Elizabeth Bathory, le atrocità di una contessa sanguinaria …forse, l’unico vero Dracula realmente esistito

Elizabeth Bathory, nasce il 7 agosto 1560 da George e Anna Bathory.

Raymond T. McNally, che ha dalla sua quattro libri sulla figura di Dracula nella storia, nella letteratura e nel vampirismo, nel suo quinto libro, “Dracula era una donna,” presenta ampie intuizioni sul fatto che il regista Francis Ford Coppola con il suo film Dracula di Bram SToker fosse stato fortemente influenzato dalle leggende di Elizabeth Bathory di Ungheria.

Per esempio, Vlad era rumeno e Dracula era ungherese come la Bathory.

Vlad l’Impalatore, non è mai stato minimamente sospettato di aver bevuto sangue umano, mentre Elizabeth non solo lo bevve, ma se ne servì per farci frequenti bagni – all’interno della sua personale tinozza costruita su misura con ossa umane essiccate- utilizzando plasma di vergini per mantenere la sua giovinezza.

La famiglia Bathory era una delle famiglie protestanti più ricche e potenti di tutta l’Ungheria, e riuscì a regalare alla nobiltà due delle sovranità regnanti più importanti della Transilvania grazie a Stephan Bathory, principe di Transilvania e re di Polonia oltre a Gran Duca di Lituania.

Gli altri parenti, “definiti interessanti”, dalla stessa Elizabeth erano un presunto zio accostumato totalmente verso riti e culti in onore di Satana; zia Klara, nota bi-sessuale e lesbica che gioiva soltanto quando infliggeva torture atroci alla servitù e agli uomini troppo dotati; il fratello di Elizabeth, Stephan, viscido libertino e ubriacone incallito.

In giovane età la Bathory ebbe ad assistere al supplizio e all’esecuzione di una zingara, che venne cucita all’interno di un cavallo e lasciata lì a morire.

All’età di sedici anni, siamo nel 1571, Ferenc Nadasdy diverrà il fidanzato ufficiale di Elizabeth, allora undicenne, grazie alle manipolazioni accurate di sua madre. Ferenc sposerà la promessa sposa l’8 maggio 1575.

Ferenc era un guerriero e quindi spesso doveva dividersi dalla consorte la quale -nel loro castello di Sarvar- portava avanti il compito di disciplinare la servitù.

Questa sua forma educativa, in seguito, venne considerata il più alto esempio di sadismo mai consumato fino ad allora.

Picchiare duramente, con un pesante bastone, i domestici era la più tenera delle sue punizioni, dal momento che aveva personalmente scritto un decalogo riguardante i vari castighi corporali da infliggere.

Frequentemente venivano usati dei grossi spilloni di ferro per chiudere la bocca a talune ragazze disubbidienti. Essi venivano conficcati e fatti passare dal labbro superiore a quello inferiore, e nel contempo le unghie e le carni di queste sventurate venivano riempite da piccole schegge di legno acuminate.

Un’altra di queste invereconde punizioni consisteva nel trascinare giovani fanciulle, completamente nude, fuori nella neve, dove Elizabeth dava l’ordine di versare su di loro acqua fredda fino a che non morivano assiderate.

Una delle cose da lei più amate, quando il marito partiva per la guerra, era quella di far visita a zia Klara, riconosciuta da tutti quale la regina perversa del bisessuale.

Grazie alle sue importanti amicizie con ricchi e potenti signori della zona, Klara aveva sempre a disposizione un nutrito numero di ragazze per la casa.

Elizabeth, lì, assieme alla parente dava sfogo a tutta la sua perversa lussuria.

Al servizio della contessa, come studiosi dell’occulto, erano il suo fedele Ficzko (un nano pervertito e pedofilo), Helena Jo -la balia-, Dorothea Szentes (chiamata anche “Dorka”), e Katarina Beneczky una lavandaia.

Inoltre, tra gli anni 1604 e 1610 una misteriosa donna di nome Anna Darvulia, probabilmente una delle tante amanti di Elizabeth, le insegnò molte tecniche nuove di tortura.

Dopo un grave ictus che la lasciò cieca, Darvulia abbandonò la corte della sua padrona trasferendo il suo lavoro a Elizabeth, Helena Jo e Dorka che, nel frattempo, avevano ben colto gli insegnamenti disumani della donna.

Con la morte di Darvulia, Elizabeth Bathory, ora sulla quarantina, era divenuta ancor più imprudente.

