Juventus più potente del VAR. Ormai è la dirigenza bianconera ad indirizzare il Palazzo. Moggiopoli non ha cambiato niente

Ormai tutti hanno capito che nemmeno il VAR, quando gioca la Juventus, ha voce in capitolo. Per battere i bianconeri bisognerebbe giocare con arbitri stranieri che non hanno timore di finire sulla lista nera della “Signora d’Italia”. Ormai il palazzo è la Juve e solo essa può decretare chi deve vincere o perdere. Nonostante la lotta sia serratissima, con il Napoli ancora in testa, il vero grande problema è la totale impotenza dinanzi a certuni episodi che ci hanno fatto strabuzzare gli occhi: prima il derby di Coppa Italia e dopo la partita contro il Cagliari. Come si fa a non parlare di malafede, quando il mondo intiero si è accorto della gomitata rifilata a Pavoletti da Benatia dalla cui mancata applicazione del fallo è scaturito il goal dei bianconeri? Come è possibile non affermare che i pregiudizi alla fine si trasformano in tesi validissime a favore di chi si scaglia contro gli arbitraggi a favore della Juve. Cross di Padoin e Bernardeschi salta con le braccia larghissime, quasi fosse un airone. Rigore tutta la vita! Ma niente da fare, il pessimo Calvarese non assegna. Ora, in molti, ci chiediamo:” A maglie invertite il direttore di gara si sarebbe comportato in egual modo?”

La Juventus è famosa nel mondo più che per i trofei vinti per i favori ricevuti durante i tanti anni in cui è diventata la regina incontrastata del campionato italiano. Ma quanto accaduto in quest’ultima settimana e ancora prima, quando la TV bianconera permise alla vigilia di Juve Inter al presidente di Comunicazione Bianconera Sandro Pellò di apostrofare la Beneamata con queste parole :” Io sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere diventati una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio“, evidenzia in tuta la sua brutalità che se una società calcistica, tanto seguita in tutto il cosmo,  si permette certe comunicazioni così belluine, non può che aver avuto l’autorizzazione da parte della dirigenza tutta. Le scuse, del giorno dopo, non hanno più valore. Pertanto, è proprio il caso di dire c’era una volta lo stile Juventus! O, meglio dire, lo stile di Gianni Agnelli! O meglio ancora la classe cristallina di un vero gentleman. Troppe volte oramai abbiamo visto i bianconeri spogliarsi della loro storia a favore della rabbia, frantumare la propria incarnazione nell’angoscia, ridurre il tutto nella malignità becera dell’ambiguo. La Juventus non più da sola in testa, non è mai apparsa così attaccabile.

Il Napoli è sopra, la Lazio può veramente dare un volto nuovo al campionato, il tutto nella massima sportività, ma qualcuno sentendosi più esposto mette le mani avanti mandando in avanscoperta le decisioni folli degli arbitri, in un momento -l’attuale- ove si sta facendo di tutto per abbassare i toni, per cercare di vivere civilmente, per meritarci una sana e godibile partita di calcio, un gioco fatto di persone in mutande che devono buttare in una lunga rete una sfera di cuoio. Ma c’è chi vuol trasformare il gioco più bello del mondo in un girone dantesco, in una bolgia infernale. Nemmeno nei tenebrosi anni di Moggiopoli, la Signora d’Italia ebbe a raggiungere così tanto livore: condizionava arbitri, tornei, designatori, ma senza però ostacolare il corso della giustizia sportiva. Ora, purtroppo, un tal Andrea che, per il sottoscritto, si avvale di un cognome decisamente eccessivo, quello degli Agnelli, ha disumanizzato questa società in una mera combriccola partitica ove ogni colpo basso all’avversario è cosa ben gradita. Gli stessi tifosi juventini credono ormai che sia arrivato il momento di accennare a qualche frase cordiale e distensiva verso questa realtà di cui la Juventus sembra voglia far parte a sé, investendo con male-parole e minacce l’avversario di turno.

Eppure, nonostante tutto, se leggi Tuttosport, o per caso transiti su JTV, ti accorgi che da occulti manovratori quali sono, vogliono passare come coloro che subiscono torti e complotti vari. Ma, per favore, basta ricordarsi certi avvenimenti nelle ultime due partite e lo “sbugiardamento”  è sotto gli occhi di tutti.  Se il veemente Andrea sarà mai in grado di rabbonirsi un po’…  meglio per tutti, altrimenti forse sarebbe il caso di destituirlo per non fare altri danni al calcio italiano e alla sua veridicità. Con la speme, che uno di questi giorni sia miracolato e impari come si comporta un vero Agnelli.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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