La notte di Halloween: riflessioni su una festa amata dai satanisti

Giorni fa, nel mio articolo, ho posto in dubbio l’innocenza e la semplicità di tale ricorrenza, anche chiamata “notte delle streghe”. In fondo, oltre ad avere origini ben poco piacevoli se non addirittura demoniache, potremmo parlare di vera e propria campagna pubblicitaria atta esclusivamente a vendere questo o quel costume da Lupo Mannaro, questa o quella maschera da Scream, questo o quel dolce a forma di fantasma o pipistrello. Quindi, di tanto innocente c’è veramente ben poco. Dovremmo, alla fatidica data, celebrare in maniera pura i nostri piccoli, ma come specificato nel pezzo precedente, è importante, se non fondamentale, conoscere il significato di tale ricorrenza che si fa sentire non solo nei centri commerciali ma anche nelle scuole e asili.

Occorre chiarire e mettere in evidenza l’origine dovuta alla civiltà celtica, i Druidi, sacerdoti pagani che si insediarono trecento anni prima di Cristo, nelle isole britanniche, in Irlanda,Scandinavia e Europa occidentale. E tutto veniva celebrato in onore di Samhain, demone della morte, una festa chiamata,appunto, “La festa della morte”. Questi predicatori andavano di casa in casa chiedendo tutti i tipi di cibo che avrebbero, inseguito, offerto al loro dio Samhain. I Druidi portavano con sé una grande rapa vuota e su di essa formavano visi grotteschi illuminando il loro interno con delle piccole candele.

Tutto ciò, simboleggiava lo spirito che onoravano e da cui dipendevano i loro poteri magici. Il nome di questo spirito era Jock. Alla fine del XIX secolo, gli irlandesi sbarcati in America, introdussero questa ricorrenza denominandola Jack O’ Lantern (Jack che vive nella lampada). Con l’andar del tempo la Chiesa, non riuscendo a sradicare questa festività, ha deciso di “santificarla”, celebrandola col nome di “tutti i santi”, il giorno 1° novembre. Anton Szandor LaVey, autore di The Satanic Bible, racconta che tra le tre feste più importanti che onorano i satanisti, Halloween è decisamente la più importante. La notte del 31 ottobre le potenze demoniache sono al loro massimo. E’ il nuovo anno per la stregoneria e il satanismo.

Benché non crediamo o siamo indifferenti a questa acclamazione, celebrare questa data implica un’ “amicizia” col mondo delle tenebre, dell’oscuro e del male. Si commemora solo quello che stupisce o si ama. Non credo che la maggioranza di noi ammiri il male, le tenebre e il diabolico. Dio ci ama, come recita la Bibbia, e non gli piace che partecipiamo ad una festa tanto dannosa. L’ignoranza, non ostacolerà il danno spirituale che faremo. L’ oscurantismo, ingerendo un sorso di veleno da un fiasco con l’etichetta “per gioco”, non eviterà di avvelenarci o morire…

Inoltre, l’effetto sui nostri figli non è solo spirituale, ma anche psicologico, perché Halloween dà loro il permesso “legale” di ribellarsi agli adulti che non soddisfano le loro richieste – trick or treat (dolcetto o scherzetto) – eseguendo alcune malvagità o uno scherzo perverso a seconda della risposta. Perciò, divertirsi in questo giorno va bene, ma dandogli l’importanza che merita… cioè una bella scorpacciata di biscotti, caramelle e…stop!

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

One thought on “La notte di Halloween: riflessioni su una festa amata dai satanisti”

  1. È davvero grave l’ignoranza in cui si deve versare per scrivere un tale articolo. Radici cristiane? Demonio? Rispolveriamo il vecchio libro di storia dimenticato volutamente dalla Chiesa.
    Innanzitutto l’Europa ha radici PAGANE. Halloween come veniva chiamato nelle regioni anglosassoni, deriva da “all hallows eve”, un nome cristianizzato di una celebrazione di origine celtica originariamente chiamata “Samhain”. Ma in tutta Europa si celebrava una simile festa, Italia compresa. Alcuni residui di tali memorie sono rimasti nelle zone più isolate, come ad esempio la Sardegna e la Corsica, che festeggiano ancora il Su Mortu Mortu, che in altre zone prende il nome di Is Animas Is Animas, e in altre ancora Su Bene… ma è la medesima celebrazione di origine pagana analoga ad Halloween, rimasta da molto prima che i Cristiani invadessero e convertissero le popolazioni a suon di torture. Persino la tradizione del bambini che vanno di porta in porta è antichissima! Si chiede Si onada a is animasa? E gli adulti danno loro da sempre un dolce tipico di saba, o pane nero. Anche in certe zone del mantovano si ricorda la antichissima tradizione di mettere una zucca svuotata con all’interno una candela e di porla alla finestra, per illuminare il cammino alle anime. Tutta l’Europa conserva tracce di questa festa PRE-CRISTIANA.
    Successivamente, i Cristiani hanno voluto reprimere a forza ogni festività pagana. Per questo hanno cercato di sostituire Halloween con Il Giorno dei Morti, la festa della Dea Eostre (Easter, Öster) con la Pasqua, lo Yule con il Natale, le Ferie Augustae con l’Immacolata Concezione, la festa della Dea delle messi con la Befana e così via. È stata sempre la Chiesa che nel tentativo di demonizzare una festa che demoniaca non era, ha trasformato Halloween in un giorno dell’horror, cosi come dando della strega alla Dea delle messi, per dissuadere i suoi fedeli e bruciandone le sembianze, ha dato il via alla tradizione della Befana, che è una strega il cui fantoccio va appunto bruciato in piazza.
    Vogliamo parlare dei gatti neri? Anche qui, è stato il tentativo di demonizzare una divinità molto amata in passato a rendere il gatto vittima di persecuzioni tanto quanto le donne considerate “streghe”. Demonio, streghe, il nome stesso “halloween”, persecuzione di poveri gatti, paura dell’aldilà, persone bruciate vive… sono tutte tradizioni che vengono dalle persecuzioni cristiane.
    Non vuoi festeggiare Halloween? Chissenefrega, ma almeno non raccontiamo balle, e lascia in pace chi vuole festeggiare.
    Ricorda però che sei vuoi essere un “vero cristiano” allora fai a meno di comprare l’abete di natale, le luci, i regali, niente cene, né renne, né Babbo Natale, né polo nord, né elfi… Per Pasqua niente uova, né regali e né conigli, a ferragosto niente ferie ma solo ritiro in preghiera, magari con fustigazione inclusa. Divertiti.

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