Meglio il Cavaliere o Matteo Renzi? Leggete e lo capirete

È storia che l’Homo Italicum, perfettamente in sintonia con gli antichi romani, ami affidarsi all’eroe politico di turno, quello che lo salverà dallo sfacelo del Paese, con il suo impegno e la sua moralità.
Quindi, dopo essersi affidato al puttaniere Berlusconi, ha deciso di dare fiducia al giovane, ambiziosissimo Renzi, un giovanotto qualsiasi, che non ha costruito nulla di nulla, nemmeno una Firenze 2, ma che è prepotentemente emerso su tutti grazie a quegli ambienti politici che da subito ha deciso di mandare in pensione o annientare.

Mai siamo venuti a sapere con quale denaro sia arrivato al potere per mantenere le sue promesse divenute ben presto bugie e falsità da far vergognare lo stesso burattino di Lorenzini. Durante il suo governo non ha mai dato spazio al problema fiscale, forse proprio per non creare problemi al Cavaliere. Poi, nei guai per tale tema, cisono finiti lui e il padre…  Ma la cosa più oscena che ha tentato di portare a termine è stata quella di ripianare il buco dovuto al taglio dell’Irap e dell’Irpef, nonché pagare i debiti della pubblica amministrazione verso i privati con la Cassa Depositi e Prestiti, usando i risparmi dei cittadini col rischio di prosciugare del tutto un ente che ancora ha disponibilità finanziaria. Quindi, dove non vi è riuscito Silvio Berlusconi, Matteino da Rignano ha tentato, e tenterà se tornerà a capo dell’Italia,di ridurci alla povertà più indecentene.

Meglio, dunque, al tempo del bunga bunga? Purtroppo è così: si stava meglio in quel periodo. E vi spiego perchè!

Allora sapevamo tutti che esisteva da tempo una sordida guerra dei magistrati contro Berlusconi, e tale nauseante rabbia giuridica verso il premier certo non lo aiutava a concentrarsi a tutto tondo sulla res publica. In aggiunta, giornali quali Il Fatto quotidiano e La Repubblica, sembravano, e lo sono tutt’ora, il manifesto giudiziario delle procure italiche. In quei giorni sarebbe stato utile affrontare tale circostanza distinguendola in due punti fondamentali: uno formale e l’altro effettivo. In merito al primo, tutti avevano capito, e capiscono, che l’utilizzo continuativo delle intercettazioni telefoniche fosse un fatto alquanto sproporzionato ed eccessivo, poichè mostrava pubblicamente argomenti strettamente privati dell’inquisito, il più delle volte assolutamente inconsistenti a livello penale, ma ad hoc per l’esposizione alla berlina mediatica ed alla denigrazione dell’opinione pubblica.

Le circostanze grazie alle quali la Procura di Milano sbandierava ai quattro venti le pagine delle conversazioni e gli sms, sono molto equivoche e mostrano la ricerca ininterrotta di un facile giustizialismo. Com’è possibile, non poter pensare, che l’invio di tali prove, con destinatari finali Camera e Senato, non sia stato perpetrato per rendere visibili a tutti le umane pecche private di Berlusconi così da darle in lauto pasto ai media, mettendo in atto un sabotaggio vero e proprio verso la regolamentazione liberale e garantista conciliabile con la nostra visione di Stato e di Giustizia. Con ingiuria nei riguardi della presunzione di non colpevolezza, sono sempre più i processi che vengono eseguiti anticipatamente attraverso i giornali e le televisioni, e a nessuno più interessa se il risultato del dibattimento sia, in seguito, concretamente favorevole o sfavorevole per l’indagato.

Solo Renzi è riuscito a fuggire alla trappola della Procura napoletana e al segugio Woodcock, il PM delle cause perse. Anche questo rimane un mistero buffo!

Come tutto il mondo sa, i tempi dei processi in Italia sono abitualmente lunghissimi, dando così spazio e voce, nel frattempo, ai giornalisti di trasformarsi in giudici ed emettere verdetti più o meno favorevoli all’ inquisito. Dovremmo, tutti quanti, terrorizzarci nel pensare che ciò sia diventata tenebrosa normalità, e soprattutto sperare vivamente di non capitare mai nelle mani di certi aguzzini. Il vero, gigantesco problema non è tanto il modus operandi usato per le indagini, quanto l’uso improprio e scorretto che se ne fa. Mi volete spiegare quante di quelle innumerevoli pagine riguardavano davvero Ruby e le telefonate alla Questura (e dunque i due reati di prostituzione minorile e concussione)? Una, due, tre al massimo, ma molte meno di quelle che ci hanno fatto credere. Da quando programmare un festino, con squillo d’alto livello, nella propria abitazione è reato?

Potrà essere immorale, ma mai un crimine. Da ciò è indubbiamente chiaro che le modalità usate, sul piano meramente formale, da quelle brave persone dei PM, sono state totalmente inammissibili ed hanno aperto una strada verso un gioco tendenzioso e perverso del quale ognuno di noi potrebbe divenire, all’istante, vittima sacrificale. E, forse, non ci hanno insegnato sin dai tempi della dottrina che i peccati li giudica il Signore Iddio? I PM sono diventati, dunque, così potenti?

Il secondo punto, riguardo all’effettività della questio, è che il comportamento di simil magistratura non può che creare preoccupazione e incertezza. Allo stesso tempo non possiamo esimerci dal bacchettare l’ex premier e Cavaliere per le sue leggerezze e per il suo comportamento alquanto imbarazzante, che lo ha posto nella sconveniente situazione di essere ricattabile, e tal cosa un Presidente del Consiglio non doveva permettersela. Comunque sia, a parte le magagne giuridiche, il Governo Berlusconi non è che avesse fatto poi tanto peggio di quello attuale, nel quale (Governo Renzi) immigrazione, banche, pensioni, suicidi quasi giornalieri di chi non arriva a fine mese, indecisioni palesi, inadattabilità al confronto, ecc.ecc., fanno di esso una delle amministrazioni più scalcinate e inutili di tutti i tempi.

E se Berlusconi dovesse ricandidarsi si ricomincerebbe d’accapo!

La solita, assurda, ingiusta guerra.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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