragazzino di 14 anni.

Questa non è tutta la giustizia italiana; né è una gran bella fetta! Molte persone normali si staranno chiedendo perché, allora, non si passi alle tanto agognate riforme, così da far sparire quegli innumerevoli e inutili fascicoli dalle scrivanie dei Pubblici Ministeri. Semplicemente perché la Magistratura e la sinistra non vorranno mai arrivare alla separazione delle carriere tra PM e giudicanti, o alla responsabilità civile del giudice per colpa grave. Non daranno mai il loro beneplacito affinché venga messa mano alla Costituzione per togliere la doppiezza di quella obbligatorietà dell’azione penale che è la più formidabile delle «excusatio non petitae accusatio manifesta» per il malfunzionamento dei dibattimenti processuali. In altre parole, lasciando da parte il latino, questo loro comportamento serve prima di tutto a negare ai cittadini l’accesso alla giustizia.

I costi esosi di un processo possono arrivare a superare anche i 15mila €, e qui torniamo al discorso di chi può e chi non può difendersi, cosa questa che costringe l’operaio, o l’impiegato comunale, o il pensionato o il disoccupato, a non adire mai alle vie legali contro un sopruso subito. Per tutto quanto sopra torniamo a ripetere che negli ultimi 24anni nel Paese, culla del diritto, sono stati perpetrati oltre 50 mila errori giudiziari, praticamente 2500 ogni dodici mesi. E la responsabilità civile su base personale dei magistrati? Se, se, in fondo che hanno fatto, hanno permesso a una persona di trascorrere parte della sua vita nel Grand Hotel Carceri d’Italia, con vitto e alloggio gratis; va da sé, poi, che molti si suicidano per l’invivibilità di queste strutture; poco importa che molti sono dentro in attesa di processo e , quindi, a tutti gli effetti innocenti…Insomma, va da sé…

Sapete i paladini della giustizia, alias PM, Gip, Gup e compagnia varia, cosa rispondono? Che è tutta colpa degli avvocati e che noi italiani siamo un paese troppo litigioso, che ci incendiamo con nulla, e che andremmo fatti fuori sin dalla culla, dal primo vagito… Uno dei più grandi mali della giustizia italica è l’imperante protagonismo di chi usa il proprio mestiere come trampolino di lancio verso la politica, il potere a 360°. Come possono riuscire ad essere dei buoni e imparziali giudici se la loro mente è 24 ore al giorno intrappolata da pensieri di grandezza e dominio? Non gli basta il dominio che hanno su quei poveri cittadini che non hanno mezzi per difendersi?

Perciò, il 4 marzo, votate tutti meno i magistrati e i loro micidiali conflitti d’interesse.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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