Renzi, il fallito della politica italiana, ma con tante somiglianze con Donald Trump

Matteo Renzi poteva avere il mondo ai suoi piedi, invece adesso tutti lo vogliono fuori dai piedi. Il suo ego smisurato, come quello di Donald Trump che lo porterà   molto presto alla disfatta, e la sua ormai riconosciuta arroganza che pensava la facessero da padrone sulle forze avversarie interne ed esterne al PD, lo hanno fatto precipitare nella polvere. Il suo narcisismo ammalato, il grande amore di sè e solo di sè, hanno creato contraddizioni devastanti per il suo programma politico, indebolendo la sua smisurata propensione verso un potere illimitato e il comando dell’Italia tutta. Il suo “super-io” preso in senso negativo ha permesso a un Movimento venuto da internet, quindi illusorio e virtuale, di schiacciarlo e di metterlo in un angolo. La sua assurda politica che vuol ricalcare senza riuscirvi i passi dei grandi liberali e democratici del passato, l’ha portato a situazioni paradossali e assurde, schierandosi apertamente con banche e finanza sapendo con questo di far naufragare un’arte di governare a favore del cittadino comune.

Il suo comportamento opaco ha creato guerre intestine nel PD, divisioni, invidie, inimicizie, gelosie, cattiverie. Ha tentato di spazzare via tutti quelli che riteneva troppo di sinistra, cercando di riportare in vita un finto e cauto partito progressista che altro non è, invece, che la bruttissima copia di una DC camuffata. Il caos creato all’interno della sinistra ha avuto ben presto i suoi frutti con i tanti schiaffoni presi prima con il Referendum, poi con le amministrative, indi con le elezioni siciliane. Una Caporetto, un Forte Alamo, una Baia dei Porci, ecco come ha ridotto i vari suffragi l’uomo di Rignano.  Renzi si è rivolto e si rivolge tutt’ora alla gente, nonostante le sconfitte subite, come il grande stratega della politica nostrana. Non arretra di un millimetro, vuol restare lui a dirigere un’orchestra stonatissima, un PD che mantiene la propria influenza sul Governo Gentiloni e perciò con ancora una funzione molto indiretta sull’UE. L’ex Sindaco fiorentino è un populista alla Trump e, come il dittatore americano, si sente il capo supremo degli italiani continuando a ripetere che il Paese si sta riprendendo grazie a lui, che alle elezioni, quelle vere, vincerà ancora il Partito Democratico, che il suo protezionismo economico è stato realizzato per gli italiani, contro gli interessi dei ricchi e degli avversari della destra. Ma mentre lo pensa e poi lo dice, non ci crede nemmeno lui.

Il suo assurdo totalitarismo è abbastanza simile a quello del Presidente USA, con un personale staff composto da uomini di finanza ( Dott. Alberto Bianchi) e persone che di politica ne masticavano e ne masticano poco. Praticamente, come Trump, si è schierato contro l’establishment italiano e questo ha dato fastidio a molti. Pur essendo un uomo di cultura, a differenza del Presidente americano che nè è privo, non nè ha fatto quasi mai uso se non per qualche frase in latino pronunciata come io pronuncio  il linguaggio della tribù Mursi (Etiopia). Questo è Matteo Renzi e, per fortuna, una parte sempre più esigua di persone che lo seguono. Un uomo che non ha saputo sfruttare minimamente la politica economica di crescita, ma in primis l’amicizia con Draghi, due che tanto hanno parlato di un’ Europa Federata e di una Unione delle banche europee, così da raggiungere il tanto agognato aumento della produttività da parte dei lavoratori. Al contrario, il Fu Matteo, si è apertamente schierato con la grande imprenditoria e le banche. Gli italiani, alla sua comparsa, gli hanno chiesto una snella politica fiscale che combattesse le disuguaglianze e il dannoso lavoro nero, privilegiasse i consumatori, le piccole imprese e l’export. Sappiamo, invece, com’è andata.

Donald Trump ha volgarmente snobbato il fiorentino asserendo di non sapere chi sia e negandogli la sua visita alla casa Bianca. Il sig. Matteo non si è mosso di un millimetro ribattendo che “si tratta solo di un malinteso che verrà chiarito presto”. Caro Renzi, ma non poteva ricordare a quel barbaro con i capelli arancioni che siamo stati noi europei, e l’Italia in particolare, ad aver creato l’America?! Bastava ricordare al dittatore USA che l’Italia è e sarà sempre una democrazia a carattere socialista e liberale e che a conferma di ciò abbiamo secoli di storia in proposito. Caro Matteo, doveva rammentare a quel deficiente che siamo stati noi a creare gli istituti bancari, le lettere di credito e via dicendo, praticamente è grazie agli italiani che è diventato Donald Trump ed è riuscito a dare il suo nome a edifici e costruzioni varie. E che grazie agli imperi marittimi spagnoli e italiani è stata scoperta l’America. Senza di noi non ci sarebbero stati uomini dai capelli arancioni.

Annunci

Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...