L’uomo e quel bagaglio di nozioni che lo avvicinano al mondo dello stupro

Purtroppo, lo stupro, è da millenni una vera e propria cultura che contagia l’uomo. Essendo di sesso maschile fai per forza parte di quel bagaglio di nozioni che ti avvicinano al mondo delle sevizie verso le donne. Esse, in qualsiasi parte del mondo, si muovono circospette avendo bene in testa che in ogni momento della giornata, soprattutto la notte, possono essere oggetto di tremende violenze. Lo stupro è difficile da mandare giù, poichè per i più è solo l’espressione di un maschio violento e cavernicolo.

Le statistiche ci portano a conoscenza che i maschi commettono il 99% delle violenze sulle donne, siano esse giovani o meno giovani o addirittura ultra settantenni. Pertanto, il sol fatto di essere un uomo ti recluta nella categoria della nozione dello stupro. Pensiamo a noi, che non siamo stupratori e a quando, magari a tarda sera, affianchiamo, durante il cammino in una strada semi deserta, una donna; il primo pensiero che ci balena nella mente è di far notare la nostra vicinanza con discrezione affinchè non si spaventi, si senta a proprio agio capendo di non aver a che fare con chi pensa lei.

E facciamo ciò solo perchè siamo uomini e cerchiamo di concentrarsi su ogni persona di sesso femminile in una maniera che la faccia sentire a proprio agio, sicura, certa di non essere in pericolo. Praticamente vorremmo,  addirittura, non essere lì, davanti a lei.  Ogni uomo “sano” deve rispettare lo spazio personale di ogni ragazza o donna che sia, non facendola sentire, così, vulnerabile o preda. Mai come ora una donna si è sentita così esposta, scoperta. Da Nord a Sud, passando per il Centro Italia, non trascorre giorno che non vi siano notizie di stupri o violenze sulle donne. Bisognerebbe un attimo fermarsi, noi uomini, a pensare allo stato d’animo di chi, per forza di cose, trema a prendere l’ascensore con uno sconosciuto; a chi deve attraversare una strada deserta; a chi non può fidarsi nemmeno delle forze dell’ordine. Le donne, da un pezzo a questa parte, devono – prima di lasciare casa-pensare ad un tragitto che non sia a rischio; in primis le pendolari del lavoro che non utilizzano l’auto.

Insomma, come potremmo, noi maschi, sopportare e concepire una tale situazione?La libertà maschile, per arrivare a comprendere la cultura dello stupro, passa dalla non libertà femminile alla quale da tempo deve assoggettarsi la donna. Spesso e volentieri si parla di prevenzione dello stupro, mentre non ci si sofferma ai modi per far sì che gli uomini la smettano di violentare, a certe pene severissime da comminare a chi arriva a tanto. È contro questa nozione della violenza sulle donne, che dovremmo coalizzarci tutti: persone comuni, uomini, donne, magistratura, forze dell’ordine…e politici.

Dovremmo ascoltare più le donne, anche chi è predisposto alla sicurezza, senza mettere in dubbio una denuncia o una dichiarazione che evidenzia delle violenze. Purtroppo succede spesso che Carabinieri o Polizia non diano sufficientemente credito alle parole di chi vorrebbe denunciare il fidanzato o il marito. Poi, come succede sempre, è troppo tardi.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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