Sindrome di Dravet e altre malattie gravi e sconosciute ai più. Che il sostegno arrivi da tutti, ma in particolar modo dai nababbi del calcio e compagnia bella. Un esempio è quello di Juan Manuel Mata Garcia, giocatore del Manchester United che si dimezzerà lo stipendio

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No, non sono improvvisamente diventato scemo, o un ossessivo ripetitivo, o semplicemente un mentecatto che deve scriversi le cose più volte per ricordarle. È solo una voluta ripetizione del nome di una malattia che deve, e sottolineo deve, rimanere impressa nelle menti delle persone che leggono. E ciò si sta realizzando perchè gli articoli su detta patologia hanno riscosso un successo incredibile, soprattutto grazie, o meglio dire a causa, di quelle persone che hanno in famiglia un piccolo affetto da questa sindrome, di cui abbiamo già disquisito nei giorni scorsi. Ma la Sindrome di Dravet –DEVE- essere conosciuta e riconosciuta anche dai nuclei familiari senza malati in casa. È fondamentale! Così come altre malattie rare che affliggono i nostri cari.

Adesso, però, come era solita apostrofarmi la mia Prof. di matematica ad ogni interrogazione, “salterò di palo in frasca”, parlandovi di calcio. Questo mondo e il suo business che circonda tale sport, ha trasformato detto gioco “pedatorio” in una bolla di cristallo rispetto al resto della società con guadagni che definirli osceni è puro eufemismo. Certe cifre sono incomprensibil, sono numeri folli a confronto con il  99,9% della popolazione. I troppi soldi che girano grazie agli sponsor e agli accordi televisivi non vanno giù a chi non arriva a fine mese, ai disoccupati, ai pensionati, agli studenti, a chi non ha denaro sufficiente per curare il proprio figlio.

Detto ciò, farò presente la cosa, con una lettera al Parlamento, in merito a questa oscena disparità, chiedendo espressamente che venga promulgata una legge affinchè questi Paperon de’ Paperoni devolvano il 10% dei loro ricchissimi stipendi alla ricerca delle malattie gravi e un 3% a tutti quei genitori impossibilitati, per mancanza di fondi sufficienti, a coprire le spese mediche dei loro cari. Un giocatore del Manchester United,  Juan Manuel Mata Garcia, è in pieno accordo col sottoscritto ed è disposto, addirittura, a tagliarsi lo stipendio. Ecco alcune sue parole: “Adoro giocare al calcio, amo allenarmi e la competizione. Mi piacerebbe tagliarmi lo stipendio perchè ci sono troppe imprese che girano intorno a questo sport. Il lato business mi fa pensare che i proprietari siano più importanti dei tifosi. Vorrei aiutare i più bisognosi”.

Ecco, inoltre, ciò che pensa Mata dei giovani calciatori “Ogni giocatore quando si unisce ad un grande club pensa di essere Maradona. Accade a chiunque, ancora di più ai ragazzi. Si pensano rockstar, indossano abiti stravaganti e guidano auto super veloci. Non pensano assolutamente a tutta quella gente che muore di fame, ai poveri, agli ammalati”. Parole forti quelle del calciatore dei Red Devils, ma sicuramente destinate a cadere nel vuoto, quasi sicuramente come la mia lettera al Ministro dello Sport, Lotti.

Basti pensare che Messi, grande attaccante del Barcellona fra sponsor, bonus e stipendio, percepisce 52milioni di sterline l’anno. Da far rivoltare lo stomaco. Solo un 5% della sua faraonica busta paga darebbe un contributo enorme, grandioso, alla ricerca sulla Sindrome di Dravet e di altre malattie rare.

Malattie rare, difficili da curare, che in pochi conoscono e che, appunto, nonostante l’ infrequenza di tali patologie. è devastante sapere che, secondo una valutazione ampiamente confermata, nei paesi dell’Unione Europea “circa 30 milioni di persone soffrono di una malattia rara”. Questo significa che il 6-8% della popolazione europea è affetta da una malattia rara. Questa cifra è pari alla somma della popolazione di Lussemburgo, Olanda e Belgio. Ma che importa! Fondamentale è arricchire chi corre dietro un pallone, un cantante che fa della droga la sua ispirazione di vita, un automobilista di Formula uno. E la politica si sta disinteressando del tutto riguardo queste malattie, non svolgendo funzioni decenti per la sanità, ma interessandosi solo alle poltrone del potere.

Oggi tutte le politiche sanitarie, nessuna esclusa, andrebbero radicalmente rifondate. Quando ci ammaliamo, o i nostri figli si ammalano, sono le brutte politiche ad ammazzarci, colpendo sempre più i deboli, quelli che non hanno voce e non protestano mai. Nonostante questa certezza, il popolino tace, quello che non ha avuto la sventura di avere un figlio colpito da patologie rare e difficili da curare. Solo allora qualcuno si muove.

Eppure penso che esistano anche esseri umani toccati da queste sventure; nondimeno credo che prenderanno buona nota delle associazioni di sostegno che elencherò a seguire. Pur tuttavia sono certo che daranno il loro contributo, come farà il grande calciatore Mata, sempre, s’intende, nel limite delle loro possibilità. Tutto ciò per dare un grande “calcio” a queste rare malattie, con la speme che non torni indietro il pallone.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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