Dai veri stupri a quelli denunciati dopo 20/30 anni. Ecco il mio modesto pensiero

Quasi 5 milioni di donne italiane sono state costrette ( dati ISTAT e non denunce rese note 20-30 dopo ) a sottomettersi ad atti sessuali e 1milione e 700mila sono state vittime di stupro e tentato stupro. Molte di queste violenze sono state perpetrate tra le mura domestiche, tra fidanzati e amanti occasionali. Un intiero capitolo riguarda le donne morte e quelle che hanno riportato gravi ferite o lesioni, talvolta permanenti. Sono state bruciate, ammazzate a coltellate e pugni; torturate con ferri da stiro e sigarette, ustionate da acidi corrosivi, ferite gravemente e lasciate morire agonizzanti. Una sequela di orrori senza fine che nell’8% dei casi è dovuta a gravidanza non desiderata dal partner. Ben 4 donne su 10 vivono in pieno stato vegetativo a causa delle ripetute vessazioni psicologiche subite. L’uomo, di tendenza ancora cavernicola, svalorizza la propria compagna, la limita caratterialmente, la controlla fisicamente, ne sorveglia lo stato psicologico e la sua libertà economica. L’abuso verbale continuativo ne limita lo sviluppo della propria personalità e molte di loro finiscono nel tunnel della depressione e della perdita di memoria. È una tragedia orribile, sovente consumata in maniera oscura, il più delle volte in famiglia e le cui denunce sono poche, ancora purtroppo troppo poche.
Un fenomeno sommerso dalla paura e dalla speranza che qualcosa possa cambiare. Invece il dramma si ripresenta puntualmente, un cancro di difficile asportazione. Da qui alle denunce “tardive” di tante ‘attricette’, attrici o pseudo tali, segretarie di uomini di potere, stagiste di Presidenti di Stato e via dicendo, il passo è breve, ciò che si differenzia è il contenuto. Personalmente reputo che tra questo nugolo di lagrimose vittime, ve ne siano molte che utilizzano accuse inventate per pura vendetta o per uscire dall’anonimato, loro mortale nemico. Paragono tale fenomenale caos alla questione dell’affido condiviso che sta rendendo complicato alle donne allontanarsi dalla propria residenza con figli e bagagli, senza considerare il diritto della prole di vedere anche il padre. Che si fa allora? Si presenta una bella denuncia di stalking e si rovina la vita del coniuge. Tutto ciò per affermare che molte di queste “mentecatte” signore o signorine che siano, dovrebbero pensarci e contare fino a 11 quando, prese dalla smania di “esserci” e dalla rabbia dei tanti no ricevuti ai vari provini, iniziano ad urlare allo stupro, alla molestia sessuale o verbale sol perchè un pezzo da novanta della cinematografia mondiale, un capo di stato, un consigliere parlamentare o l’uomo di potere di turno le sfiora leggermente, e forse involontariamente un ginocchio o la mano. E, primariamente, se molestia è stata perchè non denunciarla subito? Per paura di perdere il posto di lavoro? Per il rischio di non partecipare al nuovo Talent show? Di non essere più considerate dal grande capo istituzionale? Penso, proprio, che quei quasi 5milioni di donne abusate di cui parlavamo all’inizio, di quelle ragazze sfigurate dall’acido, di quelle menomate, di quelle uccise con efferata violenza, non avrebbero fatto tanto clamore se i loro compagni le avessero sfiorato un ginocchio o le mani, le avessero fatto apprezzamenti un tantino audaci; forse ne avrebbero riso, forse avrebbero contraccambiato…. Chissà! Molte di loro sono morte e non lo sapremo mai.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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