C’era una volta Renzi! C’è ancora, ma molto ridimensionato…

 

Sono passati un bel po’ di giorni dall’ennesima batosta di Renzi e la cosa che più mi atterrisce di questa sconfitta, dopo quella del referendum, è lo stupore, quasi “cretinesco”, di coloro che dovrebbero intendersi di politica. Queste mazzate erano nell’aria già da tempo in quanto il tutto era stato diviso in due: da una parte l’ex Premier e dall’altra il resto della sinistra, dapprima con l’accoppiata maldestra Verdini-Alfano e poi con D’Alema e compagnia bella.

I rivali esterni, invece, si presentavano con un raggruppamento vastissimo composto da forza Nuova, Forza Italia, i vari centri sociali di destra, la Lega, e mettiamoci anche il M5s.

Visto quanto sopra, chi avesse minimamente pensato ad un risultato diverso, o era visibilmente da reparto di neurologia o in malafede. Il dramma, perciò, non è nel voto, ma nella guerra dialettica che l’ha preceduto. Certo, Renzi, e l’ho più volte detto, ha commesso errori madornali, imperdonabili, perchè si è apertamente schierato contro l’elettorato fregandosene altamente del suo pensiero. L’uno contro tutti intrapreso è segno di stupidità non di forza o di stoicismo, e più ha fatto così più ha indispettito la volontà del Paese.

Renzi, ha dimostrato, oltre a essere un pessimo politico, di non saper maneggiare il potere. I saggi romani, da Svetonio allo stesso Cicerone, ci hanno insegnato che una volta ottenuto il potere non sei più tu a manipolarlo, ma è lui che ti indica la strada da percorrere.

Il problema della sinistra è proprio Renzi e la sua testardaggine nel non rinnegare le sue mosse sbagliate e gli inciuci mai perfezionati. Mette in ballo ancora quel 40% che ormai si sta consumando come una candela accesa da ore. Si prende la colpa delle sconfitte, ma poi urla ai quattro venti che mai abbandonerà, a differenza di quanto dichiarato dopo la debacle del referendum. È un uomo fortemente indeciso che troppo si è innamorato di quella poltrona che l’ha reso famoso in tutto il mondo.

Renzi, continua a ripetere di avere dalla sua il “suo popolo” e di agire per conto e nell’interesse di coloro che appena pochi mesi fa lo hanno rivoluto come segretario del PD. I casi sono due: o quando la gente va a votare non ha la più pallida idea di chi e per cosa vota, o la gente cambia idea molto rapidamente. In entrambi i casi, per il segretario dem, quelli a venire si annunciano mesi particolarmente difficili, quasi invivibili.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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