Cominciò a scegliere alcune ragazze della nobiltà più bassa e circostante grazie, soprattutto, all’aiuto di Erzsi Majorova donna senza scrupoli della vicina citta di Miava.

Fu proprio la Majorova che incoraggiò la contessa Bathory ad interessarsi a ragazze di simil ceto, ed a non disdegnare neppure le avvenenti contadinotte del luogo.

Un complice testimoniò che, in certi giorni, Elizabeth ordinava di fare stendere sul pavimento della sua camera, completamente nude, delle innocenti adolescenti con l’intento di torturarle. Qualche ora dopo il sangue di queste sventurate scorreva come ruscelli in un pomeriggio di pioggia torrenziale: i servi per svuotare la stanza da quel liquido dovevano usare grossi secchi di legno e, dopo, coprirne le enorme chiazze rossastre con la cenere.

Dal diario di Elizabeth Bathory: «Una giovane domestica non è riuscita a sopportare che la sverginassi con un palo di frassino e così è crollata subito, rapidamente è morta. Effettivamente era troppo piccola».

Una mattina appena sveglia, Elizabeth, chiese a Dorothea Szentes di cercarle una giovane e corpulenta ragazza del paese vicino. Dopo circa un’ora la collaboratrice tornò con una robusta fanciulla che venne fatta adagiare sul letto della contessa e spogliata completamente.

La Bathory, anch’ella nuda, si avvicinò al capezzale e, come un bulldog, aprì la bocca e azzannò la ragazza sulla guancia. In men di un battito di ciglia le fu dietro la schiena e con fare bestiale le lacerò una spalla coi denti. La povera sventurata svenne all’istante, ma ciò non impedì alla contessa di attaccare i seni e le gambe. Il sangue schizzando copiosamente dalla fanciulla la ricoprì di rosso e tutto sembrò orrendamente inumano anche agli occhi di Dorothea.

Le prove presentate a carico della degenerata contessa furono esposte il 2 e 7 gennaio del 1611 presso il Tribunale Regio d’Ungheria.

A verbale, le testimonianze dei suoi quattro complici, Ficzko, Dorka, Katarina Beneczky, e Helena Jo (Erzsi Majorova non era presente perché non rintracciabile al momento) furono trascritte e depositate per la sentenza, e le dichiarazioni più compromettenti -per Elizabeth- riportate su pergamena a parte.

I quattro confessarono che il numero dei corpi straziati oscillava tra le 45 e le 60 unità,

ma un quinto testimone, una certa “Zusanna la nubile” rivelò, in data 7 gennaio, il pezzo mancante dal puzzle maledetto.

Dopo avere descritto accuratamente le torture di Helena Jo, Dorothea, e Ficzko…e dopo avere chiesto misericordia per Katarina Beneczky, Zusanna denunciò l’azione più atroce e scandalosa dell’intero processo. Un elenco da ritrovare nel torace della Contessa contenente il vero numero di ragazze uccise, pari -cioè- a 650 cadaveri e, firmato di proprio pugno, dalla stessa Bathory.

La prima sentenza si abbatté su Helena Jo e Dorothea Szentes, gli autori materiali, congiuntamente a Elizabeth, di tali misfatti.

« Helena Jo e Dorothea Szentes, la corte quivi riunita vi condanna all’amputazione di tutte le dita delle vostre mani, poiché utilizzate come strumenti di tortura e intinte nel sangue di innocenti cristiane, che verranno asportate dal vostro corpo dal boia Onerio con un paio di tenaglie roventi. A dar seguito all’azione i vostri corpi saranno gettati pur vivi nel fuoco purificatore».

A causa della sua giovane età e della complicità in un minor numero di reati, Ficzko, il nano, venne solamentedecapitato.

Solo Katarina Beneczky sfuggì alla condanna a morte.

Più tardi il 24 gennaio 1611 … Erzsi Majorova … subì la mesma sorte di Ficzko.

Elizabeth non fu mai condannata, ma rimase per il resto della sua vita murata all’interno della sua stanza, del castello.

Nell’agosto del 1614, in una calda mattina, il suo carceriere, sbirciando dal foro della sua stanza, notò la scodella del cibo intatta, entrò nella cella e trovò la contessa, vestita di tutto punto e agghindata a festa, morta sul suo letto. Aveva 54 anni.

Di moltissime vittime ovviamente non venne mai ritrovato il corpo, e la contessa Bathory passò alla storia con il triste primato di più grande serial killer femminile di ogni tempo.

… E forse, l’unico vero Dracula realmente esistito.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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