In futuro solo sesso con i robots? Possibile, ma anche aumento di stupratori e pedofili. Quando la tecnologia diventa ambigua e pericolosa

 

Un gruppo di scienziati di robotica hanno da pochi giorni reso pubblico un problema serio. Tra la vasta letteratura scientifica sull’argomento e le varie segnalazioni di grandi organizzazioni, sono stati trovati dati relativi a rapporti sessuali tra uomo e macchina.

“E ancora un nuovo argomento e abbiamo sicuramente bisogno della scienza per approfondire il tema”, dice Noel Sharkey, professore emerito di robotica e intelligenza artificiale presso l’Università di Sheffield (UK). “Ci sono alcune aziende che sviluppano i robot sessuali e vogliono studiare la questione senza minimamente andare a sviluppare un documento che può essere utile ai politici per rendersi conto di cosa stia realmente accadendo”, spiega il co-fondatore responsabile della Fondazione per la Robotica Sharkey, co-autore del rapporto con Aimee Van Wynsberghe, professore di etica e tecnologia presso l’Università di Delft (Paesi Bassi) e altri due esperti in questo campo.

Il documento, dal titolo Il nostro futuro sessuale con i robot e pubblicato il 5 luglio, rivede tutta la letteratura scientifica sull’argomento; dalle grandi dichiarazioni di filosofi, sociologi ed esperti di etica sino alle testimonianze di giornalisti, prostitute e omosessuali con l’aggiunta di due interviste a società responsabili della produzione di robot del sesso. Il rapporto analizza i prodotti esistenti sul mercato ed esplora le estremità più controverse di questo mercato emergente, come la creazione di robot che possono mettere al mondo bambini. “Questo è sicuramente il problema più grande che abbiamo incontrato”, dice Sharkey.

Le poche indagini condotte sull’argomento forniscono dati ampiamente divergenti. Tra il 9% e il 75% degli intervistati sarebbe disposto a fare sesso con tali macchine. Una altro gruppo che raggiunge l’86%, ritiene che i robot potrebbero soddisfare i desideri sessuali. Gli uomini sembrano due volte più ottimisti sulla probabilità di accettare questo rapporto e molti di loro mostrano segni di nervosismo quando si tocca, in tono scherzoso, il tema delle bambole sessuali. Dette indagini sono state condotte negli Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi, non ci sono dati da altri paesi, mentre simili prodotti sarebbero stati vietati nei paesi islamici.

La relazione evidenzia quattro modelli di “robot del sesso” disponibili sul mercato, che costano tra i 5.000 e i 15.000 dollari. Molti di essi, affermano i costruttori, portano sistemi di intelligenza artificiale incorporata, anche se ancora non sono arrivati ad esprimere una normale conversazione. Alcune delle bambole sono state programmate con numerose personalità, come quella chiamata Roxxxy oro, che comprende Wendy la selvaggia e Farrah la frigida, che resiste al’atto sessuale, una sorta di stupro simulato, che molto preoccupa gli autori del rapporto.

” È evidente che queste macchine tendono a rendere le donne un oggetto, e portano all’idea che i loro corpi siano solo un mero prodotto da sfruttare”, riflette Sharkey.     Il documento analizza le opinioni di diversi esperti sul fatto che una bambola del sesso potrebbe stimolare gli stupratori ad atti ancora peggiori . Si punta anche il dito contro l’azienda Trottla, fondata dal giapponese Shin Takagi un “pedofilo confessato”, la cui azienda produce bambole del sesso per donne. Il rapporto cita un’intervista con tale personaggio : “Sto aiutando le persone a esprimere i lori desideri più nascosti in un modo legale ed etico. Non vale la pena vivere se si deve vivere con un desiderio represso. ”

In Canada, l’acquirente di una di queste bambole è stato arrestato in aeroporto e accusato di possesso di materiale pedopornografico, un caso ancora aperto, afferma  il rapporto. Nel frattempo, negli Stati Uniti e in altri paesi, tali bambole potrebbero essere legalizzate. Le tecnologie attuali consentono di coprire il robot con uno stampo in silicone che simula realisticamente la pelle umana. Questa tecnica è stata utilizzata per creare una replica di Scarlett Johansson e Iroshi Ishiguro, un famoso creatore di robot, ha prodotto una macchina che imita sua figlia di quattro anni. “Questo dimostra che è possibile creare una ricostruzione realistica di qualsiasi bambino, come robot sessuali per pedofili”, lancia l’allarme il testo. E’ un problema che “richiede attenzione” e leggi internazionali che vietino la produzioni di questi robot.

“La relazione riconosce che c’è grande disaccordo tra gli esperti sul fatto che tali robot potrebbero impedire certi crimini sessuali, anche se la maggior parte degli esperti ritiene che essi servono solo a peggiorare i comportamenti da evitare. La maggior parte degli scienziati concordano sul fatto che tali usi sono problematici per molte ragioni e in ultima analisi possono rafforzare il desiderio di stupro”, dice Sharkey.

L’esperto di robotica non ritiene che nei prossimi cinque o dieci anni esisteranno robot che formeranno una “società reale”, sentimentale o sessuale, pur riconoscendo che il progresso della tecnologia comporta grande incertezza. “E’ possibile che tutto questo mercato si riduca a una nicchia dedicata ad una minoranza feticista, ma c’è anche la possibilità che il sesso con i robot possa cambiare il nostro modo di interagire e diventi la norma. C’è troppa ambiguità e abbiamo bisogno che la scienza faccia molto di più su questo pruriginoso tema “, ha concluso Sharkey.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

3 pensieri riguardo “In futuro solo sesso con i robots? Possibile, ma anche aumento di stupratori e pedofili. Quando la tecnologia diventa ambigua e pericolosa”

  1. Rieccomi! In uno dei temi di maturità di quest’anno si parlava proprio dei robot. Tra le fonti su cui i ragazzi dovevano basarsi per scrivere il tema, ce n’erano due che sostenevano delle tesi totalmente discordanti tra loro. Cerco di riassumerle.
    Secondo la prima fonte i robot sono destinati a diminuire di 2/3 il lavoro umano, e quindi creeranno delle tensioni sociali spaventose. La seconda fonte invece sosteneva che i robot potranno sostituire il lavoro umano soltanto nell’ambito della bassa manovalanza (dove non ci vuole particolare intelligenza né istruzione): di conseguenza i robot non diminuiranno il lavoro umano, ma lo faranno semplicemente spostare da chi ha un basso livello di istruzione a chi invece ha delle altissime competenze scientifiche, e le potrà sfruttare per costruire dei robot sempre più efficaci.
    Mi sono interrogato a lungo su quale delle due fonti avesse ragione, e alla fine mi sono convinto che la prima previsione ha più probabilità di realizzarsi. Il motivo è molto semplice: di operai ce ne sono tantissimi, di scienziati in grado di costruire un robot molti meno. Di conseguenza, se i robot continueranno a venire usati in modo sempre più esteso nel mondo del lavoro, quelli che ne beneficeranno saranno molti meno di quelli che a causa di questo progresso si ritroveranno sul lastrico.
    Inoltre, dato che i robot possono sostituire l’uomo soltanto nei lavori che non richiedono particolare intelligenza né istruzione, i lavoratori del futuro dovranno cercare di ottenere dei titoli di studio più alti possibile. E non per mettersi in tasca un pezzo di carta, ma per acquisire delle competenze che o sono spendibili direttamente nel campo della robotica, o possono garantire loro un lavoro che i robot non potranno mai svolgere.
    Le mie considerazioni ti trovano d’accordo?

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