A volte ritornano; eccome se ritornano! Si rifanno largo i vecchi volti della politica che fu. Renzi e la sua rottamazione non riuscita

Altro che rottamazione, altro che volti nuovi, altro che svecchiamento della politica. Matteo Renzi non ha mantenuto nemmeno questa sua promessa, una delle prime. Da un po’ di tempo a questa parte, come spettri inquietanti, si sono ripresentati a telecamere e fotografi di giornali i volti raggrinziti e stantii di Berlusconi e, addirittura, di Romano Prodi, brutte avvisaglie di un possibile ritorno a ciò che subivamo.  Improvvisamente, la seconda Repubblica ha rimesso il nasone fuori e come da un film di George Romero, stanno riapparendo come spiriti soprannaturali facce e gesta che conoscevamo da tempo immemore.

A differenza degli zombie e di certi mutanti, cercano di ripresentarsi tranquilli, tirati a lucido magari da qualche ritocchino di chirurgia plastica, ma nonostante tutto non riescono a non fare una certa impressione sinistra. Il miscuglio di anni, dai ’60 ai giorni nostri, si nota in maniera inquietante. Sono ancorati qui, senza imbarazzo, senza vergogna, senza tentennamenti, se non nella camminata piuttosto anzianotta.   Berlusconi, sembrava aver messo da parte ogni suo ritorno ai fasti di un tempo, ma da qualche mese lo si vede su quasi tutti i giornali e le sue TV, di cui torna a sfruttare i tanti passaggi che le stesse gli regalano, ossequiandolo come tempo fa.

Ciriaco De Mita, invece, impazza su televisione, radio e compagnia bella, rilasciando interviste al ritmo forsennato di uno che vorrebbe ristabilire quell’ordine, che secondo lui, una volta faceva dell’Italia un Paese serio e rispettato. Ma quando mai!  Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia, si è messo a scrivere articoli sul Blog di Grillo, schierandosi apertamente, come i Cinquestelle, contro il fiscal compact. Critica tutto e tutti, insomma non ha cambiato di una virgola il suo atteggiamento da maestrino di quando era uno che contava.  Marco Rizzo, l’ultracomunista per antonomasia, e ancora segretario del PC, urla a gran voce che il Paese deve abbandonare l’euro e la NATO, se vuole uscire dalla profonda crisi in cui è sprofondata. Le stesse, identiche parole, di un decennio fa.

Poteva mancare, forse, il ritorno -fra color che son vivi ancor- di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, sempre presente alle feste Udeur e speranzoso di un rilancio in grande stile nella politica che conta? Intanto, l’immortale Gianni Letta, ombra di Berlusconi per anni e anni, sembra molto legato al siculo Gianfranco Micciché              – grande alleato di Totò Cuffaro ai tempi non proprio edificanti che portarono quest’ultimo ai sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio – e pronto ad istruirlo sul prossimo candidato alle elezioni siciliane.

E poi altri e altri ancora, ma ormai sono arrivato al limite di sopportazione perchè, come quando si guarda un film horror con la speranza che il bene abbia finalmente prevalso sul  cattivissimo di turno, improvvisamente, lo stesso si ridesta, nonostante le tre pistolettate al cuore, e ricomincia ad imperversare e…

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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