E’ il turno di Bill Clinton e dell’ “Air Fuck One”, l’aereo dove l’ex Presidente USA avrebbe molestato quattro cameriere. Puntuale la denuncia delle 4 Suor Teresa

Era matematicamente impossibile che prima o poi non venisse coinvolto anche Bill Clinton nella tempesta perfetta degli scandali sessuali. La famiglia, quella dei Clinton, messa ormai da parte da tutti, con Hillary accusata di aver falsato le primarie contro Bernie Sanders, il Partito Democratico stanco dei due, i media più importanti ( Cnn, Washington Post e New York Times) decisi ad abbandonarli al loro destino ormai divenuto un film di seconda serie e, puntualmente, a rincarare la dose non poteva mancare la rivelazione di Ed Klein, ex editorialista del NYT e grande amico di Bill nel 1992 quando, in un articolo apparso sul Daily Mail di pochi giorni fa, ha sostenuto che l’ex Presidente USA a breve dovrà difendersi da nuove, pericolose accuse di molestie sessuali; denunce presentate da quattro donne che, nel periodo in questione, il 2001, cioè a fine mandato sembrerebbero, dai loro racconti alle forze dell’ordine, essere state molestate dal donnaiolo americano. Uno dei legali di Clinton, poche ore fa, ha confermato la notizia del quotidiano britannico.

La rabbia contro i Clinton traspare anche dal fatto che dette denunce dovevano rimanere accuratamente segrete, mentre sono state date in pasto alla stampa proprio dai dirigenti del Partito Democratico. Tutto ha inizio su un aereo definito da alcuni giornalisti l’ “Air Fuck One”, quando “il vulcanico” Bill -nei primi anni 2000-, in giro per il mondo con l’amico Ron Burkle, magnate dei supermercati, volò con al seguito quattro ragazze, ancora senza identità, tutte con incarichi di basso livello. Ventenni, cameriere, che dopo più di un decennio hanno portato alla luce le loro vicende di sesso. Insomma, la bufera Weinstein è un po’ come le ciliegie, una tira l’altra ed ora è il turno, che in molti attendevano, di Bill Clinton. Non del garzone della macelleria di Mile High City, non il lavapiatti di un ristorante di Brooklyn; non il giardiniere di Central Park, ma ancora una volta ad andare sotto la luce dei riflettori dello scandalo più vigliacco e deplorevole, un uomo di potere con l’aggiunta di un passato da playboy impenitente.

Dalle quattro denuncianti all’accostamento con la vicenda Lewinsky, il passo è davvero corto. Chi meglio di Clinton si presta ad un accusa di stupro o molestia che sia. Eppoi, perchè le quattro ex-ventenni sono protette dall’assoluta reticenza nello svelare i loro nomi? Un passato, quello con Monica, che pareva solo un ricordo lontanissimo e che ora sarà una base portante dell’accusa. Personalmente, e sottolineo personalmente, credo che in questa infinita sequela di denunce e di dita puntate verso facili bersagli, esistano molte persone che utilizzano queste accuse per mera vendetta o per vedersi leggere sui media, uscendo così dall’anonimato, loro mortale nemico. Che si fa allora? Si pensa a quando, anche di sfuggita si è avuta l’opportunità di incontrare, parlare e magari scherzare con questo o quel personaggio famoso e magari di potere.  Il resto è facile da immaginare. Ma la domanda che tutti dobbiamo porci è questa:” Se molestia è stata veramente perchè non denunciarla subito? Perchè avere aspettato il grande bailamme Weinstein?” Io la risposta la conosco…Voi?

 

 

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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