Adesso basta! Fermiamo il mattatoio di donne e ragazze da parte di mariti ed ex compagni, orchi assassini che si rifugiano dietro la parola “raptus omicida”. Vi spiego perchè questa scusa è ormai smascherata

Ancora una. E poi un’altra. E ancora una. E via e via senza possibilità di soluzione. Donne, ragazze trucidate da mariti e fidanzati, ex compagni col sangue alle tempie che dopo un litigio o la fine di un rapporto ammazzano tra infiniti tormenti le malcapitate di turno. Ogni giorno la stessa storia, ma nessuno, nessun politico, men che meno la magistratura con pene pesantissime, mettono fine a questo mattatoio infernale.

Donne strangolate, stuprate e poi bruciate, sventrate da un paio di forbici e trovate in pozze di sangue; donne inseguite e uccise a colpi di pistola, annientate da pugni e calci mortali. Tanto poi sarà la stessa tiritera, le varie agenzie parleranno di raptus omicida, esploso da motivi di gelosia, magari scaturito da un presunto tradimento della ragazza e la vittima sarà un po’ meno vittima. E il demoniaco orco sarà un po’ meno colpevole. È così che la pensa la politica e la legge italiana. È così che regrediamo ad uno stato medievale in cui a prevalere è sempre e solo una persona: l’uomo. È stato un raptus, questa la giustificazione di tutto. Gli stupri e omicidi ai danni di queste donne, quasi sempre, vengono “giustificati” come conseguenza di un attimo di follia del marito o ex compagno. Tutto falso, perché le vittime -prima della loro uccisione- sono state da mesi e mesi torturate dai loro consorti o fidanzati, attraverso un perverso utilizzo di “stalking” , poi con botte e minacce e infine il gesto fatale.  Sono circa 100 all’anno, ma potrebbero essere di più, basta infatti pensare a tutti quei casi che non conosciamo e che non vengono denunciati. La media approssimata per difetto, ormai da anni, si alza vertiginosamente.

È una vera e propria emergenza nazionale, ma politici e magistratura si tengono ben lontani da lanciare allarmi di sicurezza. Non si capisce, però, perché per la microcriminalità questo non avvenga e immediatamente dopo una denuncia i vari segnali di pericolo vengano divulgati a livello statale. Vi chiedete perché? Uno dei motivi è che questi massacri sono argomentati come «crimini privati» e «inevitabili»: ed essendo il frutto di un impulso irragionevole, la spiegazione è solo nel cervello dell’uomo che ammazza e, per giudici e politici, non esiste soluzione. Ma anche questa spiegazione è falsa. Nell’uomo che arriva a tanto, esiste un elemento costitutivo, a livello culturale, che porta in sè la pretesa di disporre della femmina e della sua vita, giustificando così ogni gesto violento. Studiosi ed esperti in materia, hanno sentenziato che quasi tutti i raptus sono facilmente intuibili.

La dottoressa Anna Costanza Baldry, psicologa e criminologa, ha studiato oltre 467 omicidi di donne e passati in giudicato, per i quali è stato individuato con certezza un colpevole, o che si sono conclusi con il suicidio dell’aggressore. Ha scoperto che     ” solo il 10% degli uomini che uccidono è affetto da patologie psichiatriche: tutti gli altri sono in grado di intendere e di volere, persone che sapevano quello che stavano facendo. Ma soprattutto che almeno nel 70% dei casi gli omicidi sono stati preceduti da violenze ripetute, maltrattamenti o stalking che si sono aggravati nel tempo, anche se non sempre sono stati denunciati “.  Pertanto, come già significato sopra, questi omicidi non arrivano dal niente, improvvisamente, ma sono anticipati da segnali di alto rischio e, dunque, possono essere studiati, riconosciuti così da poter organizzare meccanismi di prevenzione e protezione.

Bene, adesso che abbiamo smascherato che, in tali circostanze, la parola “raptus” è solo una scappatoia contro la galera a vita, che il Parlamento e la Magistratura si rimbocchino le maniche e creino una legge che preveda l’ergastolo per gli assassini di Nadia, Rosina, Manuela, Maria, Anita, Janira, Giulia, Erika e tante altre, in modo che possano riposare in pace e le loro famiglie ritrovare un minimo di serenità.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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