I protagonisti delle prossime elezioni politiche. Cominciamo da Silvio Berlusconi, il grande mentitore (Indro Montanelli)

Berlusconi Silvio, detto anche Il Cavaliere, a meno che non tratti l’argomento donne di cui è molto ferrato, è definito da tutto il mondo politico, anche dai suoi vassalli politicanti, un grande bugiardo, sebbene agli inizi della sua carriera politica volle subito mettere le cose in chiaro : ” Io dico sempre cose sincere, anche perché non
ho memoria e dimenticherei le bugie. Come ci si può fidare di chi usa la menzogna come mezzo della lotta politica? La gente deve fidarsi solo di chi dice la verità
“. Il grande giornalista Indro  Montanelli, conoscendolo molto bene per averlo avuto per quasi 15anni come editore dirà di lui: ” Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne“. Insomma, quasi una malattia questa sua tendenza istintiva alla bugia. Basti pensare che nel 1990, la Corte d’appello veneziana lo ha punito per aver mentito ai giudici sotto giuramento arrivando falsamente a dichiararela sua non iscrizione alla P2. Il Cavaliere non ebbe a scontare alcuna pena Perchè salvato dall’amnistia  del 1989. Gran culo sin da allora!

Una delle sua colossali balle, che tutti ricordano, è datata 13.9.1993 quando, davanti ai taccuini della stampa e alle televisioni, affermò : “Tutti mi chiedono di candidarmi. Ma io so perfettamente quello che posso fare. Se io facessi la scelta politica dovrei abbandonare le televisioni e cambiare completamente mestiere. Un partito di Berlusconi non c’è stato, nè ci sarà mai”. Boom, che simpatico menzognero. Infatti, appena due mesi dopo ci sarà la venuta al mondo di Forza Italia con il Berlusca candidato alla presidenza del Consiglio.  Il 23.10.’93 con menzogna perentoria dichiarò: “Se fonderò un partito? Ho sempre dichiarato il contrario, sarà la ventesima volta che lo ripeto. Lo scrive chi ha interesse a mettermi contro gli attuali protagonisti della politica. E perciò farà finta anche stavolta di non leggere la mia smentita, per cui mi toccherà di ripeterla per la ventunesima volta e chissà per quante altre volte ancora”. Tre giorni dopo, il bugiardo compulsivo colpì ancora presso la commissione Bilancio della Camera: ” Il mio presunto partito esiste soltanto sulle pagine di alcuni giornali“. Il 6.2.1994 con la sua solita convinta certezza menzognera urlò ai quattro venti che  ” Il nostro futuro ministro della Giustizia sarò la dottoressa Parenti” Mantenendo intatta la sua coerenza nominò Alfredo Biondi. E, poi, ebbe a confessare che ” Ministro dell’Interno voglio una persona esperta…un nonno!” Dopo la Rinuncia di Di Pietro, toccò all’allora 39enne Roberto Maroni, forse un po’giovane per la parte del nonno…

Il 12.4.’94 prospettò un Governo molto più snello e con meno sottosegretari, che poi saranno 39, 3 e 4 in più dei governi Ciampi e Amato. Se esistesse il Nobel all’uomo più mentitore del mondo se lo assicurerebbe a vita. Quasi come un veggente mitologico ebbe a tuonare in senato il 16.5.’94: ” Questo governo è schierato dalla parte dell’opera di moralizzazione della vita pubblica intrapresa da valenti magistrati. No ai colpi di spugna. Da questo governo non verrà mai messa in discussione l’indipendenza dei magistrati”. Ahahah, che ridere! Nei suoi sette mesi di vita n 7 mesi di vita, Berlusconi metterà quotidianamente in discussione l’indipendenza dei giudici e approverà in tutta fretta il “colpo di spugna” di Biondi, detto anche “decreto salvaladri”, che vieterà l’arresto per i reati di corruzione, concussione, finanziamento illecito e falso in bilancio. “Falcone e Borsellino hanno dato la vita contro la mafia. E’ nel loro nome che il governo si sente vincolato a proseguirne l’opera. Sarebbe suicida abbassare la guardia contro la criminalità. Bisogna invece dotare di strumenti migliori la polizia e la magistratura” (al Senato il 16 e alla Camera il 18-5-94). Il primo governo Berlusconi e la sua maggioranza tenteranno di smantellare la legislazione voluta (e pagata con il sangue) da Falcone e Borsellino: carcere duro per i boss (41-bis), legge sui pentiti, supercarceri nelle isole e così via. “Vi assicuro che non ci sarà il condono edilizio” (30-5-94). “Nel Consiglio dei ministri o altrove non ho mai pronunciato la parola ‘condono’. Sono i giornali che vogliono farci apparire come gli altri governi” (23-6-94). Un mese dopo il suo governo varerà il condono edilizio, e subito dopo quello fiscale. “Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta” (29-3-94).

