Il cellulare ha modificato in maniera massiccia il rapporto tra le persone. Rivoluzionato l’ordine tra spazio e tempo

Il telefonino, prima di tutto nell’ambito giovanile e in particolare in quello adolescenziale, raffigura la modalità più adatta per entrare in contatto con gli altri unitamente ai vari Social Network, al mondo dei blogs, delle chat, dei forum; una sorta di adesione ad una precisa tribù di appartenenza. Se ne deduce che il continuo sviluppo tecnologico che non ha requie e la propaganda giornaliera dei nuovi mezzi di comunicazione ha cambiato in maniera massiccia il tipo di rapporto tra gli esseri umani, evidenziando una rapidità comunicativa che sta rivoluzionando l’ordine naturale tra spazio e tempo.  I giovani, pertanto, tendono ad aumentare gli stimoli ben al di là delle loro conoscenze, delle loro possibilità di recepirli, sviluppandoli a livello individuale…  Insomma, viene a mancare del tutto il cosiddetto vuoto adolescenziale, sostituito da una ripetitiva visione unitaria sintomatica a carattere affettivo-cognitivo. Per loro conta maggiormente il presente, mentre l’attesa non è contemplata e per quanto riguarda il futuro esso appare come la dimensione dominante dell’effimero. All’interno di un cellulare puoi crearti e-mail, chat, forum: tutte cose che obbligano i nostri figli, ma anche gran parte degli adulti, a convivere un periodo di vita senza rimemebranze del passato, senza propositi per il futuro; imperversa solo la non contemplazione, la mancanza di riflessione. L’adolescente può arrivare addirittura a perdere la dimensione della profondità.

Praticamente i giovani di oggi non si rendono conto di essere sommersi in una perdurante modernità liquida che uccide il senso e l’equilibrio delle forme. Con il cellulare siamo riusciti ad abbattere i limiti imposti dalla lontananza fisica. Questo oggetto è divenuto col tempo un vero dispositivo soggettivo dell’intervallo spaziale tra due luoghi e un regolatore della separazione fisica. Con il telefonino puoi fare di tutto: rendere più vicina una relazione tra due individui o esercitare un desiderio di rottura definitiva di un rapporto. Nel 2017 uno strumento tecnologico può tranquillamente essere la forma più predominante dell’interscambio umano. Un piccolo robot che si è trasformato in un arnese che sostituisce la realtà e che appanna la cognizione della distanza.                                                                                                                        D’altronde è innegabile che il cellulare sia diventato, sin dalla prima “sua uscita”, un business planetario. Non si fa in tempo ad acquistare il nuovo smartphone Apple, Samsung, Motorola e via dicendo, che già dopo poco è in produzione un altro modello contenente nuove e più esaltanti migliorie. Come già detto sopra viviamo in una società il cui modo di comunicare è radicalmente cambiato ad opera del telefonino e dei social network. Se ci voltiamo un attimo indietro, ad una trentina di anni fa, il contatto telefonico era possibile solo con dispositivi fissi o cabine telefoniche, in seguito la rivoluzione con la venuta al mondo del cellulare. Il telefonino però, contrariamente a quanto quasi tutti pensano, non è una scoperta contemporanea. La prima chiamata da un dispositivo mobile fu effettuata negli anni ’70 in prossimità della Sesta Strada di New York da due grandi esperti e competitors del settore della telefonia mobile: Joel Engel di “Bell Labs” e Martin Cooper di Motorola. E la telefonata fu fatta proprio da Cooper al suo concorrente dicendogli che lo stava contattando dal nuovo dispositivo mobile. Questo per dirvi come già dai primi vagiti del cellulare la guerra, tra le aziende che producevano telefoni, divenne aspra e senza esclusione di colpi.

È da tempo che anche i bambini hanno il loro cellulare e chi non ne possiede uno è definito una persona d’altri tempi. Ma sì, regaliamo il telefonino anche ai neonati in fasce così che le radiazioni emanate dal dispositivo li rendano subito schiavi di questo attrezzo. Lo ammetto, in certuni casi l’uso dello smartphone può essere utile, ma sono anche del parere che l’abuso che ne viene fatto renda l’individuo succube di tale marchingegno. Preferisco mille volte la comunicazione reale, dal vivo, fatta di gesti e sguardi, di sensazioni e umanità. Un modo di rapportarsi questo che sta diventando sempre meno frequente soprattutto tra le nuove generazioni. La comunicazione virtuale è il futuro! Io preferisco il contatto materiale con il prossimo.

Amen!

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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