L’uomo che in un attimo ha distrutto i detti “Volere è Potere” e “Ogni promessa è debito”: Matteo Renzi

Matteo Renzi voleva trovare i colpevoli dei gravi disservizi all’aeroporto di Fiumicino. Matteo Renzi richiamava all’ordine tutti i sindaci perché le citta erano troppo sporche dimenticandosi quando lui, Sindaco di Firenze, doveva rispondere alle stesse richieste stizzite dei cittadini della città col giglio. Matteo Renzi voleva risolvere il vero mistero della tragedia del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

Matteo Renzi voleva rivoluzionare l’assetto Rai e la legge Gasparri. Matteo Renzi voleva riformare di sana pianta la giustizia. Matteo Renzi voleva aumentare il livello di occupazione e sconfiggere la povertà. Matteo Renzi voleva riformare la scuola. Matteo Renzi voleva spazzare via il “vecchiume” della politica nostrana. Matteo Renzi urlava e gridava che avrebbe messo lui le cose a posto!                                        Matteo Renzi ha distrutto in un nano secondo il detto “Volere è Potere”.

Oramai lo abbiamo imparato a conoscere perfettamente in questi ultimi due-tre anni: lui è la perfetta immagine del tutto e del niente assoluto. Colui che promette e che mai manterrà. Uffa, tutte le volte finisco per scrivere questa frase! La completa personificazione del 42enne rampante che quando parla dopo un attimo ha dimenticato quello che ha proferito qualche secondo prima; ma lo sa dire in maniera impeccabile, questo sì!

Lo hanno definito, ora non più, l’uomo più serio tra gli ultimi Presidenti del Consiglio, ma poi la gente si ricorda delle sue parole date, le molteplici, pianificate riforme e lo vede meno affidabile o quasi del tutto inaffidabile; per alcuni passa per personaggio irriverente, ma è solo un “bravomo”, come dicono dalle sue parti, un pacioso boy scout, paragonabile più al bagnino Mario di Panariello che a un irrispettoso Gian Brurrasca. Lo vediamo, e ce ne rendiamo conto ogni giorno di più, che lui non è un politico, ma un eterno ragazzotto di provincia che s’innamora di ogni cosa e il giorno dopo di nulla.

È un Narciso moderno che  ama solo se stesso. La sua ridente scarsità culturale è divenuta col tempo il biglietto da visita, una carenza conoscitiva che ogni volta riesce ad elevare a pregio di riconoscibile unicità. Il suo inglese toscanizzato ha varcato i confini e ormai anche gli eschimesi si rifanno a lui.

L’ex sindaco di Firenze, è un riassunto, spesso accidentalmente caricaturale, del quadraginta homo italicus, certune volte impegnato e tal altre paragonabile allo yuppie anni ‘80; spesso è un po’ Berlusconi, sovente un ex democristiano alla Fanfani; spesso bamboccione, qualche volta di sinistra (pochissime), altre di destra. Bruttino nei suoi primi passi televisivi con Mike, meglio ora che ha messo qualche kilo di troppo, ma coerentemente convinto di piacere a tutti… anche se i sondaggi lo vedono in netto regresso.

L’ Homo Renzianus, non digerisce la vecchia nomenclatura di sinistra, ma questa sua presa di posizione non deriva tanto da pura convinzione, ma perché glielo hanno inculcato nella testa. Voleva il totale cambiamento dell’Italia con le riforme, fatte dalla mattina alla sera, ma quando poi si è accorto che ha tutti contro si è comunque dimostrato contento del lavoro non fatto, tanto è ultra convinto  che il voto alle prossime elezioni lo vedrà netto vincitore.

Insomma, un numero uno, non certo per le nebulose idee, ma per l’imballaggio sfolgorante con le quale le avvolge. Concludendo, possiamo tranquillamente affermare che siamo davanti al campione del mondo dell’incrocio umano, figlio e frutto delle teorie deterministiche che lo hanno cresciuto…

Lui il re dei quadraginta italicus, con una german matri che lo instrada a suo piacimento.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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