La patetica sconfitta del M5s. La non politica del Movimento stavolta non ha pagato

All’inizio, guardavo sorpreso la non politica urlata di Grillo e accoliti vari, poi, ad ogni loro miracolata vittoria, mi meravigliavo dei vuoti a perdere che votavano M5s. Un Movimento senza struttura, senza programmi, senza una vera ideologia politica, che un giorno appoggia questo e l’altro quello, e la settimana dopo urla al complotto.

La sconfitta durissima di domenica 11 giugno, fa sì che i tempi -della Raggi e dell’Appendino- sembrino lontani anni luce, quei giorni di trionfalismi e sproloqui grillini che bastavano per conquistare voti a raffica a causa di un’Italia delusa dai soliti noti. Ma, come accade oggi, anche allora si potevano ascoltare solo minacce e promesse di un’Italia migliore, ma senza un programma da evidenziare.

Dopo la tornata di queste amministrative il M5s ha permesso il ritorno al bipolarismo, essendo fuori dai maggiori ballottaggi della città più importanti. Il crollo è avvenuto a causa delle lotte intestine causate da Grillo e da chi lo appoggia indefessamente. Ormai il Movimento non esiste più, e si fa fatica a chiamarlo Partito.

Nessuno della dirigenza riesce a mettere in chiaro una analisi veritiera sulla sconfitta. Tutti danno la colpa a tutti. Casaleggio Jr. se la prende con Grillo, accusandolo di aver creato un caos madornale all’interno del Movimento. I tanti “fidatevi di noi” urlati a squarciagola stavolta non sono serviti a niente. I cittadini italiani sono sì dei creduloni, ma dopo aver picchiato il muso più volte sul muro del niente assoluto dei pentastellati, hanno deciso di cambiare rotta. Verso la destra? Sicuramente sì, sebbene la sinistra si sia ben difesa.

 

Di Maio, da grande politico -qual non è- ha saputo solo dire ” L’importante è non mollare mai!” Parole che testimoniano la pochezza politica di questo personaggio scovato on line e di seconda tacca, che ha saputo solo rimbrottare tutti senza mai esternare una sua precisa idea su come amministrare. Purtroppo le loro lotte, contro il mondo della Res Publica, hanno creato quel distacco dovuto in primis ad una loro netta incapacità, quella di non saper fare politica.

Insomma, non c’è molto da dire in merito a tale patetica sconfitta. Quando si promette, si inveisce contro gli altri, si accusa a destra e a manca, senza una vera linea politica da proporre all’elettorato che, nolente o volente, si è svegliato, assaporando il disgustoso programma del nulla assoluto, c’è da aspettarsi questo e… anche di peggio.

E, allora, si torna al vecchio bipolarismo…

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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