Mi rimproverano di difendere troppo sentitamente Berlusconi. Vi spiego perchè!

Certi lettori mi hanno rimproverato di avere difeso troppo apertamente Berlusconi in merito alle tristi e note vicende che l’hanno visto protagonista. L’ultima la riapertura di un caso archiviato nel 2011 riguardante le stragi di Firenze, Milano e Roma. L’accanimento mediatico-giudiziario verso il Cavaliere altro non è che lo specchio opacissimo di un’Italia amministrata da un potere, quello giuridico, che si è sostituito di fatto all’arte di governare. Da ciò ne deriva una considerazione elementare più che semplice: se deve essere così, se dobbiamo farci governare dalla magistratura, allora l’esempio più fulgido di imparzialità e certezza è che sia una giustizia sempre e comunque giusta e lecita. Purtroppo, invece, come da anni ci ricorda Strasburgo, la legge italiana è gestita in maniera anomala, parziale, ineguale e talvolta subdola.

Basta prendere in considerazione che per abbattere un leader politico durante importanti eventi si fa ricorso ad essa, a processi ridicoli senza la benché minima prova provata e tutto ciò a danno di una persona potente, ricca e conosciuta nel mondo, sebbene non molto apprezzata per la sua leggerezza e goliardia. Pensate un po’ al momento in cui la scure sibilante dell’ingiustizia italiana si abbatte su un comune cittadino, su un padre di famiglia o un piccolo imprenditore, su un lavoratore o impiegato che sia, persone con mezzi limitati che a malapena arrivano a metà del mese. Non potranno permettersi che un avvocato d’ufficio, una difesa inadeguata e tanta, tantissima sofferenza, soprattutto se poi alla fine risulteranno non colpevoli. Quanto sopra è il dato evidenziato dai Radicali che ha portato a conoscenza, lasciando tutti senza parole, ma con una grande paura di entrare nel novero, delle oltre 50 mila persone risultate essere innocenti, per una spesa complessiva dovuta ai vari risarcimenti di quasi 700 milioni di euro. L’istituto della riparazione per ingiusta detenzione parla chiaro e chiunque può attingere a siffatti sconcertanti dati.

Ecco, dunque perché, come dite voi, ho espresso giudizi pro Berlusconi, semplicemente per il fatto che se arrivano a massacrare un uomo della sua levatura e con le sue possibilità, figuriamoci cosa possono arrivare a perpetrare contro di noi, umili cittadini italiani. Pertanto, ciò che è accaduto al Cavaliere potrebbe riguardare chiunque, e magari a qualcuno è già successo di vedersi arrivare in casa la polizia giudiziaria che ti rivolta l’abitazione come un calzino, investendoti di accuse poi totalmente inventate. Da qui alla morte in carcere di molti disperati il passo è breve e mette ancora in evidenza la totale assenza dello Stato e della Giustizia. Persone malate, come Perna o Rizzoli, con problemi psichici, fisici o di tossicodipendenza si  arrendono alla vita in un Paese che dall’inizio dell’anno ha contato un numero disumano di vittime perite in gattabuia. Molti vi contraggono l’epatite C che poi in quei loculi si trasforma, quasi sempre, in cirrosi epatica.

Fatto sta che la gente in carcere muore come cani abbandonati nonostante i verbali clinici delle varie strutture ospedaliere e dei centri clinici delle galere documentino che lo stato di salute di molti carcerati risulta incompatibile con la detenzione.
Tali vicende, però, come ogni cosa che riguarda lo schifo all’interno delle patrie galere, vengono letteralmente ignorate dai media o al massimo evidenziate con trafiletti microscopici sui quali i più non posano lo sguardo. Di questi casi l’Italia né è piena, come è piena di quei magistrati che a conoscenza di simili situazioni continuano a negare i domiciliari o il ricovero urgente in una clinica adeguata. Chi ci pensa alle madri, alle mogli, alle figlie, che fra l’altro spesso ipotizzano che la morte dei loro cari sia avvenuta a causa di maltrattamenti e percosse? Nessuno, per quasi tutti gli italiani chi è in carcere è un criminale, senza pensare invece alla loro più che possibile estraneità ai fatti ascrittigli. Siamo veramente alla farsa più deprimente che ci sia, con paesi del Terzo Mondo che ci indicano come non conoscitori del diritto, noi che dovremmo esserne la culla.

I Paesi del terzo mondo non sono solo l’Africa subsaharianama, il Sud-est asiatico,
l’ Asia meridionale e via dicendo, ma l’Italia, che appena si parla d’estero si cala i calzoni e se anche c’è di mezzo la vita di due soldati dell’esercito si ritira in buon ordine aspettando tempi migliori. E voi mi chiedete perché difendo Berlusconi!

Non difendo lui, ma evidenzio la straziante situazione di un Paese, il nostro, molto presto nelle mani dei pubblici uffici stranieri.

 

Nella foto in alto: Silvio Berlusconi e il sottoscritto

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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