Per Massimo Giuseppe Bossetti confermato in appello l’ergastolo per l’omicidio efferato di Yara Gambirasio. Solo una domanda: ” Perchè la la camera di consiglio ha impiegato 15 ore per emettere la sentenza? “

Ormai la giustizia in Italia è diventata pura ideologia. E’ giunto, quindi, il momento di dire stop a tutto questo. In ogni dibattimento le dottrine giuridiche sono totalmente rovesciate, con vere e proprie estrinsecazioni di afflizioni medievali contro la profonda dignità dell’uomo e contro tutti i sacri principi cristiani della considerazione dell’ individuo.

Come da tempo vado urlando, ma nel deserto, siamo tornati alla caccia alle streghe, al malleus maleficarum, alla pubblica gogna…Adesso, però, diamoci un taglio netto. Non è più ammissibile non intervenire, restandosene con le mani in mano. Questi PM, PG e Giudici vari devono essere riportati all’ordine. Dobbiamo trovare la strada per arrivare alla normalità, quella del giusto processo, non quello dove si opta solo per la presunzione di colpevolezza di cui nè è un esempio lampante il caso Yara. Gli inquirenti hanno rinvenuto dopo vari mesi ben 12 tracce differenti di DNA, ma quella presa veramente in esame è della persona che più impersonifica maggiormente l’assassino: un muratore, dall’intelletto non eccelso e dal physique du rôle appropriato al ruolo.

Vani i tentativi della difesa di analizzare nuovamente il DNA e le varie prove scientifiche, nonostante gli errori processuali non si contino più… sono ben oltre 50mila, con cause di risarcimento che inginocchiano lo Stato e, in primis, il cittadino. Carissimi (!) parlamentari del potere, non eravate forse stati voi a sbraitare ai quattro venti in merito a una profonda riforma della giustizia? Di sottoscrivere gli abusi di chi ha il potere, interpretando i codici non per il nome del processato, ma solo per quanto riportato dalla norma? Quello che viene chiesto è semplice: che un modesto carpentiere abbia le stesse possibilità di un noto industriale, politico e via dicendo. Cioè, permettendo alla sua difesa di mettere in luce tutte le prove possibili a discarico del cliente e, se poi, anch’esse non portano a niente che l’operaio sia giustamente condannato.

In Italia c’è una paura primordiale della legge, anche da parte di quelli che se ne sono sempre tenuti alla larga con un comportamento inappuntabile. Purtroppo basta il riccone di turno, con una denuncia infondata, a far deragliare un’intiera famiglia. Cosicché, giunti al momento dibattimentale, si rifugge la verità preferendo i teoremi infondati dei PM.

Da quanto sopra, come è facile capire, si noterà un grave pregiudizio, perché si manifesta, indipendentemente da quelle che saranno le valutazioni del giudice, la volontà di insistere su determinate accuse anche senza il riscontro della prova inchiodante, quasi fosse una sfida aperta all’avvocato difensore e un confronto personale con l’accusato, cui è confutato lo status di cittadino incensurato, e cioè la presunzione d’innocenza. Risulta facile intuire come attraverso questa reazione scomposta, anomala, illegale, il Pm spesso denigri la legge stessa e gli atti processuali, facendo prevalere un’argomentazione predeterminata, scontrandosi apertamente con quanto stabilito dal nostro ordinamento ove il Pubblico Ministero ha il dovere di cercare sopra ogni altra cosa la verità.

Non una sua verità, ma quella fondamentale dei fatti, non trascurando elementi, circostanze o prove a favore dell’imputato. Di fronte a detto elenco di difformità procedurali, cari politicanti dal potere illimitato, tocca a voi, prendere i dovuti provvedimenti. Le mie saranno solo parole al vento? Allora speriamo che questo vento le recapiti a chi di dovere.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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