Continuano a suicidarsi per disperazione, ma il Governo che fa?

Solitamente sono due i messaggi lasciati, nei quali c’è scritto: “La dignità vale più della vita di un uomo”; nel secondo viene espressa l’intenzione di uccidersi. Il suicidio è quasi sempre un messaggio, un terrificante messaggio e certuni artigiani, impiegati, pensionati, vogliono lanciare con simili gesti il loro disperato grido di angoscia e di disperazione togliendosi la vita.

Molti italiani negli ultimi anni, sotto i colpi devastanti della crisi economica, hanno deciso di portare a termine tale risolutoria azione. Alcuni, dopo aver pagato dissanguanti debiti fiscali, ricevono, subito appresso, notifiche di altri pagamenti da onorare e tutto ciò lo percepiscono come la fine, senza la minima possibilità o speranza. Altri si accorgono di non poter più provvedere alla propria famiglia a causa della disoccupazione, del lavoro precario, della mancanza di prospettive o, direttamente, di possibili alternative a questa loro situazione economica.

Alcuni si impiccano, lasciando l’intiera famiglia nella più totale disperazione, poiché l’azienda dove lavorano, precariamente, ha annunciato un’ulteriore riduzione delle ore e dei salari. Storie tristi, crude, che colpiscono in profondità. Non più tristi di altre centinaia di vittime per suicidio che vengono raccontate dai mass media a causa della bizzarra legge applicata nel nostro Paese, dove a pagare sono sempre i soliti noti. Tali vicende colpiscono ancora di più perché compiute in un mondo che, credevamo, basato sulla stabilità e il quieto vivere.

Impressionano perché rivelano che il capitalismo funziona in tutto il mondo con la stessa logica, quella di conservare i privilegi e colpire i più deboli, soprattutto verso quegli individui che credono nel diritto a tal punto da permettergli di passare su di loro come un rullo compressore. Tutte queste morti hanno costretto, i vari Governi nullafacenti, a rivedere, per un po’ di tempo, la propria politica fiscale, rigorosa e decisa, ma morbida e permissivista verso il capitale finanziario, con la speculazione che, lungi dall’essere punita per aver causato un crollo globale senza precedenti è, invece, stata premiata, rispettata e obbedita in tutte le sue drastiche imposizioni.

Basterebbe che gli statisti italiani guardassero per un momento a ciò che accade in Sud America, in Africa, in Asia, per capire che molti fantasmi si sono annidati nelle loro stantie idee economiche. Non è tempo di rimuoverli? L’imminente fallimento del nostro settore imprenditoriale, il taglio drammatico delle pensioni, la perdita dell’impiego quando mancano pochi anni al riposo, raffigurano alcune delle ragioni attribuite ai suicidi o tentati suicidi in un paese, ove anche la legge, ci mette del suo per far sì che il numero di vittime aumenti sempre di più a causa di sentenze fasulle, giudici compiacenti, interpretazioni personali del codice penale sempre e, comunque, a discapito del cittadino comune, che si ritrova senza alcuna spiegazione in un carcere per una reato mai commesso, e sappiamo lo stato in cui versano i penitenziari di questo nostro italico stivale.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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