Le origini di Babbo Natale. Gioviale e dispensatore di Coca-Cola o birichino, attorniato da giovani ragazze di facili costumi?

Alcuni anni fa guardando un documentario su Rai2 sulla storia della Coca Cola, appresi che la popolarità di Babbo Natale crebbe smisuratamente in una data tanto recente come il 1931, quando la scintilla della vita assunse il disegnatore Haddon Sundblom per una serie di cartelli pubblicitari che diventarono tremendamente famosi. Agli esperti di ricorrenze, lo stereotipo del personaggio tracagnotto, gioviale, dalla lunga candida barba e vestito di rosso e bianco, deriverebbe proprio in detto anno e grazie a questa campagna. In precedenza, sempre secondo il documentario, Santa Claus, era vestivo di verde e bianco, come il Sassuolo, e non ripeteva ritmicamente il suo proverbiale Oh,Oh,Oh, né era un demolitore di felicità consumistica.

Per anni, ho conservato questa spiegazione come un pregiato aneddoto da sbandierare ai quattro venti; una storiella da utilizzare nei tramonti di una cena natalizia quando la zia comincia a mugolare perché ha lasciato un incisivo conficcato nel torrone.                                                                                                                 Nessuno di voi sa per caso perché Babbo Natale è vestito di rosso?                                  E qui, via alle delucidazioni, partendo però non dalla famosa bibita analcolica, ma da una scoperta avvenuta tramite un libro di fantasticherie narrante che, agli inizi del XX secolo, una rivista satirica chiamata Puck, dipingeva Santa Claus col suo caratteristico abito rosso e bianco, ma lo faceva vicino a signorine di facili costumi, rappresentate in scene piuttosto piccanti per quei tempi.

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Il buon Babbo Natale conservava allora quell’eredità di folletto birichino e permaloso, proveniente dal mondo degli elfi. Che delusione per il sottoscritto! Qual disinganno… Un’altra leggenda urbana che ci siamo divorati, o bevuti in questo caso! Perché risulta che l’origine storica di Babbo Natale sia una delle cose più confuse e distorte a tal punto che perfino gli stessi americani non sanno molto bene da dove provenga. C’è chi parla di un vescovo ortodosso greco, chi di alcuni coloni olandesi, chi di una derivazione da un racconto di Washington Irving, chi da certune storie illustrate di Thomas Nast.

Insomma, un gran ginepraio!
Meno male, almeno, che dei Re Magi -che appaiono nella Bibbia- non possiamo diffidare. Almeno credo!

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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