Chi l’ha visto? Tutta l’Italia e oltre… Woodcock e Sciarelli indagati per fuga di notizie

Tre mesi fa da queste pagine ebbi a parlare del PM Woodcock e del grande amico Travaglio. Oggi sono ancora qui per scrivere di intercettazioni false e carte contraffatte, tutte preparate ad arte contro il babbo di Renzi da parte della Procura di Napoli che, non contenta, sembra aver architettato anche una deplorevole fuga di notizie su atti altamente riservati, con l’ausilio dei soliti spioni del Fatto Quotidiano, guidato dal Santo delle Procure Marco Travaglio.

Tutto questo marciume è stato portato a galla dalla Procura di Roma e, da alcune ore, il PM Woodcock e la sua fidanzata Federica Sciarelli, conduttrice del programma Chi l’ha visto?, sono iscritti nel registro degli indagati.

Il PM di Napoli era già noto alle cronache per alcuni errori giudiziari in cui era inciampato, ma in pochi pensavamo potesse addirittura finire sotto inchiesta per fuga di notizie. Forse hanno voluto renderlo un capro espiatorio, perchè da tempo immemore questa forma di reato esiste, in quanto molti magistrati compiacenti rivelano segreti istruttori a questo o quel giornale.

Nonostante ciò, da una Procura seria (quante ne esistono in Italia?) non deve trapelare niente senza che il Procuratore Capo non voglia. L’obbiettivo, di queste spie manipolate, è quello di fomentare dissenso verso la persona presa di mira; di portarlo all’esasperazione, di renderlo indifendibile da parte della società. Insomma, un disegno politico ben mirato per distruggere la sua dignità.

È, forse, una novità? Assolutamente no! La giustizia dello Stivale spuntato porta avanti il suo lavoro così, basta pensare i processi a Berlusconi, non quelli in cui era accusato di irregolarità e illeciti finanziari, ma quelli svolti contro la sua sfera privata, la sua privacy, le sue donnette…

Il PM Woodcock non è nuovo a questi trucchetti e, prima o poi, dovevano coglierlo con le mani nel sacco, sebbene torni a ripetere che nelle procure di mezza Italia certi giochetti si fanno tutti i giorni. Ne sono, ahimé, un testimone perchè, anche io caduto nella ragnatela della giustizia italica, ricordo, come fosse ieri, la giornalista del quotidiano la Nazione tranquillamente seduta in Procura che prendeva appunti sul mio caso, che poi è esploso in maniera devastante quando è finito in edicola. Ma questa è un’altra storia!

Il PM di Napoli non ha avuto la minima remora a coinvolgere in questa triste vicenda anche la compagna Sciarelli. Ormai, chi lavora nelle procure, si sente un intoccabile, un dio in terra, un essere al di sopra delle parti, ancor più se ha un giornale che lo glorifica ad ogni suo insuccesso. Il Fatto Quotidiano, giornale pro-tribunali, PM, magistrati e togati vari, non ha perso tempo per una strenua difesa che non stava nè in cielo nè in terra. Una pagliacciata.

Per questo giornale va tutto bene quando si sbattono in galera politici, imprenditori, giornalisti con altre vedute, comuni cittadini; ma diventa una furia se vengono toccati gli “intoccabili”.

Ma, la realtà è un’altra: se un uomo della procura, e per di più famoso alle cronache, ha fatto uscire dal suo ufficio segreti che dovevano rimanere tali, siamo di fronte ad un atto scellerato contro la democrazia, un governo del popolo che non dovrebbe permettere questo conflitto d’interessi tra giustizia e giornali di qualsiasi sponda.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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