A X Factor 2017 vince stranamente la tradizione che porta il nome di Lorenzo Nicitra. A trionfare seriamente, però, sono i Maneskin, migliore band apparsa in tutte le edizioni del Talent show. Terzo, il livornese Enrico Nigiotti

È inutile negarlo, i Maneskin sono i veri vincitori dell’edizione n.11 di X Factor. Non aggiungo morale, perchè quando si appiccica un’etichetta al secondo o terzo classificato (vincitore morale) poi non gli si scuce più di dosso. Ha vinto, a sorpresa, ma forse non più di tanto, avendo come “madrina” Mara Maionchi – notisssima produttrice discografica e influente personaggio televisivo- Lorenzo Nicitra che ha cantato in maniera divina il medley, ma oscurando opportunamente il suo inedito piuttosto opaco e meno interessante di quello presentato da Enrico Nigiotti, il problematico cantautore -sempre della scuderia Maionchi- piazzatosi al terzo posto.

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Fa strano che il pubblico votante di XFatcor, solitamente composto da giovani e adolescenti, abbia sostenuto sino alla fine un cantante di indubbia bravura (un misto tra il primo Al Bano e un po’ di Bocelli) invece del gruppo più innovativo che mai sia stato a XFactor e forse, per quello visto sinora, la migliore band italiana di tutti i tempi. Il frontman Damiano è stato spettacolare, fortissimo, incorniciato alla perfezione con gli altri del gruppo. Se non c’è stata una spintarella per portare alla vittoria il double-face Nicitra, allora vuol dire che l’Italia del telecomando, dei Social network, di whatsapp e della tecnologia più all’avanguardia (cioè quella dei ragazzi) non è assolutamente interessata al rock, al glam rock, alla musica punk e adora il tradizionalismo più scontato e ripetitivo. E tutto ciò, mi appare alquanto grottesco, per non dire innaturale.

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I Maneskin sono bellissimi da ascoltare e da guardare, con la loro prima voce che sembra ricordare nelle movenze un po’ Freddie Mercury, un po’ Mick Jagger, un po’ Robert Plant. Il suo lemma vocale è unico, apprezzabile in ogni suo richiamo quasi strumentale. Sì, è pura poesia, graffiante, rockeggiante ma sempre poesia. Contornato da tre personaggi usciti da un romanzo di Thomas J. Seabrook, questo gruppo, libero da vincoli di voto, saprà farsi apprezzare anche a livello internazionale. Credetemi.

La canzone che avrebbe  dovuto far vincere i Maneskin

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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