“La mafia a Roma non esiste”, queste le parole dei difensori di Carminati e Buzzi. Vi spiego, invece, perché la città eterna è la Capitale di tutte le mafie

Ieri, persone che indossavano la toga come una casalinga indossa il grembiule da cucina, hanno sentenziato che “la mafia a Roma non esiste”. Non voglio rispondere a tale affermazione perché andrei ben oltre una scrittura civile e ben educata. Parlerò solamente di come la penso a riguardo. A Roma è possibile scegliere, come in una gelateria i gusti per riempire il cono di cialda, fra innumerevoli mafie: da quelle internazionali, che annoverano la cinese, albanese, nigeriana, russa, a quelle nostrane come la Camorra, ‘ndrangheta, Cosa Nostra, Mafia Capitale, Fasciani & Co.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Il territorio è vasto, le zone di spaccio, solo nella Capitale sono più di un centinaio e il tutto è gestito da una perfetta logistica che fa uso dei grandi scali aerei e porti (commerciali e turistici). Una vera pacchia per “la mafia che a Roma non esiste”.

Il riciclaggio di denaro sporco è una delle cose più facili da fare, con lo sfruttamento giornaliero delle multinazionali e aziende para-statali. E la politica, o parte di essa, dopo questo quadro poco rassicurante, fa la sua disonesta parte. Ma, “a Roma la mafia non esiste” e, infatti, come contro-esempio basta ricordare l’ex senatore Nicola Di Girolamo, condannato per riciclaggio e il sottosegretario Nicola Cosentino, portavoce politico del Clan dei Casalesi. Sì, “Ma, la mafia a Roma non esiste”. Certo, se intendiamo la mafia romana come quella di Riina siamo fuori strada chilometri e chilometri. Il modello a forma di piramide con a capo il boss dei boss non esiste, così come non esistono i vari sotto-capi fino a toccare la base composta da sfruttatori, spacciatori, estorseri, assassini, magnaccia….

Quello di Roma è un semplice modello orizzontale, non piramidale. Qui la posta da dividersi è immensa, e tutte le mafie sono “distintamente” sedute allo stesso tavolo. Massimo Carminati, da ieri ex presunto boss di Mafia Capitale, e Michele Senese (condannato all’ergastolo), capo del clan dei napoletani, avevano un rapporto ugualitario. Anche gli altri clan fuori città, quelli che si “occupano” di Ostia, dove il Comune è stato sciolto per mafia, non si fanno guerra e non se la faranno mai. Infatti, in questa località marina, c’è stata un’alleanza documentata fra tre clan: i Fasciani; i Triassi, vicinissimi alla famiglia di Cosa Nostra Cuntrera-Caruana e gli Spada, cugini dei Casamonica. Avrete, quindi, capito che Mafia Capitale esiste, sebbene ieri alcuni, forse amici degli accusati, ridendo e scherzando liquidavano la faccenda con frasi tipo: ” Hai visto Mafia Capitale? Anche i giudici non l’hanno ammesso. Capirai, si tratta di ruba galline che avranno corrotto sì e no due o tre politici di basso profilo. E poi dove sono i morti e le torture della vera mafia?

Questi signori, fanno finta di dimenticarsi, che Mafia Capitale non è solo Carminati-Buzzi e qualche affare tra coop e politica. All’interno ci possiamo trovare il peggio del peggio. Se ben ricordate il tutto si aprì nel 2011 con l’arresto di Roberto Grilli, il quale venne bloccato a largo del mare della Sardegna con 500kg di cocaina purissima. Possiamo definire il “buon Roberto” un ruba galline? Per non parlare degli omicidi. Per il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, non ci sono stati ancora assassinii “perché qui ci sono i soldi, il problema è fare i soldi, e quindi non c’è bisogno di uccidersi, anzi”. Ma, a smentire queste parole, a Roma non sono mancati nemmeno i cadaveri, come il brutale omicidio di Silvio Fanella (pupillo della Banda della Magliana) e Flavio Simmi (intrecciato con il boss De Carlo).

Ma, “La mafia a Roma non esiste”.  Provate un po’ a dirlo a tutti quei commercianti romani obbligati con la forza a pagare il pizzo; a quegli industriali che ribellatisi a certe richieste hanno visto bruciare i loro stabilimenti. Ditelo a quei giornalisti che da anni vivono sotto scorta per aver denunciato le innumerevoli attività mafiose nella capitale. Andate, andate a chiederglielo!

Ieri i giudici hanno sentenziato che Carminati e Buzzi non sono mafiosi e i loro avvocati hanno esultato affermando che “Non esiste la Mafia Roma”. Allora perché gli sono state comminate pene detentive di 20 e 19 anni? Non è un po’ troppo per dei rubagalline? I signori magistrati, fregandosene come sempre, non hanno pensato a tutte le vittime della Mafia Romana, la Capitale delle Mafie, vittime d’altro canto non riconosciute. Mi pongo, però, una sola domanda: “Quello da me affermato per iscritto, con tanto di nomi, cognomi e luoghi, era per caso venuto agli orecchi dei giudici?”   Ma già dimenticavo che  “A Roma la mafia non esiste”…  Sino al prossimo indagato!

 

Nella foto: Buzzi e Carminati

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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