La storia del bikini, per tanti anni ripudiato dai bacchettoni americani e europei

La storia del Bikini e la sua evoluzione negli anni

L’origine del bikini si situa intorno al 1600 aC, grazie ad alcuni mosaici decorati con immagini di donne in costume da bagno ( due pezzi ) che si trovano in un’antica villa siciliana.

Da parte sua, lo stilista francese Louis Réard presentò il 3 Luglio 1946, per la prima volta in una sua collezione, dei costumi, uno dei quali era un due pezzi, che chiamò Bikini in onore del Bikini Atoll, uno dei tanti atolli delle Marshall Islands del Pacifico centrale. Questo luogo è conosciuto per essere ideale per chi ama la vita da sub, per la sua ricchezza naturale ed è diventato famoso alla fine degli anni Quaranta, quando gli Stati Uniti lo usarono come un sito di test nucleari.

L’accesso del bikini non raccolse subito favorevoli consensi e l’attrice americana Esther Williams dovette subire critiche furiose negli anni ’50, sia dalla societá di appartenenza sia da quella europea, nonostante la sua fama per il ruolo in Sirens School ( George Sidney, 1944 ) ove, continuamente, veniva inquadrata in un costume da bagno, che venne censurato per presunta immoralità in merito ad un particolare modello che indossava.

Esther Williams 

Nel 1951 durante il concorso di Miss Mondo sarà nuovamente vietato, e sostituito da un unico pezzo coprente, considerato sinonimo del buon gusto.

La popolarità del bikini esploderá agli inizi degli anni ‘60, più per motivi etici che estetici; tuttavia, grazie a fattori tanto influenti come le grandi dive del cinema, i mezzi di comunicazione e l’apertura politica e sociale dell’ovest, inizierá gradualmente la sua ascesa nelle simpatie di molti.

   Micheline Bernardini

Si narra che una ballerina del Casino de Paris, Micheline Bernardini, fu la prima modella a posare in bikini. L’inventore del capo, Louis Réard, dovette ricorrere alla Bernardini, poiché nessuna modella professionista osò indossare un indumento così succinto.

Fu, proprio, lei che suggerì il nome al suo creatore, sostenendo che sarebbe stato “più esplosivo di una bomba sganciata su Bikini Atoll”.

Con Brigitte Bardot e i suoi due pezzi indossati a Saint Tropez e Cannes, si innescherà una vera e propria promozione di tale indumento.

Brigitte Bardot

Il suo ruolo in E Dio creò la donna del 1957, incoraggiò molte ragazze ad usarlo.

Così pure la collaborazione del cantante Brian Hyland e la sua canzone Itsy Bitsy Teenie Weenie Yelow Polka Dot Bikini sveglierà, tra le adolescente americane, il desiderio verso questo capo d’abbigliamento, dai più ancora definito scandaloso.

Sei anni più tardi, la bellissima attrice Ursula Andress, indosserà il bikini durante la riprese del Film “007, contro il Dr. No” in cui interpreta la bond girl del momento.

Ursula Andress

Raquel Welch d’altra parte apparve con un bikini suggestivo in “Un milione di anni fa“, quando ebbe ad interpretare il ruolo di una feroce cavernicola.

Raquel Welch

Mentre in America ormai il minuscolo indumento era di gran moda, al contrario in Spagna, Grecia e Portogallo, a causa del contesto politico e religioso, le donne si dimostravano molto più pudiche, indossando costumi intieri o a punto piquet, con gonne corte e scollature alte.

Anni ’60

Con l’evoluzione e l’avanguardia dei tessuti, il bikini otterrà una maggiore diffusione.

E’ il caso della fibra di Lycra che, negli anni sessanta, darà maggiore vestibilità, elasticità e praticità a questo accessorio balneare.

Ne guadagneranno anche le industrie cosmetiche, perché, scoprendosi di più, le donne inizieranno ad acquistare freneticamente creme solari e abbronzanti.

Più tardi, con la libertà di espressione, in molti paesi in cui prima latitava, arriverà il topless e il tanga.

Quest’ultimo proviene dalle spiagge del Brasile e riduce il bikini al minimo; solo un filo.

L’aria di libertà che permea gli anni Ottanta, l’interesse per la moda e la passione per il fisico scolpito, continuano col trionfo dei tanga, ed il cinema innalza Bo Derek a donna perfetta in costume da bagno. Negli anni novanta, i bikini proseguono il loro aggiornamento, mostrando linee rette e colori semplici, e farà scalpore il bikini dal design sportivo che mostrò la regina del volleyball Gabrielle Reece nel 1993.

  Gabrielle Reece

Facendo un resoconto di tale indumento, si può veramente dire che i design attuali del bikini sono una raccolta migliorata, attualizzata e più discreta dei modelli degli anni ‘60 e ‘70.

Stilisti famosi come Dolce & Gabbana, Ralph Lauren, Andres Sarda, ogni anno escono con collezioni originali, piene di sensualità ed eleganza.

Polo Ralph Lauren

Marchi famosi come Gucci, Fendi, Dior, LV, affermano con rotondità che questa estate il bikini sarà il capo d’abbigliamento che regnerà sovrano su tutto.

 Gucci 

Intanto, noi sappiamo la sua storia e, francamente, non è poco.

 

 

La foto in alto: Bikini Ralph Lauren 2017

Annunci

Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...