Matteo Renzi come Renzo de “I Promessi Sposi” del Manzoni

Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.” ( Terzo Capitolo, I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni)

Chi non ha letto, volenti o nolenti, i Promessi Sposi? E chi non ricorda le peripezie di Renzo e Lucia per giungere al traguardo del matrimonio tanto desiato, ma ostacolato dal cattivo di turno e dalla neghittosità del melenso Don Abbondio?  Quando i due fidanzatini  scopriranno il vile intrigo si avvicineranno ancor di più alla madre di Lucia, la prodiga di consigli, Agnese, che, da brava e ingenua plebea, suggerirà a Renzo e compagna di consultarsi con il dott. Azzeccagarbugli.
Tramaglino, allora, fidandosi ciecamente della donna, accetterà in dono quattro capponi da Agnese, poichè non bisogna mai presentarsi con le mani vuote davanti a persone così rispettabili.

Renzo, con il regalo e, il cuore in tumulto, percorre la strada che lo condurrà alla casa dell’Azzeccagarbugli, con i capponi ancora vivi che si dimenano perché legati, tutti e quattro, alle zampe con uno spago. L’uomo, con tutti i suoi grandi problemi, li spenzola di qua e di là per ottenere una migliora presa e fa roteare le loro teste come girandole.
Bene, questi animali, i capponi, possiamo paragonarli ai dirigenti del PD nelle mani di Matteo Renzi. Basti pensare alle dichiarazioni dell’ex Premier che da tempo afferma:” Io sono completamente diverso da tutti! Da D’Alema, da Alfano, da Bersani, da Letta, da Berlusconi… Anche da Gentiloni. Però, c’è poco da fare, bisogna sostenere il Governo fino alle elezioni.”
L’idea, è facilmente intuibile, è quella di continuare a sostenere il governo a condizione che esso si esprima secondo la parola di Renzi.

L’ex Sindaco di Firenze è così, e il suo offuscato pensiero è una vera e propria glorificazione della sua opinione iper semplificata e precostituita della politica. Cioè, zero assoluto. Di cosa ci parla Matteino quando è in una delle sue molteplici conferenze-stampa? Degli 80Euro donati agli italiani; del 40% ottenuto alle Europee, ma che adesso sarà sceso al 20-25%; richiami verso quel liberismo che urla “meno tasse” ma che invece aiuta solamente gli istituti bancari; l’obbligo dell’innalzamento dell’età per andare in pensione, licenziamenti più facili,  l’immigrazione intelligente, senza però dire come si può attuare;il no alla corruzione; una piccola carezza ai problemi dei gay…e via dicendo. Nulla di che. Tutto come quando c’era un certo Berlusconi o Letta o Monti o lui e adesso Gentiloni.
Il Renzi che rappresentava il nuovo che avanza, la bella gioventù, la parola facile, il dialetto toscano, l’inglese fiorentinizzato, la simpatia e la tenerezza, non fanno più parte di lui, o meglio, la gente non crede più alle sue maschere.

Ecco, pertanto, che torniamo ai capponi, quelli di Renzo Tramaglino, paragonabili ai dirigenti del PD, perché come quelle povere bestie anche loro devono abituarsi alla malasorte, con la speranza di non farsi cuocere ben benino. C’è da dire però che certuni capponi ben legati, stanno trovando il modo di sciogliersi da quei nodi renziani. L’ottusità politica del fiorentino, la sua malcelata arroganza, l’ altezzosità professionale, stanno creando falle continue sul giudizio dell’uomo, sempre più isolato da un elettorato che ormai crede pochissimo in lui.  E mai una volta che chieda scusa; no, lui dice di ritirarsi dalla politica, lo afferma più volte per poi ritornare sulle sue posizioni. Questo gli riesce bene: le bugie sono la sua forza. Molti politici hanno sbagliato durante il loro percorso istituzionale, ma hanno avuto la forza e il coraggio di ammetterlo e di farne ammenda. E si sono ritirati, a differenza di chi ben conosciamo. Facendo così, Renzi, mostra solo un profondo disprezzo per tutti quelli che non la vedono come lui. Insomma, si comporta da bullo di periferia.
Una cosa, però, Matteino è riuscita a farla: ridare vigore e speranza al centrodestra e rimettere in pista l’ultraottantenne Berlusconi. Bravo, no?

Matteo Renzi è paragonabile a Renzo dei Promessi Sposi, ma solo perché tratta le persone come Tramaglino trattava i capponi. Solo che le persone hanno più forza e intelligenza di quattro bestie destinate al braciere.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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