In Italia si legge pochissimo. La gente preferisce internet, Whatsapp e lunghe ore al cellulare

In Italia si legge pochissimo e la conferma di ciò è riscontrabile ogni giorno dai personaggi televisivi che fanno a gara per contendersi l’alloro del più sgrammaticato. Il re, anzi la regina di questi analfabeti professionisti è Barbara D’Urso seguita a breve distanza dalla schiera di ex calciatori che si sono dati al commento tecnico.  L’Istat giorni fa ha portato a termine un sondaggio che ha dato come risposta che il 58% delle persone intervistate ha espressamente dichiarato di non avere letto un libro negli ultimi 13-14 mesi.

Molti/e di loro si sono giustificati/e affermando di non avere tempo a sufficienza, che gli sarebbe piaciuto, ma che leggendo avrebbero ostacolato lo studio, la famiglia, il lavoro. E può essere vero, ma forse si sono dimenticati le ore dedicate ai social network, alle chat, a Whatsapp e alla televisione. Quindi è certo, tempo per leggere libri ne rimane pochissimo. È altrettanto vero che, a costoro, leggere non passa minimamente per l’anticamera. È facilmente intuibile, comunque, che se una persona è interessata ad un libro, voglio includere anche una rivista, il tempo per leggere lo trova tranquillamente. Infatti, chi ama i libri riesce anche ad andare a teatro, al cinema, usa il PC e magari va pure in palestra. Chi non legge trova solo scuse infantili e subisce come un automa il tempo libero, assecondandolo con programmi televisivi devastanti o intrattenendosi sul web.

E c’è la massa ignorante che vede il lettore come lo sfigato di turno, senza interessi. Sì, perchè per determinate persone chi legge non ha stimoli, la lettura è solo per i topi di biblioteca. Puri analfabeti del pensiero, che durante l’intervista hanno detto di non avere trovato ancora il libro che fa per loro. Eppure tali cialtroni dalla mente offuscata potrebbero trovare online ogni tipo di libro, anche quello che ti insegna ad amare la lettura. Poi c’è il gruppo che afferma: ” Comprare un libro costa troppo. Soprattutto oggi che, per la crisi, si elimina tutto ciò che è considerato superfluo.”  Questa è solo una scusa in più per non avvicinarsi ad una libreria. Ma se un volume costa quanto una pizza e una birra o 2 biglietti per il cinema!? E il senso di disgusto per i libri ora viene legato al prezzo “insostenibile” dello stesso.

Chi non è abituato a leggere e affronta per la prima volta un volume e ne legge le piccole righe trova, per la poca esperienza, molta difficoltà nella comprensione di un testo, e tende a nasconderlo nel cassetto. Ma meno leggiamo più diventa difficile. Una possibile soluzione? È obbligatorio che le scuole siano centri di cultura e ricerca, che le bilioteche aumentino e diventino luoghi dove sia piacevole andare e non solo mobili colmi di libri trascurati e ingialliti dal tempo.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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