E’ morto Hugh Hefner, il fondatore di Playboy, la rivista che ha fatto sognare molte generazioni di giovani e meno giovani

Prima del Bunga Bunga, prima delle ammucchiate a Villa Certosa, delle cubiste, delle escort a domicilio, dei personaggi fallocratici, è arrivato lui, un laureato con il massimo dei voti in Psicologia, un certo Hugh Hefner, colui che aiutò il nudo a diventare parte dell’immaginario collettivo statunitense prima, del mondo intiero dopo. Ebbene, il fondatore della rivista Playboy, quella che ci ha fatto tanto sognare, è morto poche ore fa all’età di 91anni, come annunciato dallo stesso magazine.

La sua vera storia avrà inizio nel novembre del 1953, in piena Guerra fredda, quando si posizionerà nelle edicole americane un nuovo magazine senza data e numero progressivo: un pezzo unico. Si chiama “Playboy” e vende nel giro di pochissimi giorno più di 50mila copie, proprio in un’epoca dove in America vigono leggi severissime contro la pornografia. Siamo ancora lontani dalla beat generation, il massimo della contro-cultura era solo un certo atteggiamento leggermente bohémien. ” La vita è molto breve per essere vissuta attraverso il sogno di un altro”, recitava una citazione di Hefner pubblicata sulla pagina di Twitter della rivista, che ha svolto un importante ruolo nel cambiamento del comportamento verso la sessualità che ha avuto luogo nel XX secolo.

image

La prima rivista di Playboy del 1953

Hefner è morto di cause naturali nella sua casa di Beverly Hills, la famosa Villa Playboy dove ha celebrato leggendarie feste. Maestro di marketing, con un’innata abilità per l’autopromozione ha reso impossibile districare la sua immagine da quella del suo impero. ” Mio padre ha vissuto una vita eccezionale e toccante come pioniere mediatico e culturale ed è stato una voce determinante di alcuni dei movimenti sociali e culturali più importanti del nostro tempo nella difesa della libertà di espressione, dei diritti civili e della libertà sessuale”, ha detto suo figlio Cooper Hefner, capo creativo di Playboy Enterprises, in un comunicato. “Egli ha definito uno stile di vita che giace nel cuore della rivista Playboy, una delle più riconoscibili e durature della storia”, ha aggiunto.

Ormai pensionato, Hefner ha continuato a svolgere un ruolo attivo nel settore editoriale del suo magazine, scegliendo le copertine e la “conigliettia del mese”. Nell’ultima fase della sua vita ha anche frequentato club notturni e ha mantenuto un gruppo di giovani sposi, uno stile di vita che egli, ha assicurato, lo manteneva giovane dentro e fuori dell’anima. In varie interviste rilasciate ha sempre voluto evidenziare di voler essere ricordato “come qualcuno che ha avuto un impatto positivo sui cambiamenti dei valori sessuali e sociali del mio tempo”. “E credo che ciò sia abbastanza sicuro”, ha sempre sostenuto. La rivista Playboy ha annunciato nell’ottobre 2015 che avrebbe smesso di pubblicare fotografie di donne completamente nude, indicando che esse non erano più reali nell’era di Internet, perché la pornografia era a portata di mano di tutti.

Il clima politico e sessuale del 1953, l’anno in cui Hugh Hefner ha fatto conoscere Playboy, non sembra più quello attuale”, ha dichiarato Scott Flanders, amministratore delegato di Playboy Enterprises. “Ora basta un clic, un mi piace e trovi gratuitamente sul web tutto il nudo che vuoi”, ha detto al The New York Times. A metà del 2016, la Playboy Mansion, teatro di feste leggendarie organizzate da Hefner, è stata venduta a un uomo d’affari americano, figlio di un miliardario che ha comprato i panini di marca Twinkie. Secondo le condizioni dell’accordo, Hefner avrebbe potuto continuare a vivere fino alla fine dei suoi giorni in questa celebre casa di stile gotico, valutata oltre 200 milioni di dollari. Costruita nel 1927 e acquistata da Hefner per un milione di dollari nel 1971, la proprietà con piscina con caverne e cascate simboleggia gli eccessi di Hollywood. Durante le feste epiche, gli ospiti si mescolavano con le famose “conigliette”.

Elvis, narrano in molti, avrebbe dormito con otto bellissime “conigliette ” alla volta, mentre John Lennon bruciò un Matisse con la sua sigaretta. La proprietà sarà poi venduta allorquando la rivista decise di rivedere leggermente la sua strategia convenzionale, dove le modelle restavano ancora nude, ma il loro sesso o i seni non erano più visibili frontalmente. Hefner ha contribuito nel 2010 a salvare il sito contenente le famosissime lettere che formano la parola ‘Hollywood’ che si trova sulle colline di Los Angeles, con l’aiuto dell’allora governatore della California, l’attore Arnold Schwarzenegger, e celebrità come Steven Spielberg e Tom Hanks.

A questo punto caro Hefner non rimane che salutarti, ben sapendo che anche lassù radunerai Marylin Monroe, Ava Gardner, Audrey Hepburn, Rita Hayworth e molte altre bellissime creature con le quali ricreerai il tuo Playboy “paradisiaco” e la “coniglietta” del mese.

Annunci

Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...