I volontari, gli angeli dalle ali invisibili, li rivediamo immancabilmente ad ogni catastrofe. Ma ce li meritiamo?

Sono trascorse già diverse ore dall’alluvione di Livorno, dai nubifragi della Campania e di altre località colpite da questi tremendi nubifragi. Le immagini televisive o fotografiche, provocano sempre le stesse sensazioni di angoscia e di fiducia allo stesso tempo. Sebbene le tragedie siano diverse. Giovani con gambali di plastica, badile alla mano, immersi in un’acqua melmosa e maleodorante con milioni di residui che ostacolano questo loro dignitosissimo e non retribuito lavoro.

Pochi, veramente esigui e marginali, i commenti sul volto lindo della nostra penisola: il volontariato. Generoso il contributo di questi ragazzi, e non più ragazzi, che fronteggiano i danni, aggiustano e alleviano le fatiche di chi non ha più niente di suo, chi ha visto spazzata via letteralmente la propria casa dalla furia rabbiosa dell’acqua o chi deve avventurarsi su stantie mulattiere e sentieri poiché le vie principali di accesso sono interrotte dal fango e dai detriti. Questo è il volto che amo, che noi amiamo dell’Italia. Ma quanti rientrano in quel noi?

Sì, perché, poi c’è il grugno lussurioso, insensibile degli sfruttatori che fabbricano sopra i fiumiciattoli o su montagnole franose, deperendo in questo modo l’equilibrio geologico del nostro delicato territorio. Chi mai potrà dimenticarsi dei cosiddetti “Angeli del fango”, dell’alluvione di Firenze del 1966. Magari molti di quelli visti ultimamente soccorrere le persone che abitano intorno all’Ardenza di Livorno, ad Avellino, sono figli e figlie di quegli eroi -perché buon sangue non mente-. I volontari, dalle ali invisibili, li rivediamo immancabilmente ad ogni catastrofe, sia essa un terremoto o un’alluvione; giungono nei luoghi colpiti dalle calamità umane, più che naturali, senza essere convocati, disposti da un animo che appartiene esclusivamente alla loro età, alla loro voglia di esserci, condottieri di una rivoluzione discreta e silenziosa.

Non fanno parte di alcun gruppo, né di associazioni o schieramenti: una telefonata, un messaggio tramite email ed eccoli pronti a imbrattarsi di fango e melma, offrendo il proprio tempo, rischiando la vita, piegandosi alla faticosa realtà della distruzione. In contrapposizione, però, come nell’eterno gioco del bene e del male, appaiono gli abusivi, i briganti del territorio, che filtrano cemento sulle scarpate e infettano di bitume le foreste, in comoda attesa della solita sanatoria che gli permetta di giovarsi di uno dei molteplici condoni.

Ma intanto franano le colline, le dighe non reggono e il paesaggio viene criminosamente devastato. Allora arrivano gli Angeli, e si ricomincia da capo. Ma cosa importa, l’Italia è travolta da cose “più importanti”: poteri forti, conflitto di interessi, professori e politici, la sobrietà di Gentiloni e l’eccesso dei Cinque Stelle, i nonsense di Renzi e i capricci della Leg! E nel frattempo, non meritandolo, gli angeli ci circondano.

Annunci

Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...