Renzi, il novello Mussolini, ma con un potere, che ancora esercita, più smisurato di quello del dittatore di Dovia di Predappio

Matteo Renzi, il numero uno incontrastato della politica nostrana, non manca la minima circostanza per lamentarsi apertamente della farraginosa stupidità di chi non la pensa come lui, e la cosa gli procura angosciosi affanni nel tentativo di rifarsi breccia nei cuori dei cittadini che non lo sopportano più.

Tali sensazioni, nel ventennio fascista, le provava un certo Mussolini, capo indiscusso del potere di quei giorni che, con l’approvazione del re, ebbe a cancellare il potere legislativo. Renzi, mesi addietro è riuscito, con trucchi e contro trucchi (Letta ne sà qualcosa) ad ottenere un potere immenso in un regime da lui creato e con un Parlamento sempre controllato numericamente con l’aiuto di certe elezioni generali, periodo in cui nessun elettore era a conoscenza del suo fumoso programma volto a riformare il Paese.

Pertanto, Renzi, ha avuto l’opportunità istituzionale di gestire una somma di poteri addirittura superiore a quelli di Mussolini, con l’unica differenza che le riforme di Benito erano ben note a tutti, mentre quelle di Renzi non sono mai state realmente conosciute e messe in atto. Tutto ciò per far capire a chi legge la grande opportunità avuta da Renzi che, in merito allo stesso suo potere personale egli, quando era Presidente del Consiglio, era già “padrone” del potere esecutivo ed essendo anche segretario di partito di maggioranza, controllava il potere legislativo.

Quindi se, uno più due fa ancora tre, l’ex Premier ha avuto tra le mani lo stesso, medesimo potere di Benito Mussolini. Perciò, i due hanno gestito la politica in maniera identica? Assolutamente no! In aggiunta alla stupida mossa mussoliniana di utilizzare sempre e dovunque la censura, grande suo errore, c’è comunque da evidenziare la totale mancanza, da parte di Renzi, di riconoscenza verso il suo elettorato, al quale si è sempre rivolto con noncuranza e disaffezione, allo stesso identico modo di come Mussolini trattava i sudditi del re.

L’ex Sindaco fiorentino, nondimeno, ha commesso il madornale sbaglio di gridare ai quattro venti che se la sua maxi-riforma costituzionale non fosse stata presa in considerazione dagli elettori si sarebbe immediatamente dimesso non solo dalla poltrona di leader, ma anche da quella di politico. Stessa cosa dicasi per il referendum, riferendosi al quale dichiarò di dimettersi da “tutto” in caso di sconfitta. Invece sappiamo bene che la sua parola conta meno di zero.

Attualmente, Renzi, si trova in un vicolo cieco, ma nonostante la sua pochezza politica continua ancora a credere di riprendere in mano le redini del Paese. Lui, gode troppo nel manipolare il potere, di essere un punto di riferimento delle istituzioni democratiche, sebbene ormai abbia mezza Italia contro e l’altra metà ancora confusa. Ecco allora che, vistosi in un tunnel oscuro e senza uscita, per tentare di ritornare nei cuori delle persone, delle quali se ne è sempre fregato, ha iniziato una fastidiosa continua presenza nell’informazione col tentativo di stordire ancora una volta l’altrà metà confusa dei cittadini che tendono a preferire il diritto costituzionale della libertà delle urne, votando chi appare di più sui social, TV, radio, quotidiani; insomma chi appare più convincente. E, per Renzi, credetemi, niente è più facile che fare l’imbonitore politico per poter ottenere il consenso dal gran numero di persone che lui definisce politicamente ingenue.

E allora, “inaspettatamente, nuovi direttori Rai si posizionano sulle loro dorate poltrone, e di Renzi si sente parlare solo di striscio o per menzionarlo a comando. Certi giornali cominciano ad evitare di parlare di chi non lo sopporta e in TV, guarda caso, gli creano programmi su misura evitandogli chi gli rimane sullo stomaco. E tutto questo ha dell’incredibile! Cos’ha quest’uomo che mette tanta “pressione” al mondo dei media? E, per vie criptiche, ha il sostegno giornaliero dell’Espresso, di Repubblica, il Corriere, La Stampa, ecc.ecc.  Tutti giornali che venerano la falsa linea filo-liberista e capitalista intrapresa da Matteo per farsi conoscere all’estero e, ahinoi!, si è fatto conoscere davvero!

Concludendo, sebbene l’ex premier non lo confermi, ha un modo di vedere la politica alla Mussolini, con la sua ferma condanna sul diritto del popolo ad essere giustamente informato sulla vera politica, non quella delle bugie, e sulle riforme che mai vengono portate a termine. Quindi, volenti o nolenti, Renzi ha avuto ed ha più potere solenne di quello avuto da Mussolini. Il suo attuale punto di arrivo? Tentare un nuovo plagio di massa, col quale provare un’ennesima scalata al vertice, cosa questa che mezza Italia non gradisce, e l’altra metà forse, svegliatosi un po’, cercherà di impedire.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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