“Mai mi occuperò di questioni televisive, per non dare l’impressione di voler favorire i miei affari, anzi starò più dalla parte della Rai che della Fininvest” (30-5-94). Pochi giorni dopo, Berlusconi destituisce anzitempo l’intero consiglio d’amministrazione della Rai, per nominarne uno nuovo di sua fiducia, con appositi direttori di rete e tg. E proclama: “E’ certamente anomalo che in uno Stato democratico esista un servizio pubblico televisivo contro la maggioranza che ha espresso il governo del Paese. Questa Rai non piace alla gente: me l’ha detto un sondaggio. Il governo se ne occuperà tra breve” (7-6-94). “Le nonne, le mamme e le zie d’Italia stiano tranquille: non sarà toccata una lira delle pensioni attuali” (10-9-94). Poco dopo Berlusconi tenta una riforma che taglia drasticamente le pensioni, poi bloccata da una manifestazione sindacale con oltre un milione di persone e dalla dissociazione del suo ministro del Lavoro Clemente Mastella, nonché del partito alleato Lega Nord che lascia il governo e lo rovescia.

Anche come editore si è dato molto da fare per mantenere il suo status di impostore matricolato affermando svariate volte che “Noi non abbiamo giornali- partito. Noi non teorizziamo né tantomeno pratichiamo l’informazione come strumento di ricatto politico. I nostri sono eccellenti prodotti editoriali, non fabbriche di consenso o, quel che è peggio, di calunnie, di derisione, di disprezzo. Non ho mai usato né mai userò i miei mezzi di comunicazione per scatenare campagne di aggressione contro un concorrente, né diffamare chi non è d’accordo con me. Lascio questi metodi ad altri”. Persino dal Polo Nord alle foreste amazzoniche, sanno che i giornali e tv del cavaliere sono vere e proprie armi di attacco, aggressione e diffamazione per gli avversari politici del loro deus ex machina.
Non continuo con gli anni che vanno dal 1994 in poi perchè sarebbe una inutile ripetizione. Infatti il Silvio nazionale continuerà imperterrito nelle sue promesse irrealizzabili e nel tentativo continuo di imbambolare gli italiani. Basta pensare a tutti gli impegni assunti pur di far vincere il suo partito alle prossime elezioni di marzo: ” Sei anni senza tasse per chi stabilizza i giovani. Zero contributi per chi assume a tempo indeterminato e aliquota unica sui redditi”. E, poi, via questa e quella tassa, 1000 Euro alle casalinghe, e perchè no, mignotte gratis a chiunque presenti la tessera col faccione plastificato del Cavaliere.

Quindi, cosa c’è di più usuale della menzogna per Silvio Berlusconi, sia che si tratti di mascherare le debolezze quotidiane con una salute che vuol far credere ferrea, di dissimulare il malcostume, o di ottenere, facendo incazzare il prossimo, l’agognata poltrona?  È, per lui, il mezzo  di conservazione più utile e più usato da quando è stato capace di parlare.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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