Perchè ho più paura di Trump che del bassotto coreano

Se devo essere sincero posso tranquillamente scrivere che trovo molto più pericoloso Trump del bassotto coreano Kim Jong-un. Personalmente fa maggiormente paura il pazzoide americano, in quanto molto più balzano del nanerottolo. Basti pensare che il puttaniere Trump senza mezzi termini ha minacciato la Corea di stermino, parola agghiacciante dal momento che la Corea del Nord ha già subito un eccidio di massa negli anni ’50. Questo fatto è talmente rimasto impresso nella mente dei coreani che,  da allora, temono una nuova pesantissima aggressione, ancora più devastante per le armi messe a disposizione. Da qui la rabbia e la ferocia di Kim Jong-un, con la paura costante di perdere il potere e il dominio sul popolo.  Pertanto, pensa bene di mantenere la sua dittatura urlando ai quattro venti il possesso della bomba atomica e, in fondo, come dargli torto se per un attimo portiamo a mente la sorte di Saddham e Gheddafi. Cosa fare, allora? Donald Trump dovrebbe dialogare a quattr’occhi con il capo della Corea, tutto qui. Kim sogna solo di essere ascoltato e preso sul serio e tale soluzione potrebbe avverarsi  esclusivamente attraverso uno strettissimo colloquio tra Pjöngjang e Washington. Molti esperti di problemi politici internazionali affermano che è possibile una trattazione con la Corea del Nord.

È in atto, per continuare a lungo, un’assordante sfida diplomatica-militare dove il Coreano ha a disposizione molto più tempo per concentrarsi su di essa, mentre l’altro, definito “infinitamente più potente”, rischia di non portare mai a termine (a suo favore) tale scontro. Alcuni generali americani affermano, senza mezzi termini, che per ora questa battaglia di nervi la sta vincendo ampiamente il ciccione Kim. Quest’ultimo sta tentando di logorare il non intelligentissimo Donald, utilizzando un metodologica strategia da bulletto di scuola media, mantenendosi, però, ben lungi da date e azioni di attacco. Solo proclami, solo urla di guerra che poi svaniscono nel vento. Scrive L’Espresso:” Non è un mistero che 
al Pentagono studino da sempre con molta attenzione le opere 
dei “teorici dei giochi”. 
Nel caso dello scontro Usa-Corea del Nord è stata letta con molta attenzione la cosiddetta “madman theory”, quella in cui un leader gioca una “strategia folle” (fingendo di essere pazzo) per indurre il proprio antagonista alla capitolazione. Strategia che può anche funzionare, almeno fino a quando non diventi anche quella dell’avversario.”

Insomma, ci potrebbero essere i presupposti per un vero scontro armato. Sì, ma quando? Per ora siamo solo al litigio di due menti non eccelse che a forza di imprecare potrebbero per sbaglio premere un pulsante di troppo…e allora, poveri noi!

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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