La politica italiana: una fiaba senza eroi e con i soliti faccioni

Questa fiaba, cari amici e nemici, vede come protagonisti i soliti, stantii, ripetitivi personaggi che da tempo sono sin troppo presenti nella nostra corrosa politica; ci sono, per dirla tutta, anche interpreti nuovi, ma con idee blasfeme e vecchie e avversari non tanto datati, ma comunque la massa è formata dagli abituali faccioni, contestatori giovani che poi, come facevano i nonni, rientrano di buon ordine nei ranghi; guru dell’arte del governare, ex giudici desiderosi di nuovi palcoscenici, ricchi proprietari di banche, operai e sindacalisti. Ci sono tutti in questa favola politica, tutti a parte la figura dell’eroe!

Perché in tale narrazione della politica belpaesana è praticamente impossibile scovare l’individuo positivo, se non alla droga, e il tutto diventa, in breve, una mera, interminabile caccia al tesoro che non c’è, all’isola che non c’è. Ho provato, signore e signori, a cercarne qualcuno, ma non mi è stato possibile, una sfida persa in partenza. Ho tentato ripetutamente di snidare certuni personaggi che fossero capaci di realizzare un finale alla “…e tutti vissero felici e contenti”, ma non ne sono stato capace. Uno dopo l’altro ho solo capito che coloro che svolgono attività politica mostrano tutti scarsa competenza, evidenziando solo mire ambiziose per trarne vantaggi personali. Sono politici da piazza, da caffè,  politicanti da strapazzo con in bocca grandi e nobili promesse e la ieratica indignazione. Sono faziosi e indiscreti, dediti al puro intrallazzo, solo persone di bassa specie.

Non c’è verso, la fiaba politica italiana è qualcosa che va ben oltre il normale standard delle fiabe internazionali. Arresti, separazioni, licenziamenti, proibizioni, trasgressioni; truffe, favoreggiamenti, danneggiamenti, ricatti, intercessioni; battaglie senza esclusioni di colpi alle terga, vittorie rubate, persecuzioni, leggi inadeguate, prove infondate, divulgazioni, false confessioni, condanne e via dicendo. Tutti argomenti negativi che stanno tranquillamente in una favola oscura, la quale però difetta della controparte per antonomasia: la moralità, l’etica, la forza simbolica della filosofia del bene. E, quindi, senza tale porzione è inevitabile non arrivare mai a una controversia autorevole, mentre il tutto, in breve tempo, si trasforma in mera storia fiabesca dal sapore angoscioso, quasi “orrorifico”.

In altre parole, come è facile prevedere, si crea un percorso serpeggiante, zigzagante e si finisce, immancabilmente, con il ritrovarsi al punto di partenza, come un boomerang o il Gioco dell’oca, con le identiche vicende, prese di posizioni, con le stesse contraddizioni e, a meno di qualche new entry, con gli stessi noti volti di sempre. E allora che gusto c’è a scrivere una fiaba dalla trama facilmente immaginabile?

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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