La giustizia che rende le persone morti che camminano… Io, uno di loro

Mi sento un morto che cammina, senz’anima e accerchiato dal niente assoluto. Sono stato colpito da una patologia gravissima che si chiama Giustizia italiana. Ho tentato più volte di abbandonare la vita, solo gli affetti cari riescono a farmi sopravvivere: ma sono dipartito nell’anima.

Sono già passati diversi anni e ogni giorno, non ne salto uno, rimetto insieme le scene del mio dramma, rimontandole una dopo l’altra, con cura estrema, ripassando tutti i dettagli della vicenda e i loro tristi protagonisti.

In un infernale gennaio vengo sbattuto in prima pagina dal giornale della mia città come un pericolosissimo delinquente che passa la vita a truffare le persone, ma in particolar modo gli anziani.

Mai fatto in vita mia!

Le accuse sono pesanti e la polizia giudiziaria mi tiene oltre 5 ore nei suoi uffici per interrogarmi senza la possibilità di telefonare ad un avvocato. Mi oppongo alle loro terrificanti accuse spiegando che la documentazione trovata nel mio studio era stata emessa per salvare il mio datore di lavoro.

Ore prima, esattamente alle 8,05 di mattina, irrompono in casa di mia madre e la mettono a soqquadro. Io abitavo a quel recapito, ma il mandato di perquisizione riportava un altro indirizzo, quello dell’ abitazione a me intestata. Accortisi dell’errore, rimediarono tirando una riga sul recapito sbagliato, correggendolo a penna.

Il giorno dopo, nello studio del mio legale, mi presento con il mandato di perquisizione e le accuse a mio carico. Lo stesso, sin da subito, nonostante il mio parere contrario perche’ innocente, mi intima di patteggiare in quanto le accuse sono gravi e rischierei, afferma, dai 5 ai 7anni anni di carcere. Sono istanti da incubo, momenti in cui vorresti non esistere.

Da lì in poi comincia il percorso verso l’inferno. Le mie risposte non valgono niente, l’avvocato continua a consigliarmi il patteggiamento, gli inquirenti non credono ad una sola parola di quanto riferisco.  Alcune accuse le accetto sotto pressione dello scarso leguleio, ma la truffa e l’estorsione no. Detto avvocato, nel frattempo, ha urgenti problemi familiari trascurandomi quasi del tutto e non concedendomi l’opportunità di parlare con il PM.

Sento che la faccenda finirá malissimo nonostante sia incensurato e rispettoso delle leggi. Intanto una minacciosa nube di garantismo asfissiante avvolge tutto e mi stordisce.

Ancora oggi, pur essendo stato dissanguato finanziariamente, un magistrato mi ha intimato di pagare oltre 260.000Euro di risarcimento, sebbene a conoscenza della mia situazione economica. Dopo tutti questi anni di garantismo criminale, di solidarietà rifiutata e di atti di bullismo giudiziario, sono ancora qui a combattere contro i mulini a vento. Non sorrido più; queste cattiverie mi hanno fatto capire cos’è la legge italiana e come viene manipolata da esseri senza anima. Certi meccanismi della nostra giustizia ti portano alla follia.

E’  un orrore senza fine e uno strazio che ha inghiottito tutta la mia famiglia. In questa storia terrificante non dimenticherò mai le facce compiaciute degli uomini della Giudiziaria, del PM e dei Giudici. La gogna che grazie a loro ho dovuto e devo subire ogni giorno, vivendo in una piccola città, è azzerante. Questi signori con la s minuscola hanno violato, sapendo di farlo, un passo fondamentale della Costituzione: OGNI CITTADINO E’ COLPEVOLE FINO A PROVA CONTRARIA. Non hanno minimamente rispettato il principio giuridico della presunzione d’innocenza, ritenendomi da subito colpevole.

Non parlo dei miei accusatori perchè provo solo pena per loro. Se c’è un Dio, o chi per lui,  saprà punirli a dovere per quanto fatto.

Arriva l’avviso di conclusione indagini e le accuse sono nero su bianco. Passano i giorni e la situazione non cambia. Io continuo a ripetere che se ho fatto qualcosa è dipeso dalle circostanze in cui volevo difendere un anziano che amava la depravazione. Al mio avvocato spiego l’assurdità di essere stato incolpato di reati mai compiuti, ciò che ho fatto è stato portato a termine solo a fin di bene. Non ho mai preso un Euro, nè mai rubato o estorto denaro, i miei conti correnti sono lì a disposizione…e infatti metteranno a ferro e fuoco la mia banca.

Ormai per tutti questi pseudo servitori della legge sono un delinquente. Questa giustizia ha il sapore del fiele. Molta solidarietà in privato, pochissima in pubblico. Ho imparato, inoltre, che in Italia, anche se sei una persona importante, devi ricorrere a gesti estremi o almeno inconsueti, se vuoi avere giustizia. Basta pensare a Berlusconi e Tronchetti Provera.
Tutto questo lascia immaginare cosa avviene negli altri casi, in uno come il mio. Casi in cui non siano in gioco grandi nomi, grandi mezzi e grandi avvocati. Tutto è rimpicciolito, nella provincia puoi pretendere poco e non puoi difenderti  dal vampiro togato che ti succhia il sangue a piacimento anche perchè supportato dal tuo stesso legale che non vuole crearsi nemici tra coloro che giudicano.

Ogni cosa si perde per strada e per molti viene da pensare che l’unica via percorribile contro tale malagiustizia sia accettare tutto e arrendersi: ci si accorda con l’avvocato certi che faciliterà le cose al magistrato di turno, così da far gettare la spugna al povero malcapitato. A quel punto si celebra un bel patteggiamento e ingiustizia è fatta. Con me hanno fatto ancora peggio! Mentre stavo patteggiando, nascostamente, hanno messo in piedi un’altra accusa per far sì che non avessi scampo ( e che il PM ha taciuto al mio avvocato ). Una vergognosa trappola giuridica, una delle tante perpetrate da questa assurda legge. Ho sempre sperato di incontrare un giudice, un PM, un avvocato che facesse del garantismo la sua dottrina, così da trasformare il mio caso nel principio di una grande, vittoriosa battaglia contro questa giustizia parassitaria che vive e si moltiplica a spese di persone innocenti e riesce a passare i filtri che dovrebbero trattenere tutte le ingiustizie.

Invece niente da fare: questo virus mortale mi ha ucciso e adesso vago come spettro tra gli umani che non si rendono conto del pericolo mortale che li circonda.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

One thought on “La giustizia che rende le persone morti che camminano… Io, uno di loro”

  1. Massimo la giustizia è un concetto astratto e la legge non ha nulla a che vedere con essa. La giurisdizione sentenzia un’interpretazione dei fatti non l’agito in sè che sei solo tu a conoscerlo e tale interpretazione è manipolata da chi ha più potere e danara tale da volgerla a suo piacimento. Un Dio giustiziere nemmeno esiste, è astratto quanto la giustizia stessa. Oo dall’esterno, col distacco emotivo con cui stai vivendo tu in prima persona la questione, mi sento di dire solo di abbandonare questo gioco fatto di regole che non piacciono a nessuno ed in cui sai già che perderai perchè loro hanno già messo alberghi su “parco della vittoria” e “viale dei giardini”mentre tu al massismo speri di pescare dal mazzo “opportunità”!! Cambia paese, abbandona tutto, vattene dall altra parte del mondo non so, ma non lasciare che ti consumino fino alla fine!
    In bocca al lupo
    CBA

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